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Lamborghini sta andando a gonfie vele: ecco perché

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Lamborghini sta andando a gonfie vele: ecco perché
Di:
Tradotto da: Giacomo Rauli
8 gen 2020, 13:00

La Casa di Sant'Agata Bolognnese si sta preparando per avere un grande successo nei prossimi 10 anni. Vi sveliamo il perché.

Lamborghini è un marchio in costante crescita. Il 2019 si è rivelato un anno incredibile per quanto riguarda i volumi di vendita, con gli ordini in tutto il mondo che sono aumentati del 96% nella prima metà dell'anno fiscale rispetto allo stesso periodo del 2018, e questo grazie all'enorme successo che ha avuto la Urus, il primo SUV della Casa del Toro.

Lamborghini però non mantiene la leadership solamente sul mercato delle supersportive, ma anche al Nurburgring - dove, con il pilota Marco Mapelli, la Aventador SVJ ha fatto registrare un tempo di 6:44:97 battendo la Porsche 911 GT2 RS a luglio 2018 -  e nel motorsport, dove l'Azienda ha portato a Sant'Agata il titolo costruttori nel campionato IMSA GTD e il primo posto nell'International GT Open.

 

Come successo a molte case automobilistiche "di nicchia" nel recente passato, anche Lamborghini ha dovuto superare più di una difficoltà dovuta alla forte competizione nel segmento e alla crisi che ha colpito quasi tutti i settori. Adesso, però, la Casa è in ripresa, con gli attuali punti di forza che derivano da una serie di fattori che non solo hanno contribuito al suo attuale posizionamento, ma hanno anche tracciato la strada verso il successo da qui al prossimo decennio. Vediamo quali sono.

Design e motori

Design rivoluzionario e motori potenti sono stati i tratti distintivi di Lamborghini sin dalla prima 350 GT V12 lanciata nel 1964. Ma oggi, in un'epoca in cui anche le berline da famiglia raggiungono tranquillamente i 600/700 CV (come, solo per citarne alcune, la Porsche Panamera e la Mercedes-AMG GT Coupé4), i costruttori di supercar non possono abbassare la guardia. Modelli come, per esempio, la Huracán Evo Spyder, non sono rivoluzionari o al vertice del segmento per linea e prestazioni, ma per tutta la sofisticata tecnologia integrata che rende questa macchina - così come la Huracan Evo standard - sfruttabile quotidianamente da chiunque e capace di far sentire "assi del volante" anche i più tranquilli e inesperti proprietari.

"Questa semplicità è fondamentale", ci ha spiegato Maurizio Reggiani, direttore tecnico Lamborghini, sul prato del Concorso d'Eleganza di Pebble Beach l'estate scorsa. “Questi sistemi ci consentono di interpretare meglio le aspettative del guidatore. Ad esempio, se si seleziona la modalità di guida Sport, è molto probabilmente che ci si voglia divertire. L'elettronica quindi, gestendo sterzo, erogazione e coppia, permette all'auto di mantenere un angolo di deriva controllabile se il guidatore lo richiede, con il sistema che è progettato per garantire la sicurezza necessaria in queste condizioni e anche oltre. Se, invece, il guidatore opta per la modalità Strada, è perché desidera un'auto più stabile e più facile da gestire, con la distribuzione della coppia, la rigidità delle sospensioni, i controlli di stabilità e altre caratteristiche regolabili tutte ottimizzate per adattarsi ad una guida più tranquilla".

Ci sono però elementi che la Casa di Sant'Agata ritiene fondamentali, quasi sacri: si tratta dei motori V10 e V12 aspirati oggi presenti in gamma su Huracan Evo e Aventador S che affiancano il più "piccolo" V8 biturbo da 4.0 litri e 650 CV che spinge la Urus. È stata la prima volta che Lamborghini ha utilizzato la sovralimentazione su un veicolo di produzione, con i numeri che hanno ridefinito il concetto di SUV sportivo: la trazione integrale intelligente, l'impianto frenante più grande sul mercato con dischi anteriori da 440 mm e pinze a 10 pistoncini, oltre 300 km/h di velocità massima e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi. Numeri incredibili per un SUV, anche rispetto alle sportive di qualche anno fa come la Gallardo che, al 'Ring, ha registrato un tempo superiore!

