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Formula 1 GP del Brasile

F1 | Ferrari: l'assetto morbido ha reso la SF-24 inguidabile in Brasile

Sainz ha sbattuto contro le barriere in qualifica e in gara a Interlagos su una pista inzuppata dall'acqua. Leclerc ha raccolto un insipido quinto posto, ma la gara del monegasco vale molto più dei punti che ha portato in dote nella classifica Costruttori. Scopriamo perché la rossa era così imprevedibile sulle sconnessioni brasiliane...

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

La Ferrari mette in archivio il GP del Brasile come un appuntamento da dimenticare: la trasferta nella piscina di Interlagos è andata peggio rispetto alle previsioni e, alla fine, la Scuderia è tornata a casa con sei punti persi nella partita che sta giocando contro la McLaren nel mondiale Costruttori, dovendo recuperare 36 lunghezze nei tre prossimi appuntamenti ancora in calendario.

La squadra del Cavallino sapeva che il tracciato brasiliano non si sposava con le caratteristiche della SF-24, ma le aspettative nella Gestione Sportiva era di raccogliere più di quanto sia stato messo nel carniere. Il nuovo asfalto che non ha ridotto la presenza dei bump ha reso meno efficace del solito il lavoro di preparazione svolto a casa: le simulazioni davano una rossa più competitiva di quella che abbiamo visto, mentre già nell’unico turno di prove libere del venerdì si era capito che la Ferrari avrebbe dovuto giocare in difesa con una vettura poco affine alla pista di San Paolo.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24, dopo il pit stop troppo anticipato

Charles Leclerc, Ferrari SF-24, dopo il pit stop troppo anticipato

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

La pioggia ha reso tutto ancora più complicato, confermando le difficoltà della monoposto rossa a difendersi con le gomme da bagnato. L’esempio del Canada era stato rivelatore e l’attento lavoro di messa a punto che ha permesso alla SF-24 di aprire la finestra di funzionamento degli pneumatici controllandone meglio l’usura, non è servito con l’utilizzo delle intermedie.

Il quinto e settimo posto nella Sprint Race del sabato mattina, rispettivamente di Charles Leclerc e Carlos Sainz (dopo un più brillante terzo e quinto in griglia), avevano dato l’impressione che la Ferrari stesse soffrendo Interlagos molto più del previsto e, con la riapertura del parco chiuso prima delle qualifiche del GP, c’era la convinzione di poter raddrizzare un weekend complicato, dopo che la McLaren aveva incasellato una doppietta nella garetta.

Charles Leclerc, con la sua consueta sincerità, nel dopo gara di domenica aveva ammesso: “L'assetto lo abbiamo deciso con il team e pensavamo andasse nella giusta direzione. Invece è andato in quella sbagliata: il passo semplicemente non c'era, non eravamo competitivi. In qualifica non eravamo così male con gomme nuove e poca benzina, mentre in gara è stata dura guidare, ed è stato difficile non commettere degli errori”.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Ferrari

La fotografia del monegasco è nitida, ma, forse, è interessante capire qual è stata la strada sbagliata della Scuderia, al netto anche del pit stop che lo ha portato nel traffico, dovendo correre in aria sporca, mentre la speranza era di provare un undercut.

Con le previsioni meteo che davano pioggia battente tanto in qualifica che in gara non era azzardato puntare su un assetto meccanico più morbido, in modo da affrontare i numerosi bump con una vettura che più facilmente potesse assorbirli.

Ferrari SF-24 molto in difficoltà sul bagnato di Interlagos

Ferrari SF-24 molto in difficoltà sul bagnato di Interlagos

Foto di: Lubomir Asenov / Motorsport Images

L’idea sulla carta poteva essere giusta, ma nei fatti non ha funzionato. La SF-24, avendo una “cassa” meno stabile, è diventata più ingestibile da guidare con variazioni di comportamento troppo repentine e imprevedibili. Le monoposto a effetto suolo sono molto sensibili all’altezza da terra e ogni variazione può determinare delle perdite di carico aerodinamico. L’aver concesso alle sospensioni più escursione, ha reso la rossa complicata da controllare. Il vantaggio teorico di “copiare” meglio le asperità è stato surclassato dei cambiamenti di comportamento della SF-24. In questo quadro si spiegano anche le “strane” uscite di pista di Carlos Sainz concluse entrambe contro le barriere e con danni.

I commissari di percorso rimuovono la Ferrari SF-24 di Carlos Sainz dopo l'incidente

I commissari di percorso rimuovono la Ferrari SF-24 di Carlos Sainz dopo l'incidente

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

Lo spagnolo ha sbattuto in Q3 e durante il GP. Ingeneroso chi lo ha accusato di aver festeggiato troppo lo splendido successo in Messico. Carlos si è trovato a fare i conti con una rossa irriconoscibile, tanto che non ha mai trovato un passo di gara adeguato. Alla Scuderia sono mancati i punti di Sainz, ma la battuta a vuoto non dovrebbe avere ripercussioni, visto che rivedremo certamente l’iberico competitivo a Las Vegas.

Completando l’analisi, invece, bisogna riconoscere un valore aggiunto di Leclerc al quinto posto finale: il monegasco ci ha messo molto del suo per concludere il GP del Brasile davanti alle McLaren. Charles ha estratto dal suo talento naturale una gara che a livello statistico vale solo i 16 punti del quinto posto, ma che in realtà ha un valore molto maggiore. Con un Cavallino imbizzarrito, con il quale poteva essere facile sbagliare, ha mantenuto vive le speranze della Ferrari di poter ancora ambire al titolo Costruttori che a Maranello manca dal 2008. Le monoposto papaya, considerate da tutti le vetture più competitive perché universali, capaci cioè di adattarsi ad ogni tracciato, sono finite dietro a Leclerc. Per cui il GP di Charles va rivalutato alla luce di questi dati.

E prima di chiudere è giusto aggiungere un ultimo elemento: stando alle indiscrezioni, Max Verstappen avrebbe puntato su un assetto più rigido sulla sua RB20 dopo la Sprint Race. Fantasia? Verità? Di certo contribuisce ad alimentare un mito che si sta materializzando…

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