F1 | Imola scelta responsabile: non vuole il GP 2026 sfruttando la guerra
Motorsport.com ha incontrato Marco Panieri, sindaco di Imola, al 4. Happy BirthdAyrton, l'evento che sabato sera si è tenuto all'Enzo e Dino Ferrari: "Aspettiamo senza muoverci. Preferiremmo che la guerra finisse. Se poi ci sarà bisogno la F1 sa che saremmo pronti a organizzare un evento, ma parlarne ora non ha alcun senso".
Max Verstappen, Red Bull Racing, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Red Bull Content Pool
La F1 sta cercando il suo centro di gravità permanente. L’attenzione è puntata sul GP del Giappone che nel prossimo weekend offrirà il terzo appuntamento stagionale con le nuove monoposto agili che tanti dubbi hanno acceso con la rivoluzione regolamentare, ma il Circus è in grande allerta anche per i pesanti effetti che la guerra di USA e Israele contro l’Iran potrebbe avere sul calendario 2026.
Se il conflitto, che ha obbligato alla cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita riducendo il calendario a 22 appuntamenti anziché 24, dovesse proseguire, a rischio ci sarebbero anche altre gare e non solo quelle nell’area del Medio Oriente, come Qatar e Abu Dhabi. I dubbi, infatti, toccano anche l’Azerbaijan colpito dai missili iraniani.
Dopo Suzuka la F1 avrà modo di riflettere per un mese: ad aprile i motori resteranno spenti per il buco generato dall’assenza di Sakhir e Geddah e ci sarà l’occasione per ragionare a freddo sulle possibili modifiche da apportare al regolamento che non piacciono ad alcuni piloti (in particolare Max Verstappen) e una parte dei tifosi.
Il tempo potrebbe giocare anche a favore della soluzione del conflitto in Medio Oriente, per quanto i timori sono quelli che di una guerra destinata a durare più a lungo delle facili previsioni di Donald Trump. Il Circus, quindi, comincia a guardarsi intorno per trovare degli organizzatori che sarebbero disponibili a subentrare alle gare che, malgrado loro, sono a rischio a causa delle ostilità.
Imola potrà ancora ospitare la F1?
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Ovviamente, al momento di deciso non c’è assolutamente niente, ma non è un segreto che si torni a parlare di un inserimento di Imola e Portimao. Il promotore del campionato di F1, Liberty Media, deve garantire un calendario di almeno 20 appuntamenti per mantenere gli accordi commerciali stipulati con i detentori dei diritti televisivi.
Al 4. Happy BirthdAyrton, organizzato all’Enzo e Dino Ferrari sabato sera dalla Tifoseria Ayrton Senna Italia, Motorsport.com ha avuto l’opportunità di incontrare il Sindaco di Imola, Marco Panieri che non vuole cavalcare il conflitto per sperare di rientrare nel giro dei GP.
“In questo momento – ammette Panieri – credo che sia più sensato augurarsi che il conflitto si fermi, piuttosto che sperare di avere il Gran Premio nel calendario 2026. Abbiamo adottato un atteggiamento consapevole. Non ci stiamo muovendo, ma preferiamo aspettare”.
Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola in preparazione per il WEC del 19 aprile
Foto di: Franco Nugnes
Imola, quindi, non ha cercato i contatti con Stefano Domenicali, presidente e CEO di F1, perché non vuole... speculare sulla guerra. Il tracciato è in continuo aggiornamento per ospitare il WEC nel prossimo 19 aprile come gara di apertura del mondiale Endurance. E rimane la disponibilità a dare una mano al Circus qualora ce ne fosse bisogno, proprio come era successo all’epoca del COVID.
L’Enzo e Dino Ferrari sarebbe in grado di assicurare un GP organizzato secondo i crismi della F1 e, pare che anche la ricerca delle risorse necessarie a coprire l’evento non sarebbe impossibile. Imola preferisce aspettare e non speculare sulla guerra. Atteggiamento responsabile che merita il nostro rispetto...
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