Power unit: tre soli motori a stagione dal 2018?

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Power unit: tre soli motori a stagione dal 2018?
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
15 dic 2015, 16:23

Mercedes, Ferrari e Renault disponibili al congelamento di parti e all'utilizzo di pezzi standard per ridurre i costi

Sebastian Vettel, Scuderia Ferrari
Sebastian Vettel, Scuderia Ferrari and Valtteri Bottas, Williams F1 Team
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W06
Nico Rosberg and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W06
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 Team
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W06 in testa alla partenza della gara
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W06
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB11
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing
Felipe Massa, Williams FW37
Felipe Massa, Williams FW37 blocca in frenata
Fernando Alonso, McLaren MP4-30
Fernando Alonso, McLaren MP4-30

Jean Todt e Bernie Ecclestone hanno ricevuto il mandato dal Consiglio Mondiale della FIA per cambiare i regolamenti di Formula 1 se non verrà trovato un accordo condiviso fra le squadre per la riduzione dei costi delle power unit. All’inizio di gennaio i Costruttori si riuniranno per discutere quelle che dovrebbero essere le loro proposte, per evitare di andare incontro ad una traumatica rottura con FIA e FOM.

HONDA CONTRO L'ABOLIZIONE DELL'MGU-H
Dopo la stroncatura del motore standard da parte della F1 Commission, ad Abu Dhabi era stata ventilata l’opportunità di mantenere le attuali power unit, ma riducendone la parte ibrida. C’era la volontà di semplificare i sistemi, abolendo la MGU-H, vale a dire il motogeneratore che trasforma in energia elettrica il calore che andrebbe disperso con il turbo. L’idea è stata fermata dall’atteggiamento intransigente della Honda che per voce di Yasuhisa Arai, responsabile Motorsport, ha detto: “Noi siamo entrati in Formula 1 perché c’era l’ibrido da sviluppare e senza la parte elettrica del motore non avrebbe alcun senso la nostra presenza”. La Casa giapponese, infatti, ha finanziato il rientro nel mondo dei Gp con budget che sono stati ricavati anche dall’area dell’R&D, nella convinzione che la ricerca spinta della Formula 1 potesse regalare importanti benefici nella grande produzione di serie.

LA FORMULA 1 NON DEVE TRADIRE L'IBRIDO
Del resto l’atteggiamento dei giapponesi è perfettamente in linea con le nuove direttive che sono emerse dalla Conferenza internazionale sul clima che si è svolta a Parigi dove è stato raggiunto un nuovo accordo fra 195 Nazioni per ridurre le emissioni, in modo da rallentare il riscaldamento globale. Anche Sergio Marchionne, presidente della Ferrari, nella conferenza stampa di Natale, ha spinto in questa direzione: “Dopo tutto
 quello che è stato fatto nell'ottica di ridurre le emissioni, sentir parlare di un ritorno ai motori aspirati con un sistema ibrido meno complesso, è davvero offensivo e sarebbe un passo indietro. Il mondo con le scelte di Parigi si è spostato in avanti e, quindi, anche la Formula 1 deve adeguarsi".

PEZZI STANDARD E PARTI CONGELATE?
Facile a dirsi, ma più complicato da farsi. Quale potrebbe essere la via maestra per trovare una soluzione condivisa finalizzata a ridurre i costi? Stando alle anticipazioni raccolte da Motorsport.com, Mercedes, Ferrari e Renault starebbero lavorando essenzialmente su tre punti:

1 – congelare alcune parti della power unit che ormai sono ormai giunte ad uno sviluppo “maturo”.
2 – definire i particolari che possono diventare standard con un’unica fornitura (si parla, per esempio, proprio dell’MGU-H e dell’MGU-K, lasciando però piena libertà nella gestione delle strategie dei motogeneratori elettrici).
3 – allungare la vita delle power unit per utilizzare solo tre unità per pilota a stagione. La ricerca dell’affidabilità potrebbe imporre un’impennata dei costi nell’immediato, ma per raggiungere il target di usare un solo motore ogni sette Gp si dovrebbero adottare materiali meno sofisticati tali da consentire un sensibile abbattimento delle spese.

POWER UNIT DISPONIBILI A 12/15 MILIONI DI EURO
Appare evidente che queste novità non sarebbero facilmente introducibili nel 2017 come vorrebbero FIA e FOM, ma è più facile che si concretizzino nel 2018, lasciando ai motoristi il tempo per definire che il taglio dei costi (una fornitura non dovrebbe superare i 12/15 milioni di euro all’anno) si associ con l’aumento delle prestazioni di quattro secondi al giro che sarebbe stato invocato dall’intero paddock.

NOVITA' AERODINAMICHE NEL 2017 E I MOTORI NEL 2018?
Non sarebbe da escludere, quindi, che nel 2017 si possa introdurre solo il nuovo regolamento aerodinamico (frutto di una studio combinato fra le proposte portate da Red Bull racing e FIA, mentre le idee che erano state avanzate dalla Ferrari sono state giudicate troppo “estreme”), lasciando l’adozione delle nuove power unit al campionato successivo. Sarà interessante vedere se si troverà una convergenza di intenti su questi punti, altrimenti prepariamoci ad un ulteriore periodo di grande conflittualità in Formula 1…

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Autore Franco Nugnes
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