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Analisi

F1 | Haas è la vera sorpresa di inizio stagione: la VF-26 brilla in curva e nella gestione gomma

Haas è la vera sorpresa di questo avvio di stagione. La VF-26 per ora dispone di un ottimo telaio che le permette di fare la differenza in curva rispetto agli altri team di centro gruppo, con un vantaggio che più che in qualifica, dove soffre la carenza di potenza, emerge anche nella gestione gomme in gara. Un pacchetto che Bearman sta esaltando.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Se si scorre la classifica dopo le prime due gare, nelle posizioni di vertice non compaiono solo i nomi dei famosi "quattro top team" come ci si potrebbe attendere. Questo avvio di stagione ha infatti regalato una gradita sorpresa, ossia la competitività della Haas che, con pieno merito, si è imposta come la miglior squadra di centro gruppo, riuscendo al momento anche a sopravanzare Red Bull.

Certo, la scuderia di Milton Keynes ha pagato a caro prezzo i diversi problemi di affidabilità, che le sono costati due ritiri, due scatti a rilento e una partenza dal fondo. Ciò non toglie, però, che la squadra statunitense abbia mostrato in queste prime due gare uno stato di forma eccellente, ulteriormente esaltato da un Oliver Bearman che ha iniziato la stagione esattamente come aveva concluso la precedente: impressionando.

Il settimo posto in Australia e il quinto in Cina lo dimostrano con chiarezza: la Haas si è mantenuta stabilmente al vertice del centro gruppo e l’analisi della gara di Shanghai rende il quadro ancora più indicativo. Prima del ritiro di Max, Bearman si trovava infatti davanti all’olandese della Red Bull, con merito.

Max Verstappen, Red Bull Racing, Oliver Bearman, Haas F1 Team

Max Verstappen, Red Bull Racing, Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

È vero che Verstappen aveva pagato una pessima partenza, ma già nel primo giro anche l’inglese della Haas era stato costretto a perdere diverse posizioni per evitare l’altra Red Bull, quella di Isack Hadjar finito in testacoda. Da lì in poi i due hanno iniziato una lunga rimonta e, al di là dell'influenza della Safety Car, la realtà è che la Haas ha mostrato un ottimo passo gara. 

Haas è più "pronta" dei rivali  

È interessante notare come emergano alcuni paralleli con la Ferrari. Sia la scuderia di Maranello sia la Haas sembrano aver realizzato un telaio molto efficace, puntando sulla rapidità in curva come vero punto di forza e come arma per compensare il vantaggio motoristico di alcuni rivali. Allo stesso modo della Ferrari, anche la Haas infatti soffre una certa carenza di potenza pura, sebbene i valori in gioco appaiano differenti.

È chiaro che Mercedes, avendo sviluppato queste Power Unit, dispone di un bagaglio di conoscenze superiore rispetto ai team clienti, un vantaggio che le consente di estrarre anche gli ultimi decimi, a cui si aggiunge il fatto che anche a livello telaistico la W17 sia molto efficace. Decimi che, invece, i clienti come Alpin e Williams stanno ancora cercando di trovare, rendendo la sfida a centro gruppo più "flessibile".

Oliver Bearman, Haas F1 Team, Carlos Sainz, Williams

Oliver Bearman, Haas F1 Team, Carlos Sainz, Williams

Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images

Ecco, in quella sottile linea si inserisce la Haas. Se Mercedes può contare su un pacchetto completo che rende estremamente complesso per la Ferrari riuscire a imporsi, al momento il vantaggio di telaio della Haas sembra permetterle di fare la differenza sui team rivali che non hanno ancora imparato a sfruttare al meglio la Power Unit della Stella e che, anche a livello aerodinamico, non sono al vertice. 

Su questo fronte, i complimenti allo staff tecnico guidato da Andrea De Zordo sono dovuti e meritati, perché le qualità della VF-26 sono evidenti. Sin dai primi test la squadra sembra aver messo in pista una vettura non solo solida, ma anche competitiva, nonostante la Haas sia la realtà più piccola e con meno risorse dell’intera F1, un dettaglio che rende il lavoro svolto ancora più significativo.

In questo contesto, solida è una parola che descrive bene lo stato di forma della Haas. Sin dai test di Barcellona, al netto di qualche piccolo intoppo nelle prime ore, la VF‑26 ha continuato a macinare chilometri, fino a "classificarsi" come la seconda vettura con più giri completati nelle tre sessioni di prove, alle spalle della sola Mercedes.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Avere un pacchetto solido e affidabile ha permesso alla squadra di concentrarsi sul conoscere meglio la vettura, sul modo in cui utilizzare l’energia e sull’ottimizzazione della gestione degli pneumatici. Il vero punto di forza, più che nel giro secco emerge infatti in gara, proprio nella gestione delle gomme dove la combinazione di tutti questi elementi per ora fa la differenza.

Il valore emerge più in gara che in qualifica

In Cina, dove la gestione del graining ha avuto un peso maggiore rispetto all’Australia, Bearman ha saputo amministrare gli pneumatici in modo eccellente. È proprio lì che, anche districandosi nel traffico, ha costruito la magia che gli ha permesso di conquistare uno splendido quinto posto, in quel momento con pieno merito anche davanti alla Red Bull.

Senza l’incidente tra Esteban Ocon e Franco Colapinto, la Haas avrebbe realisticamente potuto portare entrambe le vetture a punti, sfruttando anche i ritiri di rivali potenzialmente più rapidi come la McLaren, nonostante il francese non sembri ancora avere in mano la vettura quanto il suo compagno. La classifica parla di 17 punti raccolti finora, ma con gare più lineari il bottino avrebbe potuto essere ancora più ricco. Un dettaglio che restituisce con chiarezza la competitività della VF‑26 e la bontà del suo telaio.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

In un certo senso, questo avvio di 2026 richiama quanto si era già visto nel 2022. Anche allora la Haas, storicamente incline a partire forte nelle prime fasi di stagione, era stata una delle rivelazioni del centro gruppo nelle prime gare dell’era a effetto suolo, peccando però sul lato degli sviluppi, in buona parte anche per la carenza di risorse.

Da qualche anno a questa parte, però, il percorso di crescita del team sta dando frutti concreti, sia in termini di risorse sia di personale. Lo si percepisce anche dal livello degli aggiornamenti introdotti, che hanno permesso alla squadra di restare competitiva anche nelle fasi finali di stagione, come confermano i risultati ottenuti da Bearman nel 2025 dopo un avvio di campionato in sordina. 

Nella speranza che la Ferrari riesca a sbloccare qualche cavallo in più dalla sua Power Unit, la sfida per la Haas ora è quella di confermarsi sul fronte degli aggiornamenti. Rispetto alle scorse stagioni, essendo all’inizio di un nuovo ciclo tecnico, il tasso di sviluppo sarà decisamente più alto e servirà tenere il passo sul piano delle novità. La squadra americana parte però da una base solidissima, frutto di un ottimo lavoro invernale.

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