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Intervista

Agag: “La Formula E ha bisogno di un pilota giapponese”

Il patron della serie “full electric”, nell'anno del debutto Nissan, strizza l'occhio al mercato nipponico, che rappresenta un riferimento nella vendita globale dei veicoli totalmente verdi.

Kamui Kobayashi, Andretti Formula E

Anche nel Campionato FIA 2018-2019, la Formula E si troverà priva di driver giapponesi malgrado la rilevanza del Paese asiatico nel commercio delle vetture elettriche e l'ingresso di un importante costruttore come Nissan Motorsports, subentrato alla Renault. Lo scorso anno, infatti, Kamui Kobayashi aveva preso parte all'ePrix di Hong Kong, ma lo aveva fatto con licenza monegasca.

“Siamo contenti di accogliere un giovane di talento come Alexander Albon (inglese con cittadinanza tailandese, ndr), ma vorremmo avere anche un rappresentante del Giappone”, ha dichiarato a Motorsport.com il CEO Alejandro Agag. 

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“Ne abbiamo bisogno. Non voglio spingere la Nissan, poiché qualunque team può farlo. Dovremmo toccare un po' tutti i mercati. Tra l'altro, quello nipponico è grande e noi desideriamo crescere ancora di più in quelle zone. Purtroppo però, senza un pilota locale, è complicato”.

Una strada per semplificare questo processo sarebbe quella di ospitare una gara, magari a Tokyo o Yokohama, due località suggerite quali potenziali sedi di un round.

Un'impresa però non da poco secondo il manager spagnolo. “Lì la polizia è piuttosto severa, dunque non è facile organizzare una corsa”, il commento conclusivo. 

 

 

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