F1 | Ceccarelli: "Russell e Leclerc non devono credere ai fantasmi, ma Kimi demolisce tutti"
Il mental coach di Formula Medicine vede molto più compromessa la situazione di George che ha già 66 punti di distacco da Antonelli, mentre Charles può tornare a lottare con Hamilton. Monte Carlo ci ha dato delle verità scomode e dovrà esserci una reazione razionale e non emozionale alle difficolt.
George Russell, Mercedes
Foto di: EYE4images / NurPhoto via Getty Images
Monte Carlo è una pista che ha detto delle verità: ci si aspettava una Ferrari vincente e ha dominato la Mercedes, ci si aspettava una pole position di Charles Leclerc e l’ha firmata Kimi Antonelli che poi ha vinto la gara con una superiorità impressionante, mentre George Russell è naufragato in un secondo GP senza punti. E Leclerc ha sbattuto con la rossa, mentre Lewis Hamilton si è portato al secondo posto nel mondiale.
Cosa sta succedendo lo chiediamo a Riccardo Ceccarelli, titolare e mental coach di Formula Medicine...
“Accade qualcosa che onestamente non ci saremmo immaginati all’inizio dell’anno e, soprattutto, non ci saremmo aspettati a Monte Carlo. Kimi Antonelli nel Principato ha costruito qualcosa di sensazionale: ha firmato la pole position e poi ha controllato la gara nonostante due partenze. Il bolognese non ha sbagliato niente, mentre George Russell è andato in difficoltà. Il 19enne italiano è stato perfetto. E con la quinta vittoria di fila si può pensare “rien ne va plus”, anche se il campionato è ancora lungo”.
“L’inglese era partito come il grande favorito: aveva la macchina superiore e, forse, ha sottovalutato Kimi, considerandolo un giovane ancora in fase di apprendimento. Sta di fatto che è tornato a casa da Monaco con 68 punti di distacco: credo che sia un macigno che rischia di tramortirlo psicologicamente di tramortirlo. Voglio vedere se riuscirà a trovare la forza dei campioni: deve reagire con rabbia, adrenalina in Spagna altrimenti rischia davvero che sia troppo tardi”.
Lewis Hamilton con Kimi Antonelli dopo il secondo posto a Monaco
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
Anche in Ferrari si respira l’aria di cambiamento...
“Zitto, zitto Hamilton sta tornando un po' il Lewis dei giorni migliori perché stare davanti a Leclerc a Monte Carlo non è impresa facile, dopo che l’impresa gli era già riuscita in Canada. Tanto di cappello al sette volte campione del mondo che, alla sua età non più verdissima, sta dimostrando che un campione quando si trova fra le mani una vettura che gli permette di andare sul podio ritrova la brillantezza che sembrava perduta. A oltre 40 anni l’inglese si sta togliendo la ruggine di dosso e si è dato una lucidata alle cromature per sfidare Charles. Credo che vedremo due lotte intestine in Mercedes e Ferrari che ci terranno attaccati alla Tv, sebbene il mondiale sembri aver preso un chiaro indirizzo”.
Auspichi una reazione immediata di Russell in Spagna, ma George deve stare molto attento perché con 68 punti di ritardo su Antonelli non si può permettere di dare una ruotata a Kimi, come Rosberg fece proprio a Barcellona con Hamilton nel 2016...
“Lo scenario, in effetti, è molto diverso: Kimi si può permettere due ritiri e sarebbe comunque ancora in testa al mondiale. George non può più sbagliare niente e da Montmelò dovrà tornare a essere impeccabile stando sempre davanti ad Antonelli, sperando che questa volta succeda qualcosa a Kimi. L’inglese è consapevole della sua debolezza: non deve pensare al mondiale, ma a provare a vincere ogni GP, altrimenti si scatena una spirale negativa che lo porta all’abbandono, alla rassegnazione. Deve focalizzarsi su ogni singola gara, sessione per sessione. Lo scalatore non deve guardare la vetta, ma pensare di cercare un appiglio dopo l’altro per completare l’ascesa”.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Il macigno da superare è il pensiero che la Mercedes stia sostenendo Kimi...
“L’entusiasmo, storicamente, va nella direzione del nuovo che avanza. Non è detto che nella squadra ci sia una strategia a tavolino per favorire un pilota piuttosto che un altro, ma è umano che l’interesse si sposti verso la novità. Era già successo alla McLaren quando era arrivato Hamilton al fianco di Alonso. Alla fine, Fernando scelse di cambiare aria. Certo che pensare di avere un campione del mondo di 19 anni è una bella motivazione per tutti, perché c’è il merito del team che lo ha scelto. Se Lewis vincesse l’ottavo titolo il merito andrebbe tutto al pilota, mentre con Kimi c’è anche da riconoscere il valore di chi ha scommesso su di lui”.
"Quando un pilota entra in un garage annusa l'atmosfera. Legge il body language, di chi gli sta intorno: basta guardare i movimenti e i sorrisi nel box per capire qual è il clima. È un attimo non sentirsi più a casa propria e non percepire più la fiducia che ha sempre avuto. Non servono le parole, mai hai la percezione all’improvviso che qualcuno ti stia voltando le spalle e, magari, non si è fatto alcun pensiero contrario...”.
E, allora, è lecito chiedere che clima ha respirato Leclerc a Monte Carlo...
“Non estremizziamo la situazione di Charles. In fondo è la seconda volta, dopo il Canada, che sta dietro ad Hamilton. Quindi non c’è stato un dominio costante di Lewis. Certo, il fatto che ora l’inglese sia al secondo posto nella classifica mondiale, e che nella sua gara di casa, dove ci ha sempre messo del suo nella prestazione si trovi dietro al compagno di squadra può dar fastidio”.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Erik Junius
La Ferrari, a livelli strategico, ha scelto di effettuare un pit stop doppio, penalizzando Leclerc, visto che Hamilton doveva scontare una penalità di cinque secondi...
“Questo è un episodio che può aver dato molto fastidio a Charles: di fatto la penalità l’ha scontata anche Leclerc, visto che lo hanno fatto accodare al compagno di squadra. Per il monegasco può essere stato un brutto messaggio: forse la Scuderia doveva sacrificare Lewis che aveva la penalità e non Charles. Questo per un pilota è un campanello d'allarme: è come quando nelle aziende non ti coinvolgono in una riunione importante, e ti senti messo in secondo piano. Umanamente ti metti sulla difensiva, quindi uno si mette sulla difensiva e cominci a vedere un po' il pericolo in ogni gesto, mentre nella realtà non è cambiato proprio niente. Però in queste situazioni è la percezione che conta più della realtà”.
Russell e Leclerc devono cancellare i fantasmi dalla mente...
“Si devono togliere dalla mente ogni dubbio che porta via energia, concentrazione, focus. I due piloti stanno vivendo la stessa situazione con la differenza che in Ferrari non si giocano un mondiale e i punti che dividono i punti fra i piloti del Cavallino non sono moli, per cui è più facile per Charles dare una svolta di quanto non sia per Russell”.
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