“L'ePrix? Lugano capofila di un pool di città elvetiche”

L'avvocato Francesco Guarnieri, vice direttore dell'associazione Swiss ePrix, fa il punto sulla futura gara di F.E

Classe 1973, operante da parecchi lustri sulle piazze di Milano, Lugano, Città del Lussemburgo e non soltanto, l'avvocato Francesco Guarnieri è il deus ex machina dell'iniziativa che in un brevissimo lasso di tempo, ovvero a partire dal mese di maggio e sino a oggi, ha lavorato duramente e si appresta a vincere un tabù che nella Confederazione Elvetica data a ben sessantuno anni or sono.

Restituire al Paese rossocrociato una gara internazionale di velocità in circuito, specialità dell'automobilismo vietata dalle autorità locali in seguito all'incidente nella 24 Ore di Le Mans del 1955, che causò sulle tribune una vera e propria strage. CEO del Team Trulli, iscritto all'Ordine degli avvocati del Canton Ticino dal 2008, il legale italiano esperto di diritto commerciale, fiscale, tributario, internazionale privato, penale e dei beni immateriali ha una grande credibilità nella regione, conquistata con la propria attività.

Funge oggi “da cerniera” fra il municipio di Lugano, l'omonima scuderia di patron Jarno e la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana nelle negoziazioni con gli organizzatori del Campionato FIA di Formula E in vista dell'ePrix della più che innovativa categoria “full electric”, che dovrebbe aver luogo in riva al Ceresio nella tarda primavera del 2016. Con lui, le redazioni giornalistiche di Omnicorse.it e Motorsport.com Italia hanno fatto il punto dell'interessante progetto.

Che cosa ha indotto il municipio di Lugano a immaginare più o meno improvvisamente il proprio territorio come sede di una gara automobilistica internazionale?
“L’idea di un ePrix a Lugano non è stata una scelta improvvisa né una decisione d’impeto, ma ha rappresentato la scelta che la municipalità ha fatto ricadere su un evento che creava una connessione tra il territorio, da sempre votato a politiche 'green', e il team di Formula E che ha sede in Svizzera”.

Per quale motivo la scelta è caduta sul Campionato FIA di Formula E?
“Si tratta di una decisione basata su criteri di scelta che hanno privilegiato la connessione tra il messaggio di sostenibilità promosso dalla Formula E e la vocazione della Svizzera verso politiche energetiche verdi”.

L'opzione a favore del primo torneo mondiale per monoposto elettriche ha a che vedere con la social/green responsibility dell'amministrazione comunale o è anche funzionale a strategie di politica industriale e fiscale?
“Certamente, le ricadute industriali per un progetto di creazione di un cluster tecnologico rappresentano un beneficio importante sia per la collettività che per gli imprenditori svizzeri e stranieri che, attratti anche da politiche fiscali di rilancio dell’economia, potranno insediarsi tanto in Ticino quanto nel resto della Svizzera, facendo prevalere l’idea che la sostenibilità nella produzione di energia e materie prime potrà essere la nuova sfida per un Paese sempre più ecologico”.

Quale è la prima “accoglienza” che questa interessante novità sta riscuotendo in città e nel canton Ticino?
“Abbiamo constatato che la collettività ha accolto con favore la possibilità che il primo evento di motorsport, dopo sessantuno anni d’attesa, venga organizzato a Lugano. Un’occasione storica accrescerà, nel mondo, la già elevata notorietà di questa splendida regione”.

Che cosa ha indotto il “primo cittadino” luganese, Marco Borradori, a sottoscrivere un accordo di esclusiva esteso dalla Svizzera alla pianura padana?
“Credo che il sindaco di Lugano abbia compreso la grande importanza di questa opportunità. Un evento mondiale organizzato a due passi dal Belpaese non potrà che attrarre numerosissimi appassionati e curiosi anche dall’Italia, favorendo turismo e sinergie imprenditoriali”.

Quali sono le “armi” che Lugano pensa di mettere in campo per vincere la concorrenza “casalinga” di Losanna, Ginevra, Montreux e Zurigo e la candidatura dell'autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola in nord Italia?
“Per quanto riguarda la Svizzera, non credo che si debba parlare di battaglia tra città per accaparrarsi l’organizzazione dell’evento, ma piuttosto di un'eventuale collaborazione. È un evento troppo importante per l’intero Paese per far sì che sterili campanilismi ne compromettano la riuscita. Credo, piuttosto, nella possibilità di una collaborazione tra quelle città svizzere che intendono ospitare il primo ePrix nella storia del motorsport svizzero. Certamente, non si può negare che Lugano sia partita con congruo anticipo rispetto alle altre possibili candidate elvetiche né che un possibile Gran Premio da tenersi nel prossimo maggio 2016 potrà essere disputato solo in Ticino. Tutto ciò non vuol dire che non ci siano possibilità concrete che si stabilisca una collaborazione effettiva tra le varie località che hanno espresso il desiderio di ospitare una tappa di Formula E. Penso alla possibilità, per esempio, di poter ospitare, ad anni alterni, l'ePrix in varie città della Svizzera. In questo modo, si potrebbero realizzare economie di scala e importanti sinergie, sia sotto il profilo del motosport, ma soprattutto industriale e finanziario. Vivendo a Lugano, auspicherei, ovviamente, che la governance di questa possibile Formula E itinerante fosse assegnata a quest’ultima città”.

