IMSA | La Corvette di Wickens è pronta: ecco come la guiderà
Il canadese sarà in azione a Long Beach con la Z06 GT3.R dotata di tutti i controlli al volante: ecco come Corvette Racing, Pratt Miller Motorsports, DXDT e Bosch hanno lavorato in questi mesi per installarlo sulla vettura.
Manca ormai un mese alla nuova sfida che Robert Wickens affronterà per la stagione 2025 nell'IMSA SportsCar Championship.
Il canadese, rimasto su sedia a rotelle dopo il terribile incidente di cui era stato protagonista a Pocono nel 2018 quando correva in IndyCar, siederà al volante della Corvette che gli ha preparato la DXDT Racing e in questi mesi il lavoro dietro le quinte non è stato per niente facile da svolgere.
I tecnici di Pratt Miller Motorsports, Corvette Racing e DXDT si sono seduti ad un tavolo con i responsabili di Bosch per capire come implementare sulla Z06 GT3.R il sistema di guida con controlli al volante che Wickens ha sviluppato ed utilizzato negli ultimi anni quando era pilota della Bryan Herta Autosports nell'IMSA Michelin Pilot Challenge a bordo della Hyundai Elantra N TCR, con la quale ha vinto il titolo nel 2023.
Robert Wickens, Corvette DXDT
Foto di: Pratt Miller Motorsports
Il sistema di guida brake-by-wire della Hyundai ha richiesto naturalmente degli accorgimenti per il volante della Corvette che il 35enne porterà al debutto a Long Beach nella prima delle cinque gare di Sprint Cup che affronterà. Con quattro mesi a disposizione, ogni giorno è quindi stato sfruttato a pieno dalle parti in causa per progettare tutti i sistemi di controllo manuale per la vettura di General Motors e consentire a Wickens di sedersi nell'abitacolo il fine settimana dell'11-12 aprile.
In un bel video pubblicato dalla Pratt Miller Motorsports, viene spiegato ogni passo di questo duro e stimolante percorso che i tecnici hanno dovuto intraprendere, con l'ingegner Grant Browning che ha spiegato quali sono state le sfide a livello tecnico per questo progetto.
Robert Wickens, Corvette DXDT
Foto di: Pratt Miller Motorsports
"Abbiamo dovuto inserire accelerazione e frenata nel volante, e siamo stati in grado di produrre un pacchetto di sistemi seamless da integrare a ciò che avevamo sulla nostra auto, facendo sì che potesse essere installato e disinstallato piuttosto velocemente senza interferire con un pilota normalmente normodotato, dando invece ad una persona paraplegica la possibilità di utilizzarlo", racconta Browning, che lavora in Pratt Miller Motorsports nell'ufficio design.
"Ci siamo impegnati molto nello studiare varie soluzioni su ciò che serviva a livello virtuale, valutando molto il disegno, la creazione, il montaggio e le prove nella nostra pista di casa. Alla fine abbiamo avuto indicazioni piuttosto veloci e quindi abbiamo cominciato i test per capire quali potessero essere problematiche e suggerimenti in modo da poter poi lavorare sul sistema ed adattarlo".
"La cosa che ci ha avvantaggiato in questo percorso è avere attorno a noi molte persone con tanta esperienza e conoscenze, con capacità di dialogare apertamente e in maniera intuitiva, confrontandoci su cosa poteva funzionare e cosa invece no. Questo ci ha aiutato a raggiungere gli obiettivi e sviluppare tutte le casistiche in modo da produrre qualcosa in poco tempo".
"Abbiamo affrontato tre fasi, partendo dal design virtuale in modo da provare ad avere subito una indicazione e realizzando le prime componenti in 3D su plastica, con Robert in azienda che ha potuto vedere personalmente e darci le prime indicazioni a livello ergonomico, raccontandoci come si sentiva e cosa voleva cambiare, cosa gli piaceva e cosa no, in modo che noi potessimo adattare la frenata elettronica al meglio".
"Ha anche potuto provare com'è entrare ed uscire dall'abitacolo, fornendoci indicazioni su come adattare il design. A quel punto siamo potuti partire con la produzione delle parti per le varie funzioni, non avendo molto tempo a disposizione dovevamo creare velocemente un primo prototipo in alluminio con la maggior parte dei controlli manuali e dopo siamo andati a fare il primo test".
Tommy Milner, Corvette DXDT
Foto di: Pratt Miller Motorsports
Questa prova si è svolta a gennaio, prima di Daytona, con il pilota ufficiale di Corvette Racing, Tommy Milner, che ha potuto sperimentare di persona cosa significa guidare una vettura da corsa utilizzando solamente le mani.
"Il primo test in cui ho provato il sistema di controllo manuale è andato anche meglio rispetto a ciò che mi ero immaginato, non solo dal punto di vista della funzionalità dei sistemi, ma anche come si potevano utilizzare", ammette l'americano.
"Il sistema è stato studiato per Robert, ma l'ho trovato comunque molto intuitivo e facile, anche nel passaggio ai comandi tradizionali che ha la Corvette".
"Questo è molto importante perché nelle gare sportscar bisogna essere veloci anche in questo, una volta che sali in macchina e ti dai il cambio col compagno, in base a ciò che uno necessita".
"L'obiettivo primario era verificare che tutto funzionasse come previsto e in sicurezza, al secondo giorno ho cominciato a sentirmi a mio agio potendo spingere più al limite anche con il controllo manuale".
"Alla fine la differenza dei crono sul giro ottenuti con i due sistemi è stata attorno al secondo, in un tempo a disposizione tutto sommato limitato per provare. Ero davvero eccitato nel vedere come si sarebbe trovato Robert in questa sua prima esperienza con la Corvette, vedendolo a suo agio e cominciare ad andare forte con questa vettura".
Robert Wickens, Corvette DXDT
Foto di: Pratt Miller Motorsports
Tutto ciò è una sorta apertura vera e propria a tutte le persone con disabilità che si volessero cimentare nella guida di una vettura da corsa; Bosch e Wickens hanno di fatto spianato la strada a quella che i diretti interessati definiscono un nuovo capitolo di inclusione nel mondo del motorsport.
"Il sistema Bosch EBS riceve un primo segnale sulla richiesta di frenata e usa delle pompe e accumulatori che producono la pressione sui freni voluta", spiega Browning riguardo a come funziona il sistema utilizzato da Wickens.
"In precedenza la pressione era idraulica in base all'input, producendone di diverse sulle pinze in base agli obiettivi e a seconda delle curve".
"Nel nostro caso, abbiamo lavorato con Bosch per avere un input elettrico per questa richiesta, ma ci sono anche alcune altre cose che fanno funzionare la vettura come volevamo; ad esempio, ora avviene lo spegnimento dei cilindri primari della frenata elettronica isolando i pedali e lasciando tutto al sistema EBS, senza dover spingerli per vuotare il liquido".
"Inoltre volevamo monitorare la pressione sui pedali così come quella del sistema EBS mediante il segnale che arriva dagli input del controllo manuale, quindi abbiamo dovuto capire bene come farlo funzionare in caso si verifichi un errore nel sistema, tornando a quello idraulico in caso di emergenza, e in tutti i casi di guasti, potendo utilizzare sia la frenata elettronica o il pedale".
"Se tutto andrà bene, il sistema potrà essere utilizzato a sè stante in macchina, quindi Robert potrà guidare come vuole e spingerla al limite senza alcuna restrizione".
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