F1 | Penalità a Russell: Mercedes si assume la colpa, ma il caso è più intricato di quanto sembri
Il britannico è finito fuori dai punti a Monaco dopo una catena di errori e comunicazioni mancate in Mercedes. La penalità per eccesso di velocità in pit lane, il caos generato dalla Safety Car e un pit stop che non era stato confermato hanno portato al drive‑through che ha compromesso la sua gara. Ma è un caso più intricato di quel che sembra.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
In questo momento non dev’essere semplice calarsi nei panni di George Russell. Dopo lo zero rimediato in Canada per il cedimento della batteria, anche a Monaco il britannico ha chiuso fuori dalla zona punti, permettendo ad Andrea Kimi Antonelli di allungare ulteriormente in classifica fino a superare le 60 lunghezze di margine.
La notizia più sconfortante, probabilmente, non è tanto il risultato in sé, quanto la mancanza di velocità. Ma in questo momento Russell sembra quasi incarnare la legge di Murphy: se qualcosa può andare storto, lo farà. Dopo il ritiro in Canada, in cui non aveva alcuna responsabilità, anche a Monaco ha pagato una penalità dovuta a un errore ai box di cui la Mercedes si è assunta completamente la colpa.
George è stato infatti uno dei piloti penalizzati con cinque secondi per aver superato il limite di velocità in pit lane quando è rientrato al 31° giro per tentare l’undercut su Hadjar. Tagliando l’ingresso della pit lane ha oltrepassato il limite di appena 0,1 km/h, esattamente come altri quattro piloti.
George Russell, Mercedes
Foto di: Luca Barsali - NurPhoto - Getty Images
C'è stato un errore di comunicazione interna
La regola prevede che la sanzione venga scontata al pit stop successivo, ma quando Russell è rientrato nuovamente ai box sotto Safety Car dopo l’incidente di Lance Stroll, i meccanici Mercedes non hanno "applicato" la penalità. L’errore del team ha fatto scattare una sanzione ancora più pesante: un drive through che ha compromesso definitivamente la sua gara, anche perché ha potuto scontarlo solo dopo la bandiera rossa.
Parlando dopo la corsa, il Team Principal Toto Wolff ha confermato che si è trattato di un errore del team a livello di comunicazione: “È chiaramente un nostro errore. Dobbiamo rivedere le comunicazione, capire se ci aspettassimo che rientrasse, perché da quello che ricordo si parlava di restare fuori e non fermarsi. Ma in ogni caso bisogna essere pronti a fermarlo per cinque secondi, e non lo siamo stati”.
Ma come si è generata questa confusione? Nel momento in cui è stato comunicato l’ingresso della Safety Car, Russell aveva appena superato la zona delle Piscine e in Mercedes si è scelto di non rientrare. Probabilmente non ci sarebbe stato il tempo materiale per preparare il set di pneumatici senza perdere ulteriore margine.
Tuttavia, al giro successivo, con Stroll finito a muro all’ultima curva, la direzione gara ha imposto a tutte le vetture di transitare comunque dalla pit lane, rendendo improvvisamente molto più conveniente effettuare un pit stop. È qui che nasce il nodo centrale della confusione in Mercedes.
George Russell, Mercedes-AMG W17
Foto di: Erik Junius
Russell sarebbe dovuto restare fuori e il pit stop non era previsto
Nel momento in cui la direzione gara ha comunicato che tutte le vetture sarebbero dovute transitare dalla pit lane, entrambe le Mercedes (con Antonelli davanti e Russell appena dietro doppiato) si trovavano nella zona delle Piscine. L’italiano disponeva di un margine sufficiente per rientrare ai box ed effettuare la sosta senza rischi, restando comunque davanti alle Ferrari, quindi fermarsi o meno non avrebbe cambiato la sua corsa.
Tutto, invece, è cambiato per Russell. Dovendo prendere ulteriormente margine da Antonelli prima del pit stop e dovendo scontare una penalità di cinque secondi, c’era la concreta possibilità che il britannico non avesse il tempo materiale per fermarsi ai box e rientrare davanti a Isack Hadjar nel caso in cui il francese avesse scelto di restare in pista per guadagnare la posizione.
Ed è esattamente ciò che è accaduto, perché Hadjar ha deciso di non fermarsi e ha proseguito con le hard. Questo ha generato la confusione nel box Mercedes: inizialmente Russell sarebbe dovuto rimanere fuori come confermano i team radio, ma la comunicazione dell’ultimo secondo da parte della FIA, che imponeva il passaggio obbligatorio in pit lane, ha ribaltato i piani, cogliendo la squadra impreparata.
“Ho preso il drive‑through perché all’ultimo c’è stata molta confusione. Dovevo restare in pista, ma poi la FIA ha fatto passare le vetture dalla pit lane” – ha raccontato Russell -. “Chiedevo al team: “Mi fermo per le gomme o no?”, non ho ricevuto risposta, ma ho visto lì il mio set. È successo tutto troppo in fretta e immagino che il meccanico non abbia ricevuto il messaggio che dovevano lasciare la vettura ferma per cinque secondi”.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
C'è un cavillo che non ha permesso di scontare dopo la penalità
In effetti, nonostante Russell avesse chiesto più volte indicazioni su cosa fare, non ha mai ricevuto una comunicazione chiara sul fatto che, una volta entrato in pit lane, avrebbe dovuto fermarsi per effettuare il pit stop. Come ha spiegato lui stesso, è stato solo quando ha visto il set di gomme pronto sulla piazzola che ha deciso di fermarsi.
Mentre i meccanici sull’anteriore destra hanno inizialmente atteso prima di toccare la vettura, al punto che si vede chiaramente uno di loro fare segno al collega con la pistola di aspettare per scontare la penalità, gli altri hanno invece iniziato subito la sostituzione della gomma. A quel punto scontare i cinque secondi è diventato impossibile.
Nel giro successivo, Russell aveva proposto al team di rientrare nuovamente ai box per scontare correttamente la penalità, ma era ormai troppo tardi e si è entrati nel campo dei cavilli regolamentari. Le normative prevedono infatti che il pilota debba scontare la sanzione alla prima occasione utile in cui rientra in pit lane, a meno che non sia obbligato a transitare dietro la Safety Car, come in questo caso.
Di fatto, se l’inglese non si fosse fermato per cambiare gomme, avrebbe potuto rientrare al giro successivo, effettuare il pit stop, scontare la penalità e tornare in pista attorno all’ottava posizione, portando comunque a casa qualche punto. Ma nel momento in cui ha scelto di fermarsi, il regolamento imponeva che la sanzione venisse scontata in quella stessa occasione: non avendolo fatto, gli è stata inflitta un’ulteriore penalità, ancora più pesante, che lo ha fatto scivolare definitivamente fuori dalla zona punti.
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