F1 | GP del Qatar: la gara sarà una lunga processione senza sorpassi?
Dopo la sprint race di ieri le squadre si interrogano sulla possibilità di effettuare un sorpasso: la garetta è stata poco spettacolare per la zona DRS troppo corta e per la velocità media molto alta che non favorisce l'avvicinamento delle F1. Il limite di durata delle gomme a 25 giri impone anche strategie simili, per cui non ci saranno sorprese.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
C’è una concreta possibilità che la lunga processione vista nella gara sprint possa riproporsi oggi nel Gran Premio, su una durata tripla. Al termine della corsa disputata ieri la valutazione sulla possibilità di sorpassare è stata unanime: “molto difficile se non impossibile”. A dispetto di una velocità molto elevata (la pole conquistata ieri da Oscar Piastri è stata ottenuta ad una media superiore ai 245 km/h) il circuito di Losail è tra i meno favorevoli in materia di sorpassi. Una criticità che stupisce ancora di più considerando che la lunghezza del rettilineo principale supera il chilometro.
La dinamica della gara sprint è stata molto chiara. La velocità con cui si percorre l’ultima curva che immette sul rettilineo principale (picco minimo di circa 160 km/h) non permette a un pilota di avvicinarsi abbastanza alla monoposto che lo precede. Impossibile arrivare sul traguardo con un ritardo inferiore ai 6/7 decimi, e questo margine è troppo ampio per essere recuperato con l’aiuto del DRS. Ieri si è visto un solo sorpasso prima della staccata di curva 1, ma solo perché Alonso ha commesso un errore in uscita dalla 16, finendo nella via di fuga e favorendo l’avvicinamento di Antonelli.
George Russell, Mercedes
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Non è però una situazione inedita quella che si sta verificando a Lusail. Lo scorso anno la dinamica della corsa aveva evidenziato le stesse criticità, ed in mancanza di interventi non si poteva sperare in nulla di diverso.
Curiosamente proprio nel 2024 la FIA aveva deciso di accorciare la zona DRS, da 900 a 725 metri perché nel 2023 i sorpassi erano sembrati troppo semplici e senza una reale possibilità di difesa da parte di chi veniva attaccato. L’attivazione del DRS è così passata da 170 metri dopo l’uscita dalla 16, a 300. I riscontri sono stati subito chiari, dodici mesi fa i ‘trenini’ di monoposto hanno chiaramente indicato un problema, ma nessuno se ne è occupato.
Dopo la gara sprint è tornato a suonare l’allarme, ma ormai è troppo tardi per intervenire. C’è il timore che l’abbinamento tra la zona DRS ridotta e le due soste forzate, che dovrebbero portare le squadre ad effettuare i pit stop in una finestra molto ristretta, possa trasformare la gara in una lunga trenino di monoposto con l’ala mobile aperta.
“Teoricamente c’era la possibilità di riportare la zona DRS alla lunghezza del 2023 dopo la gara sprint - ha commentato nella serata di ieri un addetto ai lavori – ma sarebbe stato impossibile avere l’approvazione di tutte le squadre”. Se non ci saranno scelte diverse sul tipo di mescola montata al via del Gran Premio le opinioni sono unanimi: la corsa sarà una lunga processione.
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