F1 | Qatar, allarme gomme: Pirelli teme forature per la ghiaia portata in pista
A Lusail la ghiaia appuntita, portata in pista dalle vetture, ha già mostrato i suoi effetti: Pirelli ha rilevato diversi tagli sugli pneumatici, con il rischio che si possano verificare delle forature. Si studiano soluzioni cautelative, come l'ingresso della SC o la bandiera rossa nella sprint o in gara, ma la speranza è che non sia necessario.
Le precauzioni adottate da Pirelli alla vigilia del Gran Premio del Qatar lasciavano intuire quanto la tappa di Lusail potesse rivelarsi impegnativa sul fronte degli pneumatici. Per questo, quest'anno è stata introdotta una soglia massima di giri per ogni stint, così da ridurre il rischio di forature provocate da tagli sulla ghiaia o sui cordoli quando la gomma risulta ormai molto usurata.
Timori confermati dopo la prima giornata di azione in pista a Lusail, perché la Casa milanese ha riscontrato diversi tagli sulle gomme ispezionate sia alla fine della FP1 che delle Sprint Qualifying complice la tanta ghiaia portata sul tracciato dopo l’uscita delle vetture. Ciò sta portando Pirelli a valutare ulteriori azioni cautelative assieme alla FIA, come l’utilizzo della Safety Car per ripulire la pista durante la gara.
Infatti, per ridurre le infrazioni ai track limit ed eliminare parte dei cordoli appuntiti, concepiti per scoraggiare i piloti dall’oltrepassare la linea bianca, FIA e Formula 1 hanno deciso di aumentare quest’anno le zone in ghiaia. Una soluzione già adottata altrove ma che, come emerso il venerdì, ha portato diversi piloti all’errore, con il risultato di trascinare quella ghiaia direttamente sul tracciato.
George Russell, Mercedes
Foto di: Guido De Bortoli
Qui si sommano due criticità. Da un lato la pista risulta estremamente impegnativa sugli pneumatici, dall’altro la ghiaia utilizzata in Qatar è particolarmente appuntita e, a velocità elevate, può provocare tagli simili a quelli riscontrati da Pirelli nelle verifiche del venerdì.
“Qui la ghiaia è piuttosto appuntita, più appuntita che su altre piste. Ho visto un paio di tagli piuttosto profondi. Hanno raggiunto la carcassa, ma non hanno reciso le tele. Ovviamente, se la carcassa resta esposta e si continua a passare su questa ghiaia, allora si rischia una foratura”, ha spiegato Simone Berra di Pirelli, spiegando in maniera chiara quale sia il problema nel caso questa ghiaia vada a toccare il cuore della gomma.
I tagli e le forature rappresentano da sempre una delle principali criticità di questo tracciato. Il layout particolarmente veloce sottopone le gomme a carichi laterali molto elevati, motivo per cui sono state selezionate le mescole più dure. In questo caso non è tanto il degrado termico a preoccupare, bensì quello volumetrico, con il battistrada che si consuma progressivamente giro dopo giro.
In realtà questa condizione permette di continuare a spingere, finché però il battistrada non si assottiglia al punto da lasciare la carcassa quasi scoperta. In quel momento basta il contatto con un cordolo o con la ghiaia particolarmente appuntita per danneggiare la gomma e provocare una foratura.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Andrew Ferraro / LAT Images via Getty Images
Per questo motivo Pirelli ha scelto di limitare il numero di giri consentiti su ogni set, fissando un tetto massimo di 25 tornate. In questo modo resta una sorta di “protezione” per la parte più interna della gomma, riducendo il rischio di danni strutturali.
I danni riscontrati sugli pneumatici di tutte e quattro le ruote non sono stati giudicati tali da richiedere un intervento immediato prima della Sprint. Pirelli e FIA resteranno comunque vigili e pronte a intervenire qualora dovessero emergere criticità nel prosieguo del weekend. “Al momento non siamo preoccupati”, ha dichiarato Berra.
“Ma dobbiamo tenere conto di ogni possibile implicazione durante la Sprint e la gara, se la situazione dovesse creare problemi o potenziali forature. La FIA monitorerà la presenza di ghiaia in pista e potrà eventualmente ricorrere a bandiera rossa o Safety Car per ripulire la pista”.
La speranza è che, nella Sprint o nella gara di domenica sera, i piloti siano meno inclini a cercare il limite come accade in qualifica, mantenendosi più lontani dalla linea bianca e riducendo così il rischio di finire sulla ghiaia e trascinarla in pista. Resta però evidente che, qualora un duello portasse due vetture a terminare in una via di fuga, Pirelli potrebbe decidere di intervenire.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments