F1 | Antonelli: "Senna mi ispira: sfrutterò la mia grande opportunità al massimo"
Il bolognese, prima di partire per Suzuka, ha partecipato ieri sera al 4. Happy BirthAyrton, organizzato dalla Tifoseria Ayrton Senna Italia a Imola: il vincitore di Suzuka è stato accolto con una standing ovation. A Motorsport.com ha rivelato le sue ambizioni: "Ci riprovo in Giappone ma non sarà facile, pista difficile per la ricarica".
Happy BirthdAyrton presso l'Autodromo di Imola
Foto di: Franco Nugnes
È stato accolto con un’ovazione. Nessuno sapeva che Kimi Antonelli sarebbe stato presente, ma ha voluto esserci, prima di correre all’aeroporto di Bologna per partire alla volta del Giappone. Oltre trecento fan che si sono ritrovati nella sala Checco Costa dell’Enzo e Dino Ferrari per il 4. Happy BirthAyrton, organizzato dalla Tifoseria Ayrton Senna Italia, hanno tributato una lunga standing ovation al 19enne pilota della Mercedes.
Kimi c’è sempre per il brasiliano tre volte campione del mondo, perché “...è bello essere qui a celebrare una vera leggenda. Bellissimo. Ayrton per me è sempre stato un mito”. Il talento bolognese, però, non è più il rookie che entra in F1, è il pilota che ha conquistato la prima vittoria e guida la migliore monoposto. Sulle spalle di trova una responsabilità: “Dovrai lottare per il mondiale” gli ha detto dal palco Riccardo Patrese, il padovano una volta secondo e due volte terzo negli Anni ‘90.
Antonelli autografa una tuta di Senna al BirthdAyrton che si è svolto a Imola sabato sera
Foto di: Franco Nugnes
“Ho guardato a quanto Senna faceva per la gente, per il Brasile, lui è stato per me una fonte di ispirazione. Curava ogni dettaglio per essere vincente. Io faccio la cosa che ho sempre sognato e amato e sono disposto a dare tutto per il mio obiettivo. E voglio raggiungerlo”.
Per ora c’è il numero 12 a legarli, ma c’è anche altro. A cominciare dal forte carisma che emana da questo giovane che sembra il vero predestinato: è entrato molto in fretta nel Gotha della F1, ma è rimasto il ragazzo di sempre. Disponibile, pronta a firmare autografi e fare selfie. La musica cambierà radicalmente a Sazuka.
Dopo aver vinto il primo Gran Premio della Cina quali aspettative hai per il Giappone?
“Non ho grandissime aspettative, alla fine è una gara come le altre nel calendario. Vado a Suzuka con le idee chiare sull'obiettivo da raggiungere su quello che devo fare, però senza mettermi troppa pressione, perché ovviamente a Shanghai è andata bene. Sono contentissimo di ciò e sono consapevole di quello che posso fare, però so che non sarà facile e dovrò stare concentrato senza mettermi in ulteriori dubbi”.
Happy BirthdAyrton a Imola: Antonelli con Minardi e Comas e gli organizzatori della serata a Imola
Foto di: Franco Nugnes
Hai festeggiato a Bologna il successo del primo GP, hai lavorato al simulatore di Brackley: che impressione hai avuto del tracciato nipponico che rappresenta una tipologia ancora diversa rispetto a Melbourne e Shanghai?
“È di nuovo un tracciato che non sarà facile nell’uso della batteria: ci sono alcuni punti dove bisognerà lavorare bene nella gestione dell’energia. Bisognerà essere sul pezzo sin da subito, perché Suzuka sarà una pista complicata per la ricarica. E poi è stata riasfaltata tutta per cui avrà un grip diverso e, stando alle previsioni, farà anche freddo. Insomma, ci sarà anche l'incognita del tempo e, quindi, non si dovrà sbagliare niente”.
Andrea Kimi Antonelli, vince con la Mercedes il primo GP a Shanghai
Foto di: Lintao Zhang / LAT Images via Getty Images
Hai una capacità straordinaria nel saper gestire l’usura delle gomme. Tu vai fortissimo nella seconda parte di gara quando serve avere la macchina competitiva per puntare alla vittoria: George l’ha capito?
“Alla fine sai, già l'anno scorso avevo mostrato a sprazzi un po' quello che potevo fare. Ovviamente non ero mai riuscito a concretizzare tutto il potenziale per davvero ed è una cosa su cui sto cercando di puntare quest'anno, perché comunque ho una grandissima opportunità tra le mani: io e George abbiamo una macchina che va veramente forte e, quindi, voglio cercare di fare del mio meglio, di sfruttare questa opportunità al massimo”.
“Sono consapevole che non è un'opportunità che può capitare ogni giorno, quindi devo provarci, sicuramente io cercherò di essere pronto e ci proverò fino alla fine, perché comunque sono in una bella posizione, sono in un grande team”.
Rispetto all'anno scorso, arrivare secondo sarà una sconfitta?
“No, non sarebbe una sconfitta, però adesso ho vinto un GP e so che potrei ripetermi, perché comunque vincere è troppo bello”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images
Finora non c'è stata la sfida diretta con Russell, te l’aspetti in Giappone?
“Si vedrà. Sinceramente non lo so, potrebbe esserci, forse sì, forse no. Ho detto che ci sarà un meteo imprevedibile. Un fatto è certo: cercherò di dare il mio meglio”.
Nella storia di Mercedes, abbiamo avuto contatti tra i due compagni di squadra, basta ricordare Nico Rosberg con Lewis Hamilton a Barcellona nel 2016. Tu per carattere sei uno che cercherà le scintille o proverai a evitarle?
“Sono perfettamente consapevole che ci deve essere una bella dinamica all’interno del team e, ovviamente, siamo tutti e due super competitivi, ma c'è un sacco di rispetto e ci stimiamo a vicenda. Sicuramente sono il tipo di persona che non vuole che capiti quel tipo di situazione...”.
Kimi Antonelli e George Russell: sono i rivali per il titolo mondiale
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Quanto è superiore la Mercedes W17 in questo momento?
“È superiore, però ci sono altre macchine che hanno il nostro stesso motore, diciamo che il pacchetto è molto più completo e devo ammettere che il team sta facendo un grandissimo lavoro”.
Stai dicendo che sbagliamo a dare troppi meriti alla power unit?
“No, non è solo una questione di motore, c'è anche tanto di telaio, perché comunque le curve le devi fare. Devo dire che le persone parlano troppo del motore e troppo poco del telaio, perché alla fine la macchina in sé va molto bene, tanto che in Cina eravamo gli unici che in gara avevamo così poco graining sulle gomme. Mi sembra chiaro il messaggio: la macchina funziona”.
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