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F1 | Audi è una sorpresa per le prestazioni e per diverse curiosità tecniche

La squadra degli anelli conferma la buona affidabilità della power unit di Neuburg al debutto: la R26 mostra prestazioni inattese e i tedeschi che curano in modo maniacale i dettagli riescono a portare avanti lo sviluppo della vettura mentre proseguono l'analisi dei sistemi.

Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team

Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Quanto vale l’Audi? Trovare una risposta dopo otto giorni di test non è facile. Il marchio tedesco è entrato in F1 con la R26, una vettura che si è presentata con concetti molto tradizionali e che poi ha sfoderato alcuni concetti interessanti che sono sotto la valutazione degli avversari. 

La monoposto disegnata da James Key ha colpito l’attenzione collettiva per le bocche dei radiatori verticali che hanno permesso di liberare la prima parte delle pance, proponendo un’idea che va in controtendenza con il resto della concorrenza. La R26, però, con il trascorrere dei giorni di test introduce delle soluzioni tecniche da tenere d’occhio che stanno portando ad una graduale crescita delle prestazioni. 

Nico Hulkenberg, Audi F1 Team

Nico Hulkenberg, Audi F1 Team

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Nico Hulkenberg, con un treno di gomme C3 nuove, un po’ sorprendentemente si è portato in una provvisoria quinta posizione a poco più di un secondo dalla vetta, mentre nella prima sessione di Sakhir il divario era di 3”3.  

La power unit sviluppata a Neuburg si sta rivelando migliore delle previsioni: se l’unità di Red Bull Powertrains dispone dello scambiatore di calore montato in posizione orizzontale sopra il 6 cilindri, quella dell’Audi ce l’ha nella stessa area, ma in una posizione leggermente più arretrata e inclinata in avanti.  

Audi, dettaglio tecnico del T-tray con i soffiaggi

Audi, dettaglio tecnico del T-tray con i soffiaggi

Foto di: AG Photo

Osservando la vettura di Hinwil mostra una serie di curiosità che meritano di essere raccontate: agli addetti ai lavori non è sfuggito il T-tray che propone una serie di soffiaggi laterali in una zona della vettura che è tornata ad essere strategica con il nuovo regolamento. 

Audi R26: ecco la verifica per evitare lo sfregamento della gomma con la palpebra in carbonio

Audi R26: ecco la verifica per evitare lo sfregamento della gomma con la palpebra in carbonio

Foto di: AG Photo

In mattinata aveva colpito la comparsa di uno strano elemento che era stato montato all’esterno della palpebra in carbonio che fa parte della brake duct: si tratta di uno strumento deformabile utile a valutare la vicinanza della gomma anteriore, per studiare le tolleranze affinché non ci siano pericolosi sfregamenti. Questa indagine sottolinea la cura con cui lo staff diretto da Mattia Binotto sta curando i minimi dettagli. 

Audi R26: ci sono due piccoli profili sul fondo

Audi R26: ci sono due piccoli profili sul fondo

Foto di: AG Photo

Con l’adozione delle pance corte sulla R26 si è vista anche una novità sul fondo: dietro all’attacco del bargeboard sono apparsi due piccoli deviatori di flusso che hanno il compito di orientare l’aria dello strato limite verso l’esterno della vettura. L’Audi, insomma, mentre porta avanti la conoscenza dei sistemi della vettura, ha iniziato anche la messa a punto della monoposto. 

Audi R26: una micro camera verifica l'apertura delll'ala mobile

Audi R26: una micro camera verifica l'apertura delll'ala mobile

Foto di: AG Photo

Nel retrotreno c’è un’altra particolarità della R26: il profilo principale è stato strumentato con una telecamerina ad alta risoluzione per controllare il tempo di apertura dei profili mobili. Come abbiamo già avuto modo di descrivere, l’Audi ha deliberato un sistema di apertura che muove i profili con un sollevamento a freccia. 

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