F1 | Antonelli: "Mi sono tolto un peso e ora provo a ripetermi a Suzuka"
Il bolognese arriva in Giappone sulla spinta del primo successo conquistato in Cina: "Non mi sono lasciato trasportare troppo perché è un attimo passare dalle stelle alle stalle, ma ho rafforzato la fiducia nel mio potenziale. Mi sento in controllo della situazione. Con George ci batteremo, ma vogliamo che il team torni a vincere il Costruttori".
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
L’inizio del weekend di Suzuka chiude ufficialmente dieci giorni molto intensi per Kimi Antonelli. Dalle emozioni di Shanghai fino al bagno di popolarità a cui un vincitore di un Gran Premio difficilmente può sottrarsi, soprattutto quando il successo riporta un italiano sul gradino più altro del podio dopo vent’anni d’attesa. “Me la sono goduta, ma non proprio come avrei voluto. Sono arrivato a casa dalla Cina lunedì e martedì ero già in Inghilterra per preparare questo fine settimana. Ma va bene così, è un motivo in più per provare a ripetermi questo weekend”.
Antonelli è ben consapevole che la nuova dimensione lo espone anche a qualche rischio. “C'è stato un bel boom, ed è stato bello, ma ho cercato di non farmi trasportare troppo, perché è molto facile perdere il focus sull’obiettivo. So bene quanto sia rapido passare dalle stelle alle stalle, quindi è importante far bene anche qui a Suzuka”.
Sotto altri aspetti, il primo successo in Formula 1 rappresenta uno step importante anche sul piano della consapevolezza. “Sì, ha rafforzato un po' la fiducia nel mio potenziale e in ciò che posso raggiungere. Mi sono tolto un peso, ma ho ancora tanto da dimostrare”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
L’argomento del giorno nel paddock di Suzuka è stata la saga dell’ala anteriore Mercedes. “È un copione già visto – ha spiegato Antonelli - quando una squadra vince finisce sempre sotto i riflettori. Si è trattato di un malfunzionamento del sistema, quindi non era una cosa voluta e, soprattutto, non portava un vantaggio. Anzi, si è rivelato uno svantaggio, soprattutto in frenata, perché l'ala impiegava più tempo a recuperare l'angolazione”.
Nessuna perplessità, invece, sulle misure adottate dalla FIA alla vigilia del weekend giapponese.
“Fare lift and coast in qualifica non è il massimo, né per gli spettatori, né per noi, perché a volte va contro la natura del giro veloce. In qualifica cerchi di spingere al massimo, e la FIA sta cercando di garantire proprio questo. Ma resta un argomento molto delicato, non bisogna affrettare le soluzioni, perché c’è il rischio di creare nuove criticità”.
Nell’economia del weekend, come è stato in Australia e Cina, il primo riferimento per Antonelli sarà George Russell. La vittoria di Kimi, almeno in apparenza, non ha modificato gli equilibri all’interno del box.
“I comportamenti sono sempre gli stessi, sono solo cambiate un po' le sue dichiarazioni, ma George con me si comporta come sempre. Forse ci vorrà qualche gara per capire come evolverà la situazione, ma nel team c'è una bella dinamica, io e George ci rispettiamo molto. Ovviamente vogliamo batterci a vicenda e vincere, ma allo stesso tempo vogliamo che il team torni a vincere il titolo Costruttori”.
Antonelli sa che non sarà semplice avere la meglio su Russell. Quando il primo avversario è il compagno di squadra, ogni dettaglio può fare la differenza, e spesso quei dettagli sono legati all’esperienza.
“Oggi mi sento più in controllo della situazione, aspetti come la gestione del weekend e delle energie sono migliorati: ho una stagione d’esperienza alle spalle, e anche se non tutti i momenti dello scorso anno sono stati positivi, ho imparato molto".
"Mi sento più rilassato quando salgo in macchina, riesco a divertirmi di più e a godermi le sessioni. So anche come gestire meglio il lavoro tra prove libere, qualifica e gara. Mi sento molto più completo rispetto all'anno scorso, ma ovviamente c'è ancora tanto da fare: il potenziale è alto, ma serve ancora strada per arrivare a sfruttarlo al massimo”.
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