F1 | Cancellati Bahrain e Jeddah: il calendario torna a soli 22 Gran Premi
Il promotore ha ufficializzato la decisione perché la guerra in corso impedisce la disputa di due gare in Arabia Saudita e negli Emirati. Si erano cercate delle alternative ma non sono praticabili per esigenze logistiche e finanziare. Ecco quale sarà l'effetto del provvedimento a livello economico, sportivo e tecnico...
Bahrain flag on the Sakhir Tower
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
I Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita sono stati ufficialmente cancellati dal calendario 2026. Dopo la tappa di Suzuka (29 marzo) la Formula 1 tornerà in pista soltanto nel fine settimana del 3 maggio sul circuito di Miami. Il calendario torna così a 22 weekend di gara, come nel 2022 e 2023: i tentativi di rimpiazzare i due eventi cancellati si sono infatti scontrati con esigenze logistiche e finanziare che hanno convinto Formula 1 a rinunciare.
La prima opzione presa in esame è stata quella di disputare un doppio weekend di gara a Suzuka, ma per il promoter locale sarebbe stato molto difficile recuperare i costi di una seconda gara con così poco tempo a disposizione. Anche per le squadre (sia dal punto di vista logistico sia per l’impiego del personale) non sarebbe stata indolore una trasferta di due settimane non pianificata.
Vista dell'entrata del circuito di Suzuka
Foto di: Clive Rose / Getty Images
Sono state valutate anche alternative in Europa, ma in questo caso, oltre al problema di pianificazione per i promoter, si sarebbe aggiunto un ulteriore ostacolo logistico per le squadre. I piani dei team prevedono infatti la disponibilità dei mezzi per la prima trasferta via terra solo a partire dall’ultima settimana di maggio, ovvero in tempo per il Gran Premio di Monaco. Alcune squadre hanno confermato di non avere ancora a disposizione tutti i mezzi di trasporto su ruota e le hospitality.
La pausa imprevista di quattro settimane che avrà un impatto importante su molti aspetti, soprattutto sul fronte tecnico. Nel weekend di Shanghai si è parlato di ADUO, una delle novità introdotte da quest’anno in materia di power unit. Il regolamento prevede che in occasione delle gare 6, 12 e 18 la Federazione Internazionale valuti la potenza dei motori termici concedendo la possibilità ai costruttori che si trovassero distanti almeno del 2% dal motore di riferimento di poter usufruire di uno sviluppo aggiuntivo e ore extra da poter utilizzare ai banchi prova.
Nel calendario originale la sesta gara corrispondeva con il Gran Premio di Miami. Con la cancellazione delle tappe di Sakhir e Jeddah, il riferimento slitta invece al GP di Monaco. Da qui la richiesta avanzata da alcuni motoristi (che sarà discussa la prossima settimana) di rivedere la tempistica, fissando il primo controllo da parte della FIA dopo il weekend di Montreal. L’aspetto positivo della cancellazione di due weekend di gara è il minor chilometraggio che dovranno percorrere le tre power unit concesse dal regolamento per l’intera stagione. La stima originale di 18.000 chilometri scende infatti a 16.500.
La power unit della Red Bull: con due GP annullati si allunga la vita dei motori
Foto di: AG Photo
La modifica forzata del calendario influenzerà anche i programmi di sviluppo delle monoposto. Per l’appuntamento di Sakhir i piani originali di molte squadre (praticamente tutte) prevedevano l’esordio in pista di pacchetti d’aggiornamenti. La lunga pausa tra il Gran Premio del Giappone e quello di Miami ha spinto diversi team a sospendere la produzione di nuove componenti inizialment previste per Sakhir e proseguire invece il lavoro in galleria del vento, estendendo la fase di studio prima del passaggio a quella di produzione.
Le squadre dovranno rinunciare anche ad una fetta degli introiti garantiti da Formula 1. Non è noto a quanto ammonti l’importo a cui ogni team dovrà rinunciare (si parla di una cifra tra i 3,5 e gli 8 milioni di euro) variabile in base alla posizione occupata nella complessa tabella prevista dal Patto della Concordia. Una cifra comunque significativa, anche se in parte compensata dalle spese minori che ogni squadra dovrà sostenere.
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