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F1 | Caso motori: sarà il PUAC a pronunciarsi riguardo un test aggiuntivo sul rapporto di compressione

La palla ripassa al PUAC. Toccherà al comitato mettere la parola fine alla vicenda che da mesi coinvolge la Mercedes. C'è la proposta secondo la quale a partire dal 1 agosto 2026 la conformità al limite del rapporto di compressione dovrà essere dimostrata a una temperatura rappresentativa di 130°.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: AG Photo

Sarà il PUAC (Power Unit Advisory Committee, il Comitato consultivo dei costruttori di power unit) a pronunciarsi sull’introduzione di un test aggiuntivo per la verifica del rapporto di compressione dei motori 2026. L’obiettivo è mettere la parola fine alla vicenda che da mesi coinvolge Mercedes, una polemica finora rimasta senza soluzione. L’idea è quella di introdurre (dopo la pausa estiva) un test aggiuntivo in grado di verificare il rapporto di compressione a ‘caldo’.

È quanto deciso oggi dalla Formula 1 Commission nella riunione tenutasi nel circuito di Sakhir. Il cinque membri del PUAC si erano già riuniti due settimane fa, ed in quell’occasione era emerso uno schieramento compatto formato da Ferrari, Honda e Audi, al quale si è poi aggiunta Red Bull Powertrains. Mercedes si è ritrovata isolata, ma in quella sede non è stato adottato alcun atto formale, demandando il tutto alla Formula 1 Commission. Ora che la questione è tornata al tavolo dei motoristi, spetterà a loro esprimersi in via definitiva.

Per rendere operativa la modifica saranno necessari quattro voti favorevoli, oltre al supporto di FIA e Liberty Media. L’esito della votazione appare scontato, e Mercedes avrà a disposizione sei mesi di tempo per adeguare le sue power unit al fine di superare le nuove verifiche. Resta invece da chiarire se gli eventuali interventi rientreranno o meno nel budget cap.

Su uno degli altri temi “caldi” degli ultimi giorni, quello relativo alla gestione dell’energia, la Commissione ha convenuto che non siano necessarie modifiche regolamentari immediate, poiché i riscontri disponibili sono ancora limitati. Il rischio, ha sottolineato la FIA, è quello di introdurre cambiamenti prematuri che potrebbero generare instabilità alla vigilia della prima gara. Ulteriori valutazioni saranno effettuate non appena saranno disponibili dati più completi.

Nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, la FIA e i costruttori di propulsori hanno collaborato allo sviluppo di una metodologia per quantificare la variazione del rapporto di compressione dalle condizioni ambientali a quelle operative. A seguito della convalida di questo approccio, è stata presentata una proposta secondo la quale, a partire dal 1° agosto 2026, la conformità al limite del rapporto di compressione dovrà essere dimostrata non solo in condizioni ambientali, ma anche a una temperatura operativa rappresentativa di 130 °C.

La votazione è stata sottoposta ai produttori di propulsori e il risultato è atteso entro i prossimi 10 giorni e sarà comunicato a tempo debito. Come per tutte le modifiche al regolamento della Formula 1, qualsiasi emendamento rimane soggetto all'approvazione finale del Consiglio Mondiale dello Sport Motoristico della FIA.

Una linea prudente è stata adottata anche sul tema della sicurezza della procedura di partenza. “Durante la riunione della Commissione si sono svolti colloqui costruttivi e sono state avanzate proposte incentrate sulla procedura di partenza – ha specificato la FIA in una nota - di conseguenza, nel corso dell'attuale test in Bahrain saranno effettuate valutazioni su eventuali interventi ai sistemi di gara e alla gestione a bordo della monoposto”.

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