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F1 | Krack controcorrente: "Se Alonso avesse lottato per vincere, non si sarebbe ritirato in Cina"

Il chief trackside officer di Aston Martin afferma cose diverse da ciò che ha detto Alonso al termine del GP di Cina. Secondo lui, il ritiro di Fernando è arrivato per la posizione in pista e non per le vibrazioni dovute alla power unit Honda. Se Alonso avesse lottato per vincere - ha detto - avrebbe continuato.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Lars Baron / Getty Images

In casa Aston Martin Racing ci sono diversi problemi che stanno minando l'inizio di stagione 2026 di Formula 1. La AMR26, arrivata in pista tardi dopo le grandi attese dell'inverno, ha iniziato sin da subito a palesare problemi di affidabilità e di prestazione, con la power unit Honda non all'altezza delle aspettative.

Non è solo questione di mancanza di potenza, ma anche di salute dei piloti. Lance Stroll aveva subito segnalato vibrazioni nocive e pericolose per i driver al volante della monoposto di Silverstone e, dopo 2 gare, è arrivata la cosiddetta prova provata.

Al 33esimo giro del Gran Premio di Cina, Fernando Alonso è rientrato ai box ritirando la sua monoposto proprio per via delle vibrazioni patite per metà gara, che gli avevano fatto perdere sensibilità a mani e piedi.

Al termine della gara, Fernando ha spiegato i motivi del suo rientro ai box anticipato: "Mi sono ritirato perché oggi le vibrazioni del motore erano diverse, o meglio, eccessive, e intorno al 20° giro ho iniziato a perdere completamente la sensibilità alle mani e ai piedi”.

"Probabilmente non sarei riuscito a finire comunque la gara. Il livello delle vibrazioni oggi era molto alto. A un certo punto, dal giro 20 al 35, facevo fatica persino a sentire le mani e i piedi. Eravamo doppiati, eravamo ultimi. Non aveva molto senso continuare”.

Mike Krack, chief trackside officer di Aston Martin, ha invece dato una chiave di lettura differente riguardo il ritiro di Fernando a Shanghai. Una ricostruzione che potrebbe non aver fatto piacere al nativo di Oviedo.

Andy Stevenson, Sporting Director at Aston Martin F1 Team and Mike Krack, Chief Trackside Officer of the Aston Martin F1 Team

Andy Stevenson, Sporting Director at Aston Martin F1 Team and Mike Krack, Chief Trackside Officer of the Aston Martin F1 Team

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

"Non è stato certo confortevole, anzi. 33 giri, che mai avevamo fatto in modo consecutivo, dunque per noi è una novità con cui imparare. Nel corso del weekend, abbiamo fatto 19 giri di fila nella Sprint, e ovviamente nelle libere e in qualifica hai delle pause. Credo che Fernando abbia anche detto che se lotti per vincere, è possibile guidare. Non eravamo in un'ottima posizione al momento del ritiro. Per questo abbiamo deciso di fermarci".

Krack ha poi proseguito sottolineando tutti i progressi fatti dal team in pochi giorni, ovvero tra la prima e la seconda gara della stagione. Niente di eclatante, perché sotto l'aspetto delle prestazioni le AMR26 continuano a navigare il fondo della classifica assieme a Cadillac, l'ultimo team entrato in Formula 1.

"Ovviamente, tutti stanno lavorando a pieno ritmo per cercare di eliminare le vibrazioni. Se torniamo indietro di 10 giorni, parlavamo di 6 giri, e poi abbiamo trovato delle soluzioni al problema, soprattutto per il punto più esposto, che in quel momento era la batteria".

"Penso, come ho detto, che se torni indietro di 10 giorni e vedi che abbiamo completato tutte le sessioni, la macchina è uscita all’inizio della sessione e non si è mai fermata in pista, allora c’è stato un progresso".

"Ovviamente non si tratta di un progresso in termini di prestazioni, dobbiamo essere onesti con noi stessi, ma penso che ora abbiamo ancora un paio di giorni per lavorarci e sono abbastanza sicuro che riusciremo a ottenere ulteriori miglioramenti. Ora, dare una tempistica precisa su quando accadrà è molto difficile".

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