F1 | McLaren, non è solo un problema di PU: alle MCL40 manca carico aerodinamico
Il team di Woking ha denotato una mancanza di carico aerodinamico in curva che frena ulteriormente le MCL40. La comprensione della power unit aumenta, ma i problemi da risolvere sono diversi.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images
Più vicini, ma sempre ancora molto, troppo lontani. Dopo aver girato su due piste differenti da quando il Mondiale 2026 di F1 è iniziato, la McLaren ha cominciato a prendere nota sul suo taccuino ideale di tutti i problemi riscontrati sulla MCL40.
Niente che riguardi l'affidabilità, anche perché in questo punto della stagione, con i nuovi regolamenti appena introdotti, è nella natura delle cose avere qualche intoppo in tal senso. Quello che la squadra campione del mondo si sta appuntando, infatti, sono i punti deboli con cui è nata la monoposto affidata quest'anno a Lando Norris e Oscar Piastri.
Sebbene possa disporre della power unit Mercedes, a oggi la migliore su piazza con margine sulle altre, il team di Woking ha altre... gatte da pelare. Il distacco rilevato all'Albert Park di Melbourne è stato così suddiviso: 50% derivante dalla power unit e il resto da guai legati alla monoposto.
Il propulsore Mercedes è nato bene, ma solo il team di Brackley ha ovviamente già capito come sfruttarlo al massimo o, comunque, meglio di McLaren, Williams e Alpine. La MCL40, invece, difetta anche in altre componenti.
Stando a quanto affermato oggi da Andrea Stella, team principal della McLaren, le monoposto britanniche avrebbero una mancanza importante (non tanto nella dimensione, quanto nell'impatto sulle prestazioni) di carico aerodinamico. Il divario più evidente dalle Mercedes W17 di George Russell e Andrea Kimi Antonelli sarebbe infatti in curva, proprio dove serve downforce.
“In Australia il 50% del divario con la Mercedes-AMG Petronas Formula One Team era legato allo sfruttamento della power unit, e l’altro 50% al grip in curva”, ha spiegato Stella. “Penso che abbiamo ridotto un po’ il divario sullo sfruttamento della power unit, ma quando si tratta delle curve, il gap che abbiamo è praticamente simile a quello che abbiamo visto in Australia".
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Questo è legato al fatto di non avere abbastanza carico aerodinamico. Ovviamente il grip si genera anche utilizzando gli pneumatici nella finestra corretta, ma penso che ormai tutti sappiamo abbastanza bene come usare queste gomme in qualifica, quindi la qualifica è un buon riferimento per capire qual è davvero il deficit dal punto di vista aerodinamico".
Stella ha voluto spegnere eventuali incendi verbali riguardo il rapporto tra McLaren e Mercedes, fornitore di power unit. Nessun dito puntato, perché è normale che la Casa madre abbia più informazioni e sappia sfruttare meglio da subito un'unità complessa come l'accoppiata formata dal V6 termico e la MGU-K.
“Non credo di aver mai usato parole come ‘insoddisfazione’, nemmeno indirettamente”, ha detto l’italiano. “È una power unit molto complessa e, quando sei nella posizione di un team cliente, devi imparare a utilizzarla, ed è una cosa piuttosto naturale".
“Quando il prodotto che ricevi è relativamente semplice da capire e sfruttare, allora il divario non è grande. Ma in questo caso è così complesso a causa di queste sensibilità uniche. Non ricordo di aver mai visto qualcosa di simile in una power unit nei campionati precedenti. Quindi devi intraprendere un percorso di apprendimento, e siamo grati a Mercedes High Performance Powertrains per quanto siano collaborativi. Ci hanno dato le informazioni di cui abbiamo bisogno, ma in qualche modo devi comunque scendere in pista e imparare".
“Ovviamente, quando sei un team ufficiale, è normale essere più integrati. Non ci sono proprietà intellettuali da proteggere. Non ci sono dati da tutelare. Si lavora come un’unica entità. Quindi è giusto che ci sia un piccolo vantaggio da questo punto di vista. Non ci stiamo lamentando".
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