F1 | Ferrari: si lavora sulla curva di coppia dello 067/6 e sul turbo
La Scuderia nel mese di aprile effettuerà un filming day a Monza, pista molto critica per la ricarica dell'elettrico, portando una power unit che dovà lavorare in un modo leggermente diverso rispetto a quella vista a Melbourne e Shanghai. Si rinuncerà a un po' di potenza ai bassi regimi, per puntare a un migliore super clipping sui rettilinei.
Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
La Ferrari sta rivedendo i suoi piani di lavoro nel tentativo di riavvicinare la Mercedes: l’obiettivo è sfruttare la sosta di calendario imposta nel mese di aprile per la cancellazione dei GP del Bahrain e Arabia Saudita a causa della guerra.
L’intenzione è di accelerare i piani di sviluppo della SF-26 nella speranza di ridurre il gap dalla W17 che ha dominato i primi due appuntamenti della nuova era regolamentare con due doppiette.
La Scuderia sta lavorando sodo su tutti i fronti per scandagliare l’effettivo potenziale della rossa, una monoposto nata bene, ma che patisce l’indiscutibile supremazia del motore endotermico della Stella, mentre a livello di telaio e aerodinamica sembra competitiva.
Dettaglio del retrotreno Ferrari SF-26 con il sistema STM
Foto di: AG Galli
A Maranello stanno sviluppando sia il sistema STM, sia l’ala rovesciabile. Il flap verticale che consente di sfruttare il calore dei gas di scarico per accelerare il flusso nella zona della struttura deformabile e migliorare l’efficienza dell’ala posteriore, incrementando anche l’estrazione dell’aria dal diffusore permettendo un aumento del carico aerodinamico senza che si peggiori la resistenza all’avanzamento.
L’ala Macarena, “parcheggiata” in Cina dopo le prove libere, ha bisogno di un approfondito lavoro di sviluppo che non riguarda solo la messa a punto dei tempi di apertura (si cerca una migliore sincronizzazione con l’ala mobile anteriore per evitare improvvisi e nocivi sbilanciamenti), ma anche l’evoluzione della complessa meccanica dell’innovativa soluzione, per cui non riguarda solo un lavoro in galleria del vento.
Dettaglio dell'ala Macarena della Ferrari SF-26 vista nel turno di libere a Shanghai
Foto di: Roberto Chinchero
Lo staff tecnico diretto da Loic Serra vuole garantire ai piloti una rossa con il retrotreno molto stabile: non è casuale che con una SF-26 ben piantata nel posteriore si possa assistere a un “risveglio” di Lewis Hamilton, con una macchina che sembra andare incontro alle caratteristiche di guida del sette volte campione del mondo.
Come anticipato da Autoracer.it, la Ferrari avrebbe programmato il secondo filming day concesso dalla FIA all’Autodromo Nazionale di Monza: la data non è ancora stata fissata, ma è facile prevedere che possa essere nella seconda parte del mese di aprile.
La scelta del “tempio della velocità” non sarebbe affatto casuale, dal momento che quella brianzola sarà una delle piste più complicate per la ricarica dell’ibrido: dopo l’annullamento dell’appuntamento a Jeddah, è proprio Monza il tracciato più critico, seguito dall’Austria e il Qatar.
Il 6 cilindri 067/6 sarà riconfigurato dal punto di vista elettronico per cercare quanto meno di limitare l’effetto del super clipping della Mercedes che riesce a ricaricare la batteria sfruttando la maggiore potenza dell’endotermico realizzato a Brixworth. In sostanza sul motore F1 AMG M17 E Performance si consuma benzina per disporre di più energie elettrica, senza registrare il drastico calo di velocità che viene registrato dagli avversari in fondo ai rettilinei.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Hector Retamal - AFP - Getty Images
Gli ingegneri di Enrico Gualtieri, quindi, starebbero analizzando la curva di coppia del motore endotermico: l’adozione del “turbino”, infatti, permette di avere un surplus di potenza nella fase di accelerazione che in certe situazioni si può trasformare in un pattinamento nocivo degli pneumatici posteriori.
Correggere leggermente la curva di coppia potrebbe consentire alla rossa di avere due benefici: primo, risparmiare un po’ energia limitando l’uso dell’ibrido; secondo, preservare di più la durata delle gomme. La Ferrari è indiscutibilmente la migliore monoposto in trazione, per cui gli interventi possono facilitare un incremento della potenza massima, andando incontro alla strategia della Mercedes che sta pagando molto.
Per quello che riguarda l’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), vale a dire la possibilità che la FIA può concedere ai Costruttori in difficoltà di migliorare il proprio motore se al sesto GP in calendario verrà registrata una carenza di prestazione superiore al 2% dall’unità più potente (Mercedes), c’è già un piano di intervento.
Si discuterà in settimana la possibilità che l’ADUO si attivi contando solo le 22 gare in calendario, per cui la prima verifica potrebbe scattare dopo il Canada, vale a dire allo scadere di un quarto di stagione. In questo caso i motoristi in difficoltà potranno godere di ore aggiuntive al banco prova, di deroghe al budget cap per finanziare lo sviluppo extra avendo l’opportunità di omologare componenti del motore fuori dalle finestre previste.
La Scuderia in collaborazione con la Garrett, la società americana che realizza l’impianto di sovralimentazione, starebbe valutando di intervenire sul turbo: l’idea è di mantenere il “turbino”, ma l’intenzione sarebbe di cambiare l’alettatura della chiocciola per avere una risposta diversa. Insomma, la Mercedes ha iniziato la nuova era delle monoposto agili con un vantaggio importante, ma la Ferrari non si vuole arrendere troppo in fretta, nella convinzione che arriveranno presto piste più adatte alle caratteristiche della rossa...
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