F1 | Sparco: informazioni top secret rubate da ex dipendenti
Niccolò Bellazzini, lancia un allarme serio: se le squadre di F1 sono tutelate dal gardening per difendere la proprietà intellettuale di soluzioni innovative, aziende come quella di Volpiano che fornisce la tuta di Verstappen, subiscono danni enormi dal personale che porta impunemente ad altri competitor progetti inediti.
Sparco
Foto di: Sparco
In F1 si discute per ridurre i tempi del gardening, vale a dire il periodo in cui un ingegnere deve stare fermo (a seconda delle funzioni varia da sei mesi a un anno) per evitare che possa trasferire da una squadra all’altra segreti industriali o soluzioni vincenti. Nel mondo dei GP si è arrivati ad attese, fra contatto, chiusura di una trattativa e gardening ad attese che arrivano a un paio di anni, un periodo terribilmente lungo per chi, come un team principal vuole cambiare l’assetto della sua squadra.
Il tecnico con la “valigetta” piena di segreti industriali, però, non è un fenomeno che si limita ai team del Motorsport, ma si estende anche al più sommerso mondo dei fornitori, dove le tutele che il sistema F1 è in grado di dare ai Costruttori, purtroppo non esistono.
La Sparco, azienda con l’headquarter a Volpiano, nella cintura torinese, oltre a produrre l’abbigliamento ignifugo (a cominciare dalla tuta di Max Verstappen) da 47 anni, ha allargato la sua attività nel campo della sicurezza nelle corse, ma non solo, dove sono richiesti degli standard di omologazione che sono elevatissimi e sono il frutto di investimenti molto ingenti nella ricerca e sviluppo e di anni di duro lavoro.
Il know how aziendale si costruisce nel tempo e non è possibile che ex dipendenti infedeli possano “rubare” i segreti tecnologici per metterli a disposizione di concorrenti, magari sconosciuti, nati appositamente per ottenere un’omologazione prima del leader di settore.
Si tratta di una “guerra” sotterranea nella quale si scopre che ci sono poche tutele: Niccolò Bellazzini, brand manager di Sparco e membro del consiglio d'amministrazione, lancia un qualcosa che è più di un allarme che va oltre le cronache di questi giorni per le attività di dossieraggio e spionaggio che sono state portate alla luce dalla Procura Nazionale Antimafia, grazie alla Dda di Milano.
Nel caso di Sparco non è stato “bucato” il sistema di sicurezza aziendale per copiare progetti, soluzioni innovative o dati sensibili, ma c’è stato il comportamento infedele di alcuni giovani dipendenti che hanno portato nella loro “valigetta” le conoscenze acquisite a Volpiano…
“Il fenomeno non riguarda solo noi – spiega Bellazzini – gente assunta a tempo indeterminato ci ha lasciato all’improvviso, spiegandoci problemi non legati al lavoro e poi, anche a attraverso prestanome, sono riapparsi con soluzioni innovative che avevamo studiato a lungo, con competitor sorti all’improvviso, senza arte né parte”.
"E' un paio di anni che presentiamo delle denunce dopo che ci hanno portato via dati, disegni e soluzioni innovative. Abbiamo avviato delle cause, ma l'autorità giudiziaria non procede con urgenza. E così non ci sono strumenti efficaci e rapidi di repressione”.
Bellazzini ha iniziato un’opera di informazione aziendale, perché fra gli 800 dipendenti c’è una maggioranza di giovani, magari non del tutto consapevoli di certi comportamenti…
“Il fatto più grave è che la sottrazione di segreti aziendali venga fatta in alcuni casi con preordinazione e in altri con un atteggiamento di chi, magari team leader di un progetto, si comporta come se la proprietà intellettuale fosse roba sua”.
“La verità è un’altra: deve essere chiaro che tutto il know how sviluppato in Sparco rimane solo dell’azienda. Come si può trascurare che dietro alle attività di r&d ci sono rilevanti investimenti che solo un’azienda di importanti dimensioni come la nostra può permettersi”.
Il tema della lealtà del personale diventa strategico…
“Riconosciamo lauti emolumenti ai nostri tecnici e ingegneri dei vari reparti di Ricerca e Sviluppo. Si tratta di dipendenti per lo più giovani, presi dall’università o dagli istituti tecnici e, quindi, senza alcuna competenza o formazione specifica. È solo grazie agli ingenti investimenti fatti in azienda sul capitale umano, che hanno acquisito importanti conoscenze nel tempo. Il fatto che si possa disporre di soluzioni innovative per propri fini personali o, nei casi più gravi, offrendo la tecnologia Sparco a competitor è molto grave. Il turn over è notevole e queste condotte, purtroppo sono diventate frequenti".
La Sparco è un’azienda solida e sufficientemente grande per superare brillantemente questi attacchi, ma anche chi ha avuto il privilegio di frequentare il Circus della F1, ha scoperto come un “sogno” diventato realtà possa svanire all’improvviso. Bellazzini ha iniziato un’opera di informazione su quali devono essere le condotte dei dipendenti, ma auspica che marchi esposti a comportamenti illegali possano essere tutelati meglio da norme che non esistono.
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