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Rocchieri: "Innamorato della terra!"
Il savonese è un farmacista che lavora nello stabilimento balneare di famiglia: corre ma non in estate
E' laureato in farmacia, ma lavora nello stabilimento balneare di famiglia durante tutta l'estate. Per questo motivo Andrea Rocchieri è costretto a "costruirsi" un calendario di corse che sia compatibile con l'attività imprenditoriale. Savonese di 25 anni, è cresciuto in una famiglia dove si mangia pane e rally: padre, zio e cugini sono stati contaminati dalla passione per le corse che, inevitabilmente, è stata contagiata anche al rampollo di casa.
Il ligure corre con un palermitano, Cosimo Li Greci, ingegnere meccanico di 26 anni che lavora in Finmeccanica: "L'ho conosciuto per caso alla Targa Florio e abbiamo trovato subito una buona intesa. L'anno scorso, quando lui viveva a Palermo e io a Savona, la gestione delle corse era un po' complicata. Oggi la situazione è molto migliorata visto che lui si è trasferito a Pistoia per motivi di lavoro".
Ha corso nel 207 Terra: come mai questa scelta?
"Il motivo è piuttosto semplice: avevo partecipato alla Scuola Opel Rally e mi ero entusiasmato alla terra. E' un ambito di gara che mi piace molto e sul quale credo di andare più forte rispetto all'asfalto. Eppoi ho dovuto trovare delle gare che fossero compatibili con le mie necessità di lavoro, lasciando perdere le corse che si disputano da maggio a settembre".
Quando ha iniziato?
"Ero appena in età di patente quando mi sono iscritto alla Vittorio Caneva School: devo dire che quella è stata un'esperienza formativa importante che mi è stata utile a imparare la corretta tecnica di guida. Credo di essere stato impostato bene perché non avevo grossi difetti di guida essere un neofita, per cui ho appreso un modo di guidare pulito".
Qual è stata la gara più bella?
"Certamente il Targa Florio, quando avevo 20 anni".
Una gara lontano da casa. Come mai?
"Il motivo è semplice: essendo pesantemente condizionato dal lavoro nello scegliere il calendario, preferisco puntare su corse belle e lontane da casa per fare delle nuove esperienze".
Qual è il sogno nel cassetto?
"Sarebbe bellissimo disputare un Montecarlo, ma è destinato a restare un sogno perché devo fare i conti con la disponibilità di budget. Per partecipare a quella gara dovrei sacrificare quasi tutti i soldi di una stagione. Un rischio troppo grande che non mi sento di prendere: uno stop alla prima prova speciale avrebbe un effetto devastante. Preferisco, quindi, diluire la disponibilità su più appuntamenti".
A 25 anni è ancora giovane: c'è ancora l'ambizione per puntare in alto?
"No. Non ho le risorse e forse nemmeno il talento per arrivare al vertice della specialità. Mi ritaglio un programma nel quale mi posso togliere delle soddisfazioni: quest'anno con l'appoggio della Racing for Genova ho disputato sette gare. L'essere arrivato qui a guidare la 207 S2000 di Andreucci è già un grande riconoscimento".
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