F1 | Una questione di... linea: perché così tanti piloti sono stati penalizzati per la velocità in pit lane
A Monaco si sono registrate undici infrazioni per eccesso di velocità in pitlane nel corso del weekend, di cui ben sei in gara: un’anomalia che la FIA e i team hanno confermato non essere legata ai sensori, ma alla traiettoria scelta dai piloti nell’ingresso box, dove il “taglio” di traiettoria può alterare la velocità media rilevata dal sistema.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Anni Graf - Formula 1 via Getty Images
C’è un elemento particolarmente curioso emerso dal Gran Premio di Monaco: durante la gara sono state comminate ben sei penalità per eccesso di velocità in pitlane, che si sommano alle altre cinque registrate nel resto del weekend per lo stesso motivo. Il totale arriva così a undici infrazioni in tre giorni, un numero insolitamente alto per un solo GP.
Un caso anomalo, reso ancora più evidente analizzando i dati relativi a queste infrazioni. In cinque delle sei penalità assegnate in gara, la velocità registrata supera il limite consentito di appena 0,1 km/h. Un valore talmente minimo da far pensare inizialmente a un possibile errore di taratura dei sensori posti all’ingresso della pitlane, ma da questo punto di vista la FIA non ha riscontrato alcuna anomalia.
Dopo la gara la Federazione ha effettuato un nuovo controllo sia sulla strumentazione sia sul punto esatto in cui viene rilevato il riferimento, senza però riscontrare alcuna anomalia. Secondo la FIA, infatti, l’alto numero di penalità sarebbe legato soprattutto al modo in cui i piloti hanno affrontato l’ingresso della pitlane, tagliando leggermente la traiettoria complice la particolare conformazione del tracciato di Monaco.
George Russell è stato uno dei piloti penalizzati
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
I piloti possono infatti chiudere molto la traiettoria, proseguendo dritti per qualche metro grazie alla maggiore larghezza dell’ingresso, per poi rientrare nella lieve piega a sinistra quando sono già all’interno della pit lane tagliando nuovamente.
Il sistema non effettua una singola rilevazione, ma calcola la velocità media tra diversi sensori elettronici annegati nell’asfalto, sfruttando anche il transponder FIA installato su ogni vettura. L'aver tagliato più del dovuto in certi casi ha quindi sì permesso di risparmiare qualche metro, ma ha anche fatto sì che la velocità media si alzasse innescando la penalità.
Tra i piloti penalizzati figura anche Lewis Hamilton che, nonostante i cinque secondi rimediati per il superamento della velocità in pitlane, è comunque riuscito a chiudere al secondo posto. Anche secondo il britannico del Cavallino, l’infrazione sarebbe legata alla traiettoria scelta in ingresso.
“Non stavo andando troppo forte. Penso sia semplicemente per com’è fatta la pit lane. Faccio questa pit lane da anni, non è che sono entrato e non ho premuto il pulsante o qualcosa del genere. Il limitatore è inserito immediatamente. “Credo sia solo la linea che prendi, la stessa che abbiamo seguito tutti per anni: entri, tagli un po’ la linea bianca”, ha spiegato Hamilton nella conferenza stampa post‑gara.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Anni Graf - Formula 1 via Getty Images
Curiosamente, non appena è arrivata la comunicazione della penalità inflitta al pilota della Ferrari, in Mercedes hanno immediatamente avvisato per due volte il leader della corsa, Andrea Kimi Antonelli, chiedendogli di evitare un taglio eccessivo dell’ingresso della pitlane e di ridurre leggermente la velocità per scongiurare una sanzione.
Dopo le libere, in cui si erano già verificate cinque infrazioni, tra cui una dello stesso Antonelli, l’organo di governo aveva infatti avvisato le squadre che tagliare troppo l’ingresso per guadagnare qualche metro avrebbe potuto innescare il superamento del limite di velocità in pitlane, con conseguente penalità.
Il team principal della McLaren, Andrea Stella, ha riconosciuto che anche nel caso di Piastri il problema sembra essere legato proprio alla traiettoria scelta in ingresso pit lane, più che a quando è stato inserito il limitatore da parte del pilota: "Pensiamo possa derivare da un taglio eccessivo. Al momento questa è l’ipotesi, quindi abbiamo detto a Oscar semplicemente di evitarlo”, ha spiegato Stella.
“Ma inizialmente non era chiaro. Sappiamo che a volte, se tagli troppo, questo può portare a una misurazione oltre il limite del pit‑limiter. Però al momento non sappiamo molto di più”, ha aggiunto il TP della McLaren.
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