Piquet replica l'exploit del padre a Long Beach!

Il brasiliano della China Racing si invola al comando al via, superando indenne due "caution", Vergne e Di Grassi

Piquet replica l'exploit del padre a Long Beach!

Nell'aria c'erano tutti i crismi di una vittoria imminente. Il successo nell'indice di gradimento del pubblico misurato dal FanBoost, la scelta di gareggiare con un casco i cui cromatismi ricordassero quelli del papà dominatore del Gran Premio di Formula 1 del 1980 e la nuova livrea delle monoposto della China Racing, che l'anno prossimo diventerà un costruttore vero e proprio con il nome di NextEV TCR. Il primo ePrix di Long Beach ha così premiato Nelson Angelo Piquet, “Nelsinho” per gli amici.

Il brasiliano si è prodotto in uno scatto fulmineo al via, bruciando alla chicane iniziale del primo giro Daniel Abt, il quale aveva “ereditato” la migliore posizione al palo dopo la sanzione inflitta in qualifica al poleman sul campo Sébastien Buemi, e si è involato al comando dalla terza posizione sullo schieramento senza mostrare alcun timore reverenziale per la storia della pista. L'impresa gli è riuscita dinanzi a due star di Hollywood come Leonardo Di Caprio, contitolare della scuderia Venturi, e Adrien Brody, premio Oscar come miglior attore nel 2003, senza ripetere le disavventure ai pit-stop di Miami, che gli avevano precluso la vittoria, né patire troppo alcune incertezze nelle comunicazioni radio con il direttore sportivo Steven Lu.

Confermando le voci che lo vorrebbero appetito da altre squadre, Piquet junior ha dato il meglio di sé “sopravvivendo” anche a due diverse neutralizzazioni con Safety-Car che hanno spezzato la corsa e ha preceduto sul traguardo nonché sul podio due concretissimi protagonisti del weekend californiano, Jean-Éric Vergne (Andretti Autosport) e Lucas Di Grassi (ABT Sportsline), nuovo leader di classifica generale della Formula E.

Abt è stato uno dei primi a recarsi ai box per il cambio della vettura, ma la sua strategia non ha pagato in quanto ha dovuto cedere la piazza d'onore a Vergne proprio durante le soste.

Il tedesco non poteva competere con il francese, così la sua attenzione è stata occupata dalla necessità di difendersi dal compagno di squadra Lucas Di Grassi, dando vita a una lotta intestina che ha finito con il permettere al rimontante Sébastien Buemi di farsi sotto ad entrambi. Il driver e team manager della squadra vicina all'Audi è stato in ogni caso estromesso dalla battaglia per un posto al sole quando ha ricevuto un drive-through per aver utilizzato troppo potenza, uscendo contestualmente anche dai giochi per i punti. Il sudamericano ha invece dovuto usare il tracciato in tutta la sua larghezza per difendersi dallo svizzero, determinato a non perdere lunghezze in classifica dopo le dieci posizioni in più affibbiategli in prova in seguito a un uso eccessivo di energia elettrica.

La top five è stata completata da Bruno Senna, che ha adottato l'indovinata strategia di fermarsi un giro più tardi della maggior parte dei piloti di testa per risalire dalle retrovie alle prime dieci piazze della classifica. Il brasiliano della Mahindra Racing inizialmente ha dovuto battagliare con Nicolas Prost proprio in uscita dalla pit-lane, ma la performance del francese è definitivamente crollata quando gli è stato inflitto un drive-through per aver urtato Jérome D'Ambrosio (Dragon Racing) al tornantino nel corso del 21esimo passaggio lottando per la sesta piazza.

Altri episodi di gara poco simpatici hanno guastato la giornata al portacolori della e-dams Renault nonché ex leader di campionato nel post ePrix di Miami: pur partendo dalla prima fila, il figlio d'arte transalpino è stato la vittima in due occasioni di manovre avversarie piuttosto rudi, prima da parte di Jean-Éric Vergne grazie al FanBoost e poi ad opera di Lucas Di Grassi, quando si è verificato il restart conseguente alla “caution” causata dall'incidente di Scott Speed, schiantatosi nel corso della sesta tornata alla prima chicane.

Anche la seconda ripartenza dopo una neutralizzazione (questa volta cagionata dalla tamponata di Charles Pic della China Racing al pilota e team manager Jarno Trulli all'ultima curva), ha visto Nicolas Prost vittima di “episodi di bullismo” corsaiolo da parte di uno scatenato Sébastien Buemi, contro il quale a inizio corsa Sam Bird (Virgin Racing) aveva frantumato un braccetto della sospensione, incapace di ottenere il giro più veloce e i tre punti relativi pur avendo cambiato vettura, e un regolare Antonio Félix Da Costa (Amlin Aguri).

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