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F1 | Alonso: "Correre sotto la pioggia? Dal 2017 è peggiorato tutto. Ecco perché"

Il 2 volte iridato di Aston Martin spiega cosa stia rendendo molto più difficile correre sul bagnato rispetto al passato. Poi, candidamente, ammette che il team di Silverstone sia concentrato ormai solo sul 2026.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images

Fernando Alonso era pronto a ricevere gli auguri di compleanno (44 anni, compiuti martedì) che puntualmente sono arrivati da tutto il paddock. Quando gli è stata mostrata la foto del suo primo successo in Formula 1, ottenuto proprio sull’Hungaroring nel 2004, c’è stato un sorriso speciale. “La prima vittoria in Formula 1 è un momento unico – ha confermato – ma non ricordo molto di quel giorno, subito dopo la gara siamo partiti per la Polonia perché dovevamo essere in pista lunedì mattina presto, ricordo che eravamo io, Flavio (Briatore) e Jarno (Trulli). Per questo motivo la domenica sera non ho potuto festeggiare come avrei voluto, ma c’era questa giornata di marketing, è stato un peccato”.

Con oltre due decadi d’esperienza in Formula 1, Alonso ha detto la sua in merito alle discussioni emerse sull’operato della direzione gara del Gran Premio del Belgio e sulla guidabilità di queste monoposto sul bagnato. “Rispetto a parecchi anni fa la visibilità è peggiorata – ha spiegato – probabilmente il cambiamento è iniziato nel 2017 con l’introduzione degli pneumatici di larghe dimensioni, ma in generale è un argomento complesso e difficile. Tutti vogliamo correre, ma oggi se ti ritrovi a girare in un gruppo di monoposto semplicemente non vedi nulla, e purtroppo sulla pista di Spa abbiamo già visto degli incidenti molto gravi. Credo che tutti i piloti abbiano il coraggio di essere in pista, vogliamo correre anche per gli spettatori che ci seguono in circuito e da casa, ma quando sono accaduti degli incidenti abbiamo capito che non c’è nulla di male nell’aspettare mezz’ora in più”.

“C’è anche un altro aspetto – ha aggiunto Alonso - probabilmente l'asfalto utilizzato da diversi circuiti è un po' diverso da quello che si usava in passato. Ricordo che a Sepang abbiamo corso in più occasioni con molta acqua in pista ed è sempre andato tutto bene. Questa nuova generazione d’asfalto offre una grande aderenza sull'asciutto ma risulta come uno specchio sul bagnato, e non è piacevole per la visibilità".

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

"Non so come si può migliorare la situazione, vedo lo stesso anche su alcune autostrade, in alcune la visibilità è scarsa in altre non ci sono spruzzi. Quindi se applicassimo quell'asfalto su tutti i circuiti come regola generale, probabilmente non avremmo problemi di visibilità. Ma magari poi ci sarebbe un degrado enorme sull'asciutto, quindi non so. Possiamo lavorare su questo tema, ma il mio punto di vista resta quello di un pilota. Il prossimo anno? Non cambierà nulla, credo che avremo a che fare con lo stesso problema”.

L’Aston Martin continua ad essere un punto interrogativo che prova a trovare risposta in ogni weekend di gara. Alonso non lo dice in modo esplicito, ma la testa è ormai al 2026. Quando ne ha l’opportunità Fernando non perde occasione per pranzare con Adrian Newey (“È fantastico vederlo lavorare e riflettere su tanta aspetti e problematiche”) e soprattutto per Alonso è troppo presto per tratte conclusioni sulle monoposto che vedremo in pista la prossima stagione. Dopo averle provate al simulatore molti piloti si sono espressi tutt’altro che positivamente, ma per Fernando serve prudenza.

“Ho trascorso solo un giorno al simulatore ed è stato difficile trarre conclusioni – ha spiegato – mi serve ancora un po' di tempo. Ma probabilmente un’opinione definitiva l’avrò solo dopo aver provato la macchina reale, a volte sul simulatore hai una sensazione che poi non trova conferma quando guidi la monoposto. Sappiamo che le prestazioni saranno inferiori rispetto a quelle di questa stagione e per esperienza so che quando un pilota prova qualcosa di più lento di solito non è contento. Ma alla fine, come sempre, tutti coloro che il prossimo anno otterranno dei risultati importanti ameranno le loro monoposto…”.

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