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Analisi

F1 | Tecnica Mercedes: ecco un capolavoro di micro-aerodinamica sulla W15

Nel pacchetto tecnico molto sostanzioso che la squadra di Brackley ha fatto debuttare ad Austin è sfuggita una soluzione dell'ala anteriore che forse anticipa dei concetti del 2025: fra i flap e la paratia laterale abbia visto apparire un convogliatore di flusso che genera vortici depotenziali per portare l'aria dove vogliono gli aerodinamici.

Dettaglio dell'ala anteriore Mercedes

Dettaglio dell'ala anteriore Mercedes

Foto di: Giorgio Piola

La Mercedes è tornata a essere la quarta forza del mondiale di F1, per quanto nel corso dell’estate avesse dato segni di risveglio con la W15 collezionando tre vittorie (una con George Russell in Austria e due con Lewis Hamilton in Gran Bretagna e Belgio).

La squadra di Brackley, però, non è riuscita a dare l’attesa continuità dei risultati perché la freccia nero-argento si è rivelata una monoposto molto critica da guidare e difficile da mettere a punto, tant’è che la Stella naviga in una zona solitaria della classifica a squadre, molto lontana dai tre top team (McLaren, Ferrari e Red Bull) che ancora sono in lotta per il titolo.

Se Russell cerca di estrarre dalla W15 tutto il potenziale, che varia molto dal tipo di tracciato da affrontare, Hamilton, ormai con la valigia in mano per approdare a Maranello, ha un po’ tirato i remi in barca, perché le sue aspettative di chiudere l’avventura Mercedes con qualche risultato positivo sono state deluse.

Lo staff tecnico di James Allison, corroborato dall’arrivo di Simone Resta dal 1° ottobre, è ormai impegnato alla definizione della vettura 2026 e le ultime tre gare della stagione serviranno a effettuare degli esperimenti utili alla nascente W16.

La Mercedes, quindi, continua a soffrire il regolamento a effetto suolo, non ancora compreso dalla sua introduzione nel 2022, ma gli ingegneri di Brackley riescono a stupire di tanto in tanto con soluzioni molto interessanti specie nello sviluppo dell’ala anteriore dove abbiamo visto apparire concetti innovativi che poi sono stati ripresi anche da altre squadre.

Dettaglio dell'ala anteriore della Mercedes W13 del 2022 con gli slot longitudinali

Dettaglio dell'ala anteriore della Mercedes W13 del 2022 con gli slot longitudinali

Foto di: Giorgio Piola

Proprio sulla famigerata W13, la vettura nata senza pance, si era vista l’estremizzazione del concetto out wash, con la vistosa apertura fra la paratia laterale e i flap che compongono l’ala, dando il via a un concetto di sviluppo che ha fatto scuola.

Sulla vettura del 2022 ad un certo punto si erano visti comparire dei piccoli slot longitudinali nel bordo d’uscita della porzione più esterna dell’ultimo flap, vale a dire quella parte non regolabile. Erano tre aperture utili a “depotenziare” il vortice che si generava, in modo da orientare i flussi laddove l’aerodinamico voleva. Uno sviluppo di micro-aerodinamica che testimonia l’attenzione e la cura con cui si analizzano certe soluzioni.

Nel pacchetto di aggiornamenti che la Mercedes ha introdotto ad Austin per il GP degli Stati Uniti anche agli osservatori più attenti erano sfuggiti alcuni particolari molto spinti che hanno caratterizzato l’ala anteriore, proprio in prossimità dell’endplate.

Mercedes W15: ecco l'inedito convogliatore di flusso comparso sull'ala anteriore ad Austin

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Foto di: Giorgio Piola

Osservando il disegno del sempre presente Giorgio Piola, è possibile vedere che sono stati riproposti i tagli longitudinali che non si sono limitati solo all’ultimo elemento, ma sono stati introdotti anche sul terzo flap. Ma l’aspetto certamente più curioso è come la paratia laterale risulti molto aperta, perché c’è stata l’introduzione di un concetto inedito che in precedenza non si era mai visto.

La Mercedes, infatti, nel collegamento fra i flap dell’ala anteriore e la paratia laterale si è visto apparire uno strano convogliatore di flusso che agisce verso la parte terminale dell’endplate con il chiaro intento di aumentare la portata d’aria destinata a essere spinta all’esterno della ruota anteriore con la generazione di vortici volutamente depotenziati perché possano essere indirizzati secondo i voleri sperimentati in galleria del vento, vale a dire ridurre la scia che genera turbolenze, migliorando il flusso e aumentando il carico verso il posteriore.

Mercedes W15: ecco nel particolare il complesso generatore di vortice che ha debuttato negli Stati Uniti

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Foto di: Giorgio Piola

Chi ha avuto modo di analizzare questa soluzione ha decantato le capacità del gruppo di lavoro che James Allison ha destinato a testa idea, mettendo in evidenza che su questo concetto la Mercedes ha investito sia in tempo che in risorse.

La domanda a cui però non troviamo una risposta è semplice: ma quale vantaggio regala un disegno così complesso su una macchina che non regge il passo con la migliore concorrenza? Tanta fatica per niente o, più semplicemente, questa idea che rappresenta un capolavoro di micro-aerodinamica si perde in una monoposto che è troppo sensibile alle variazioni dell’altezza da terra? La speranza è che l’interessante applicazione aerodinamica trovi uno spazio adeguato sulla Mercedes del prossimo anno e sia il primo esempio di soluzioni che vedremo sulla W16. E magari farà scuola…

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