Formula 1: perché manca un metro di giudizio nel sanzionare i piloti?

A Spa l'unico che è stato sanzionato è stato Nasr per la manovra meno cattiva del weekend, mentre non sono stati nemmeno messi sotto indagine episodi che hanno riguardato Verstappen, Vettel e Alonso che in altri GP sarebbero puniti.

Una delle verità emersa dagli ultimi due Gran Premi del Mondiale di Formula 1 2016 è che comunque si vada ad agire, l’unanimità dei consensi non arriverà mai. Parliamo dell’atteggiamento degli appassionati, ed anche degli stessi addetti ai lavori.

Dopo il GP di Germania si era parlato di una FIA malata di protagonismo, con un Collegio dei Commissari sportivi pronti a condizionare l’esito di una gara (l’episodio clou della corsa di Hockenheim fu la penalità inflitta a Rosberg) con provvedimenti disciplinari molto discutibili relative a infrazioni ritenute poco più che piccole sbavature.

Tappa successiva, Spa. A fine gara sia dai social, che dallo stesso paddock, sono arrivate bordate sulla FIA rea di non essere intervenuta per sanzionare i “cattivi” della gara belga, con Verstappen, leader indiscusso, seguito da Vettel e Alonso.

Ci sono due correnti di pensiero in merito a questa mancanza di continuità sui criteri di valutazione. Il Collegio dei Commissari Sportivi, composto da quattro personalità del Motorsport, varia di gara in gara. A Hockenheim il poker di giudici era composto da Paul Gutjahr, Jose Abed, Emerson Fittipaldi e Achim Loth.

A Spa c'erano Gerd Ennser, Felipe Giaffone, Danny Sullivan e Yves Bacquelaine. Persone con storie e personalità differenti, che possono valutare in modo contrastante due episodi simili.

Di esempi ce ne sono decine. Kimi Raikkonen venne punito con un drive-through a Baku per aver superato con le quattro gomme la linea bianca che definisce la corsia di ingresso ai box, mentre a Spa Alonso ha ostacolato in una pit-lane molto stretta Nico Hulkenberg (arrivando a toccarlo) senza incorrere in alcuna sanzione, anzi, senza neanche finire sotto investigazione.

C’è chi da anni invoca un Collegio di Commissari permanente, ma anche chi crede che alla fine il grande burattinaio di tutti i provvedimenti sia il Direttore di gara Charlie Whiting, che da molti anni non manca una gara. Però qualcosa potrebbe essere cambiato nell’approccio della FIA nel giudicare le vicende di gara. La pioggia di critiche arrivate nella prima metà di stagione proprio per aver puntato il dito sui corpo-a-corpo, potrebbe aver creato le condizioni per un… ”liberi tutti”.

Volete le corse rusticane? Eccole servite. Con tutti i pro ed i contro. Guarda caso non c’è stato bisogno di attendere neanche più di una gara, e subito sono state scintille. Difficile pensare che non sia così, vista la macroscopica differenza di valutazione tra il drive-through inflitto a Rosberg a Hockenheim per aver fatto il furbetto con Verstappen allungando una frenata, e la mancanza di qualsiasi investigazione per quanto fatto dallo stesso olandese su Kimi Raikkonen sul rettilineo del Kemmel a Spa. O il Collegio giudicante segue due sport differenti, o qualcosa nel metro di giudizio è variato. Senza entrare nel merito della bontà delle scelte, non vi è omogeneità.

A dire il vero una penalità anche a Spa c’è stata. In una corsa in cui non sono mancati i momenti di tensione, l’unico pilota ad aver ricevuto un provvedimento è stato Felipe Nasr. Il brasiliano è stato giudicato colpevole di aver passato Esteban Ocon utilizzando la via di fuga di Les Combes.

Comprensibile anche il disappunto di Nasr a fine gara, vista quanti episodi simili ci sono stati senza investigazioni. E torniamo al punto di partenza. Chi scende in pista ha bisogno di regole chiare, e soprattutto di un metro di giudizio che non vari da weekend a weekend. Vedremo a Monza, ma è un problema che la Formula 1 deve risolvere quanto prima.

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Campionati Formula 1
Evento GP del Belgio
Circuito Spa-Francorchamps
Articolo di tipo Ultime notizie