Pascal Derron: “La Formula E in Svizzera? C’è un contratto per 9 anni”

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Pascal Derron: “La Formula E in Svizzera? C’è un contratto per 9 anni”
Gabriele Testi
Di: Gabriele Testi , Rédacteur en Chef/Redaktionsleiter/Direttore Switzerland
21 feb 2018, 17:15

Il promoter dell’ePrix fissato per il prossimo 10 giugno nel cuore pulsante di Zurigo ha rivelato le aspettative per una gara che riporterà l’automobilismo in circuito nella Confederazione Elvetica dopo un digiuno che dura dal 1954.

Pascal Derron, CEO della società Swiss ePrix Operations AG
Pascal Derron, CEO della società Swiss ePrix Operations AG
Pascal Derron, CEO della società Swiss ePrix Operations AG
Pascal Derron, CEO della società Swiss ePrix Operations AG
Pascal Derron, CEO della società Swiss ePrix Operations AG
Pascal Derron, CEO della società Swiss ePrix Operations AG
Pascal Derron, CEO della società Swiss E-Prix Operations AG
Pascal Derron, CEO della società Swiss E-Prix Operations AG
Swiss ePrix, segnaletica stradale
Swiss ePrix Operations AG, etichetta sul campanello
Layout del tracciato dell'ePrix di Zurigo
Stephan Oehen, Direttore Comunicazione della società Swiss ePrix Operations
E-Mobil Züri, lago di Zurigo
E-Mobil Züri, Hardbrücke Zürich
Edoardo Mortara, Venturi Formula E Team
Edoardo Mortara, Venturi Formula E Team
Il terzo classificato Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams

Fra quattro mesi la Formula E sbarcherà in Svizzera per un appuntamento molto atteso dai tifosi delle quattro ruote. Così, Motorsport.com ha incontrato il promoter Pascal Derron, CEO della società Swiss E-Prix Operations AG con sede a Frauenfeld, per porgli alcune domande in vista dell’evento.

La video intervista è avvenuta nell’ufficio preso a nolo per l’occasione al civico 10 di Splügenstrasse, un “appartamentino” al piano terra situato all’interno del perimetro del futuro circuito cittadino di Zurigo che accoglierà la gara del 10 giugno. 

 

Che cosa pensa del layout del circuito che avete tracciato?

“Che è meraviglioso! In particolare ci sono un paio di punti interessanti come il tornantino e le due zone veloci dove si toccheranno i 200 km orari. Inoltre, i piloti dovranno confrontarsi con le strade strette che creeranno loro delle difficoltà”. 

Avete deciso di programmare la corsa per domenica anziché per il sabato. Crede che questa scelta sarà imitata da qualcun altro in futuro?
“No, non credo che avrà un impatto significativo. Noi lo abbiamo fatto soltanto per ragioni logistiche. Attraversando il centro della città, abbiamo cercato di limitare i disagi il più possibile”.

La corsa zurighese sarà un unicum o vedremo delle repliche? Crede che fungerà da input per altre competizioni motoristiche in Svizzera?
“Abbiamo firmato per nove anni con la Formula E. Se poi il nostro ePrix servirà da sprone per altre discipline lo vedremo”.

Crede che prossimamente, anche alla luce di due driver elvetici sulla griglia, gli appuntamenti sul territorio potranno raddoppiarsi? Si parlò a suo tempo di Ginevra...
“È molto difficile dare una risposta. Per ora concentriamoci su Zurigo. Se andrà bene il primo tentativo, potremo passare al secondo e poi chissà che cosa potrà succedere”. 

 

 

Nel week end di gara vedremo qualche serie di supporto in azione? È inoltre prevista qualche manifestazione o roadshow promozionali in giro per il Paese? Avete magari pensato a qualcosa nel Principato del Liechtenstein?
“Avremmo voluto, ma avendo i tempi corti abbiamo preferito focalizzarci sull’evento principale. L’anno prossimo, però, sono certo che organizzeremo qualcosa di diverso”. 

Come vi siete mossi per promuovere l’ePrix?
“Abbiamo puntato sui social media e sul content marketing evitando le vie troppo classiche della pubblicità, o dei banner”. 

In questi mesi di preparazione, vi siete confrontati con Lugano che prima di voi aveva avviato le pratiche per ospitare una manche del campionato elettrico?
“Sì, nelle fasi iniziali ci hanno aiutato, successivamente invece abbiamo preferito muoverci in maniera indipendente”.

Con l’ePrix di Zurigo e l’ingresso in Formula E di brand elvetici di primo piano come Julius Bär e ABB, ritiene che la Svizzera abbia dato l’avvio ad un processo di rafforzamento del proprio ruolo nel motorsport?
“Senz’altro. Il fatto che le competizioni siano di nuovo permesse è già di per sé positivo. Inoltre, sapere che nella serie elettrica sono coinvolti nomi di rilevo come quelli citati, non potrà che rappresentare una spinta per l’avvenire”. 

Sulla scia della discussione riguardante l’abolizione delle ombrelline, voi schiererete dunque i Grid Kids in luogo delle Grid Girls?

“Lo confermo: sicuramente i ragazzini”.

Che genere di audience vi aspettate di vedere sulle tribune?
“Molte famiglie così come parecchi amanti dei motori e delle innovazioni. Riassumendo, credo che avremo un pubblico misto”.

Ci potrebbe svelare qualcosa di più della sua funzione all’interno della Swiss E-Prix Operations AG? Come mai l’azienda ha base a Frauenfeld, nel Canton Turgovia, e non a Zurigo?
“L’azienda l’ho fondata io, per cui per comodità ho deciso di restare nella zona in cui abito. Per quanto concerne il mio lavoro, almeno per il primo anno farò il dirigente, dopodiché si vedrà”. 

 

Doris Leuthard, responsabile del Dipartimento Federale dell'Ambiente, dei Trasporti, dell'Energia e delle Comunicazioni, sarà presente alla gara?
“Non conosco i suoi programmi, ad ogni modo ci ha fortemente supportato e le siamo grati per questo. Dunque, la inviteremo sicuramente”.

Infine, c’è qualcuno del suo team che ha contribuito più degli altri alla buona riuscita del progetto?
“Ci sono talmente tante persone coinvolte che è dura individuare una figura più importante. Per capirci, è come un puzzle, ogni pezzo è fondamentale. Diciamo che il reparto marketing ha fatto un ottimo lavoro così come quello che si è occupato delle operazioni e degli aspetti finanziari”.

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