Non sorprende che la Urus, insieme alle sorelle Huracán e Aventador, abbiano avuto così tanto successo negli ultimi anni tanto da rendere il Marchio quasi "meno esclusivo". Per questo, infatti, si è pensato anche di limitare la produzione a 8.500 unità all'anno, anche se questa è solamente un'indiscrezione non confermata dalla Casa. Sembra strano infatti che questo possa succedere, considerando anche l'ampliamento dello stabilimento di Sant'Agata per la produzione della Urus in modo tale da star dietro agli ordini.

Comunicazione, social e merchandising

La creazione di un prodotto convincente è una cosa, l'efficacia della comunicazione è un'altra. Fortunatamente per Lamborghini, questo è un altro elemento che distingue la Casa dalla maggior parte dei propri concorrenti. Spot come il video "Lamborghini Real Lover" che potete guardare qui sotto, vanno dritti al cuore e, al tempo stesso, catturano l'essenza del Marchio, mostrando come l'Azienda abbia un forte concezione di chi sia il suo pubblico e voglia attirarne sempre di nuovo e, soprattutto, appassionato.

 

Ma la "voce" di Lamborghini va oltre gli spot. Le piattaforme social come Instagram, dove Lamborghini supera Ferrari di quasi il 30% con 24,7 milioni di follower, permettono alla Casa di sfruttare il suo design accattivante e diffondere i propri canoni di stile solamente mostrando l'auto da sola, con un pilota o una celebrità in un contesto che può andare dalla pista alla strada.

C'è da considerare poi anche il merchandising che, per Lamborghini e qualsiasi altra casa premium sportiva, rappresenta un ulteriore flusso di entrate. Di recente, la Casa ha avviato una partnership con Lego per due nuovi set, uno per la Urus e uno per la Huracán.

Dirigenza

Se queste novità di cui sopra sono state messe in atto già da un po' di tempo, è necessario dare un credito significativo all'attuale CEO di Lamborghini, Stefano Domenicali, che ha avuto il merito di indirizzare la nave nella giusta rotta.

Nato e cresciuto a Imola, ha trascorso gran parte della sua infanzia all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari aiutando nel paddock durante i fine settimana di gara. Cresciuto poi in Ferrari, ha ricoperto il ruolo di Team Principal all'interno della squadra di Formula 1 prima di passare ad Audi nel 2014.

Due anni dopo ha sostituito Stephan Winkelmann alla guida di Lamborghini. Un'eredità non facile da raccogliere dato che Winkelmann, durante i suoi 11 anni alla guida della Casa di Sant'Agata, aveva guidato l'azienda attraverso un percorso di crescita costante, raddoppiando le vendite annuali e ampliando la forza lavoro di oltre il 50%. Ha anche supervisionato il lancio delle prime generazioni di Huracan e Aventador che, anche se passati attraverso restyling più o meno pesanti, sono in vendita ancora oggi. L'ombra di Winkelmann era importante ma Domenicali è stato in grado di gestire al meglio la situazione confermando la Casa ai vertici del segmento, come testimoniamo i numeri da record degli ultimi anni.

"Avevamo pianificato che la Urus avrebbe raddoppiato la produzione e siamo sulla buona strada affinché questo si realizzi" ha confermato a Luxury London lo scorso aprile. “Questo risultato, però, è merito delle singole persone che lavorano in Lamborghini: alla fine del 2018 c'erano 1.750 dipendenti, il 70% dei quali assunti negli ultimi cinque anni. Sono loro il fattore chiave che per me significa di più: si tratta di un team incredibilmente appassionato e dedito".

Cosa riserva il futuro?

Guardando al futuro, potrebbero essere tre le mosse per confermarsi sul mercato nei prossimi anni: l'erede della Aventador, una nuova gran turismo 2+2 e l'avvento dell'ibrido. "Le supercar sono, ovviamente, diverse dalle auto normali ma, poiché l'elettrificazione e l'ibridazione entreranno a far parte anche di questo mercato, è fondamentale che il nostro team di ricerca e sviluppo non rimanga indietro su questo fronte", ha spiegato Domenicali. "Il primo passo verso l'elettrificazione sarà rappresentato dall'ibridizzazione delle prossime generazioni delle nostre auto, Urus compresa". L'estrema Sian quindi non anticipa completamente il linguaggio di design che vedremo di qui a breve, ma il suo propulsore elettrico a 48V abbinato al V12 da 6.5 ​​litri aspirato - per una potenza complessiva di 819 CV - potrebbe essere un'anteprima di ciò che presto vedremo sotto il cofano dei Tori di Sant'Agata.

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