Qual è il tracciato scelto per l'auspicata competizione “full electric” del prossimo anno e quali criteri “locali” hanno ispirato le opzioni a favore di questa strada o di quella piazza? Omnicorse.it ha pubblicato un video che delinea la possibile pista da 2,14 km ricavata nel centro cittadino con partenza/arrivo da viale Carlo Cattaneo...
“In questi giorni, la FIA, la Federazione Svizzera, cioè l'Auto Sport Schweiz, e la Formula E, unitamente ai promotori dell’associazione Swiss ePrix ed ai tecnici del municipio, stanno lavorando alacremente per poter definire e affinare quello che sarà il tracciato del Gran Premio di Formula E di Lugano per la prossima stagione”.

Lugano è la ventilata dodicesima gara della stagione 2015-2016 di cui parla spesso in forma ipotetica Alejandro Agag, l'organizzatore della Formula E? In caso affermativo, quale sarebbe la data a voi più congeniale?
“Le date più probabili sono quelle di sabato 7 o domenica 8 maggio 2016”.

Qualora andasse in porto, l'ePrix in riva al Ceresio sarebbe il primo step di un ulteriore avvicinamento della città al settore del motorsport?
“Lugano è una città da sempre legata allo sport in generale. Molti sono gli appassionati di motorsport che attendono da anni la celebrazione in Svizzera di un evento così importante come questo. Credo che questo primo happening potrà segnare l’inizio di una serie di eventi e manifestazioni che seguiranno e precederanno l’ePrix con i quali Lugano, il Ticino e la Svizzera celebreranno una nuova era all’insegna di sport eco-sostenibili”.

Qual è il supporto che arriva all'iniziativa di Lugano dalla politica cantonale del Ticino e nazionale della Svizzera?
“Il supporto è pieno e incondizionato, così come dimostra l’aiuto fornito dal Cantone, nella primissima fase di lancio del progetto, e dalla Confederazione, con l’avvio della procedura di consultazione prevista dalla legge per modificare la normativa federale in tema di circolazione stradale”.

Che cosa ha spinto l'Ufficio Federale delle Strade (USTRA) ad aprire la consultazione sulla modifica concernente l’ordinanza sulla circolazione stradale, che consentirebbe di organizzare in Svizzera anche altre gare in circuito con auto elettriche?
“È l’assoluta convinzione che una politica energetica 'green' debba passare anche attraverso eventi come la Formula E che sensibilizzano le coscienze, soprattutto dei più giovani, verso le problematiche ambientali che stentano a trovare soluzioni concrete”.

Quali sono le persone che si stanno maggiormente spendendo per l'organizzazione della gara e chi fa parte dello staff e del comitato d'onore?
“L’organizzazione è stata affidata ad un’associazione i cui soci fondatori sono membri esponenti del municipio di Lugano, della politica nazionale e del Team Trulli. L’associazione, costituita lo scorso 28 agosto, si chiama Swiss ePrix Lugano ed è stata fondata con il preciso scopo di promuovere una mobilità sostenibile anche attraverso l’organizzazione del Gran Premio di Formula E proprio in riva al Ceresio”.

Se il Lugano ePrix andrà in porto, quante edizioni ne verranno disputate in base al contratto che verrà sottoscritto con la Formula E Holdings?
“L’auspicio è quello di disputare a Lugano le prossime tre edizioni”.

Quali sono i prossimi passi importanti per giungere alla definitiva consacrazione del primo ePrix in Svizzera?
“Siamo in attesa di ricevere la visita degli ispettori FIA che dovrebbe essere programmata per questa settimana. Dopo aver ottenuto la 'green light' da parte dell'Auto Sport Schweiz, la federazione svizzera degli sport automobilistici, siamo fiduciosi del fatto che i tecnici dell'Autorità Sportiva Internazionale apprezzeranno la bellezza e la competitività del circuito disegnato da Simon Gibson, in collaborazione con i tecnici del municipio di Lugano e i promotori dell'associazione Swiss ePrix”.

Quante possibilità ci sono che la FIA dia il proprio benestare al circuito di Lugano, soprattutto nel breve periodo?
“Non posso sostituirmi a coloro che avranno la responsabilità di assumere la decisione definitiva. Posso, tuttavia, sottolineare il fatto che il lavoro di tutti i tecnici, che hanno collaborato nell'esecuzione delle varie attività propedeutiche alla progettazione del circuito, è stato orientato all'ottenimento del miglior tracciato possibile, in linea con gli standard di sicurezza promossi dalla stessa Federazione Internazionale dell'Automobile. Grande attenzione è stata, infatti, posta sia alla sicurezza in pista che a quella degli spettatori. Non credo ci sia in Svizzera, ad oggi, un circuito cittadino migliore di quello che è stato progettato per l'occasione, si spera, del primo ePrix nella storia della Confederazione, dopo il divieto imposto nel 1955, che dovrà tenersi a Lugano”.

 

 
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