F1 | Red Bull spiazzata dai problemi: l'ultimo jolly è un Max all’attacco per restare in corsa
La Red Bull, attesa protagonista in Qatar, ha faticato con RB21 fuori dalla finestra ideale: bouncing e sottosterzo hanno limitato Verstappen, solo terzo in qualifica. Mekies ammette la sorpresa e il gap con McLaren, mentre Max sottolinea i problemi di grip. Per restare in lotta serviranno aggressività e un pizzico di fortuna.
Sulla carta, sembrava adattarsi meglio alla Red Bull rispetto ad altri appuntamenti: le numerose curve ad alta velocità, infatti, si sposano con le qualità che la RB21 ha espresso per buona parte del mondiale. Non a caso proprio qui la squadra di Milton Keynes aveva colto l’ultima vittoria del 2024. Quest’anno, però, lo scenario appare diverso: anche in qualifica Max Verstappen non è andare oltre il terzo posto.
La speranza era quella di inserirsi nella lotta per la pole e, di conseguenza, per la vittoria. Sin dalle prime battute, però, è apparso chiaro come la vettura anglo-austriaca fosse lontana dalla sua finestra ideale, penalizzata da un fastidioso bouncing e da un marcato sottosterzo. Due fattori che hanno limitato pesantemente l’olandese per tutto il fine settimana e che hanno colto di sorpresa la stessa Red Bull.
“Sinceramente, il bouncing ci ha colto di sorpresa, non mentirò. Sia nelle qualifiche sprint che nella gara sprint. È andata un po’ meglio in qualifica ed è migliorata anche un po’ la performance. Qui fa parte della equazione, è una pista con tante curve veloci e a medie velocità. Non è semplice azzeccare tutto. Ma ci aspettavamo una McLaren competitiva qui”, ha spiegato Laurent Mekies.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
“Non siamo mai riusciti a raggiungere la velocità della McLaren, ma è giusto dire che il divario si è ridotto e che il bilanciamento della macchina è un po’ più vicino a quello che vorremmo. Sappiamo altrettanto bene che la gara è lunga e domani ci proveremo fino in fondo, per quanto la vettura non è ancora in ciò che potremmo definire il suo ‘sweet spot’, la finestra ideale”.
In effetti, quanto sottolineato dal Team Principal ha un fondo di verità: le numerose curve lunghe a media velocità rappresentano da sempre terreno favorevole per la McLaren. Al tempo stesso, però, in Red Bull ci si attendeva una RB21 più competitiva e più facile da portare al limite e le numerose curve lunghe hanno accentuato i problemi di sottosterzo.
La scelta di mantenere la vettura molto bassa al venerdì su un asfalto molto liscio sembrava un tentativo aggressivo di estrarre qualcosa in più dal pacchetto. La riapertura del parco chiuso ha consentito di intervenire, riducendo in parte i continui saltellamenti, ma non ha risolto il cronico sottosterzo che ha riportato la squadra di Milton Keynes indietro di diversi mesi, con una coperta corta di cui non è riuscita a liberarsi.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Con le modifiche apportate la vettura ha mostrato meno sobbalzi, segnale anche di un intervento sulle altezze da terra, sebbene non siano scomparsi del tutto. Una scelta che, pur sacrificando parte del carico aerodinamico, ha reso la macchina più gestibile.
“È andata meglio. Abbiamo cercato di cancellare un po’ i problemi che avevamo ieri, e la sensazione era leggermente più positiva, ma comunque gli stessi problemi erano ancora presenti. Inoltre, non avevo abbastanza grip all’anteriore, e questo ti limita un po’ lungo il giro qui, soprattutto con tutte queste curve medio-veloci. Questo fondamentalmente non ti permette di spingere più forte”, ha aggiunto Max.
Qui il degrado termico non è un problema così preponderante, ma sul giro secco, date i numerosi tratti ad alta velocità, è fondamentale mantenere le temperature sotto controllo, in modo che gli pneumatici non si surriscaldino compromettendo il grip. Se a ciò si aggiunge una certe tendenza da parte della RB21 nell’accusare il sottosterzo, diventa chiaro cosa sia mancato anche nelle qualifiche di sabato.
Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Karim Jaafar - AFP - Getty Images
“È esattamente quello che è successo anche in qualifica. Abbiamo provato a sfruttare al massimo la preparazione, assicurandoci di essere al top con tutto ciò che potevamo ancora cambiare. Quindi, direi che è stato ok. L’ultimo giro è stato buono, ma comunque limitato dai problemi che sto affrontando al momento”, ha aggiunto Max.
"Al momento non siamo in grado di lottare con la McLarne. Sappiamo che la partenza può essere decisiva, quindi proveremo a fare la differenza lì. Ma chissà cosa può accadere in gara, abbiamo due soste e non sempre tutte le cose sono in tuo controllo. Dietro possono accadere cose pazze. Serve un po' di fortuna per vincere".
Verstappen non si vede in lotta, ma sa bene che servirà anche un pizzico di fortuna per trasformare un weekend complicato in un risultato importante. È infatti altrettanto chiaro che un successo sia indispensabile per mantenere vive le ultime speranze iridate, ormai già appese a un lumicino. Per riuscirci, l’olandese dovrà provare a essere aggressivo sin dalle prime curve, senza concedere spazio alle McLaren di imporre il proprio gioco: servirà andare oltre quei limiti che hanno sorpreso la stessa Red Bull per ribaltare un copione che, almeno sulla carta, sembra già scritto.
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