Intervista Doohan-Mamola: "Rossi il miglior marketing della MotoGP"

Motorsport.com ha realizzato un'intervista doppia a due leggende della MotoGP, Randy Mamola e Mick Doohan, i quali hanno dato una propria opinione sui temi caldi del Mondiale 2016.

La scorsa settimana Red Bull ha mostrato tutto il suo potenziale sul tracciato di Spielberg, dove ha organizzato - con grande successo - il Gran Premio d'Austria di MotoGP. Nel Paddock erano presenti le solite, fantastiche strutture che l'impresa austriaca porta alle diverse competizioni e, in una di queste, Motorsport.com ha potuto realizzare un'intervista doppia a due grandi campioni del passato: lo statunitense Randy Mamola (che scrive spesso per la nostra testata giornalistica) e l'australiano Mick Doohan. Nel nostro incontro, i due hanno parlato degli argomenti d'attualità più caldi per quanto riguarda il Motomondiale.

Marc Marquez ha avuto un grande spavento a causa dell'incidente nelle Libere 3, finendo addirittura in ospedale...
Randy Mamola: "Dani è andato molto largo e abbiamo visto una situazione molto simile a quella che si è presentata alla Curva 1 ad Austin, dove Pedrosa è arrivato troppo forte e ha centrato Dovizioso".

Mick Doohan: "Marc era molto veloce in quel punto e se Dani non ci fosse stato non sarebbe accaduto proprio nulla. E' stata sfortuna, ma ha avuto la fortuna di non essersi fatto troppo male. Fino a quel punto c'erano persone che consideravano impossibile veder perdere questo titolo per quanto riguarda Marc. Ma siamo solo a metà stagione. E' ovvio che lui ha un grande vantaggio, ma tutto è possibile".

Pensate che la miglior cosa che Marquez possa fare ora è correre in difesa?
M.D: "Marc non può farlo. Deve concentrarsi sul consolidare il gap dai due della Yamaha e, se possibile, aumentarlo, perché stiamo entrando nel momento decisivo del campionato. Non è facile decidere la strategia in certe circostanze, ma credo che Marc stia dando tutto quello che ha e quell'ultimo incidente penso sia sintomo di quanto stia spingendo in realtà".

R.M: "Con il tempo si guadagna maturità, ma non credo che sia su una strategia difensiva. Quello che succede con il passare degli anni è che a un certo punto decidi di farti passare se pensi che combattere possa essere troppo rischioso. Questo, sino a ora, ha pagato, perché Valentino e Jorge hanno commesso degli errori. Marc, però, non ha ancora vinto e questo signore accanto a me (Doohan, ndr) lo sa meglio di chiunque altro perché nel 1992 ha perso il titolo a causa di un incidente che gli ha fatto perdere un sacco di Gran Premi".

M.D: "Esattamente. Non è finito nulla sino a quando la matematica non lo conferma. Con così tante gare ancora da disputare, ci sono ancora troppi punti in palio per dire che la lotta è finita. Se Marc perde una gara o in una di queste non prende punto il campionato si riapre completamente".

R.M: "Dobbiamo tenere a mente anche le prestazioni delle moto. Abbiamo visto che la Honda è ancora alle spalle della Yamaha per quanto riguarda la prestazione pura. Lo abbiamo visto al Mugello, dove Jorge ha battuto Marc proprio grazie a questo. Questo era impensabile sino all'inizio di questa stagione. Oltre a tutto ciò, voglio vedere cosa succede nella parte finale della stagione, in Giappone, Australia e Malesia, dove Lorenzo ha sempre fatto bene. Questo potrebbe mettere Marquez sotto pressione. Quello che la Honda sta cercando di fare, come è logico, è quello di migliorare i punti deboli della moto, ma non è facile dato il congelamento delle regole".

Che influenza ha avuto l'arrivo della Michelin in questo campionato?
R.M: "Questo è il primo anno di Michelin dopo l'epoca di Bridgestone e abbiamo visto molti piloti che di solito sono affidabili cadere molto più del solito. Con le Bridgestone la situazione era più stabile, ma ora c'è stato anche un cambiamento delle regole per quanto riguarda l'elettronica, standard per tutti. Valentino ha commesso un errore che gli è costato un sacco di punto ad Assen e staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime gare".

M.D: "Le condizioni sono le stesse per tutti i piloti, ma alcuni si sono adattati più velocemente di altri. Le gomme Michelin non perdonano il minimo errore, come invece facevano le Bridgestone".

R.M: "Ci sono casi dove vedremo il pilota vicino al top in una sola gara e più indietro in quello successivo. Chiaramente i tre piloti in lotta per il titolo sono più costanti rispetto al resto, ma ad esempio ad Assen e al Sachsenring abbiamo visto Lorenzo faticare perché la gomma anteriore non gli stava dando un buon feeling".

Come giudicate la stagione di Rossi sino a ora?
M.D: "E' incredibile vederlo in gara quando va all'attacco. Come ho detto in precedenza, probabilmente si è adattato meglio alle Michelin rispetto a molti altri piloti, data anche l'esperienza avuta con le stesse gomme qualche anno fa. Ciò che è incredibile è che sta spingendo così come ha fatto negli ultimi 20 anni. E' lontano da Marquez, non ha preso punti per un paio di gare, ma è fantatico per questo sport che lui sia ancora al suo livello e che stia spingendo più che mai".

R.M: "E' ancora molto affamato. Anzi, è più affamato che mai nonostante stia correndo da tanto tempo. Ha anche una squadra di giovani, la VR46, e questo aiuta a rimanere giovani e ambiziosi. Nel suo ranch a Tavullia si allenano con moto potenti e la superficie è estremamente scivolosa, replicando al meglio la situazione che abbiamo visto spesso nel corso di questa stagione".

Pensate che Yamaha abbia fatto la cosa giusta a lasciar andare alla Ducati Jorge Lorenzo?
M.D: "Non so se sia stato Jorge che ha deciso di lasciare Yamaha o la squadra che ha deciso di non voler continuare con lui. E' chiaro però che Yamaha e Valentino lavorano molto bene assieme. Rossi è un colosso del marketing, lui è il miglior prodotto di tutti. Per quanto riguarda Lorenzo, probabilmente pensava fosse giunto il momento di cambiare dopo il rinnovo di Rossi. La Ducati è migliorata molto e potrà fare bene".

R.M: "L'ho detto più volte. Avendo due giganti nel medesimo box non è l'ideale. E' una situazione unica, ma penso che con l'approdo di Jorge in Ducati vedremo qualcosa di diverso. Sia con Vinales accanto a Rossi che con Lorenzo in Ducati".

In questo senso, Ducati affiancherà Lorenzo a Stoner...
M.D: "Non credo che avranno problemi. Ducati ha posto la sua fiducia nel maiorchino e Stoner ha fatto cose molto positive per il team: è l'unico a esserci riuscito e a farsi conoscere con quella moto. Sono sicuro che aiuterà Jorge ma non credo che gli ruberà la scena. Casey rimarrà alle spalle di Jorge, lo supporterà, perhcé lui è alla Ducati per aiutare, altrimenti nulla avrebbe senso".

R.M:"Casey è molto contento di lavorare con Jorge l'anno prossimo. Ciò non significa che non stia rispettando Iannone e Dovizioso. Casey aiuterà il team il più possibile. La differenza è che quando correva il suo obiettivo era distruggere tutti i rivali, ora il suo ruolo non ha più nulla a che fare con quello".

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Campionati MotoGP
Articolo di tipo Intervista