F1 | Hamilton: perché non apre un ciclo in Ferrari. Punta al tutto e subito
La mostruosa attenzione mediatica che si è creata attorno al debutto di Lewis con la rossa ha acceso un grande interesse sulla F1, ma il sette volte campione del mondo non è arrivato a Maranello per aprire un ciclo: cercherà di cogliere subito la grande occasione 2025. Non sarà lui a plasmare il team, ma dovrà adattarsi. E Leclerc...
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Davide Cavazza
L’eco mediatica suscitata da Lewis Hamilton la scorsa settimana è stata tra le più travolgenti che si ricordi. In tempo reale è scattata la consueta raffica di confronti, ripescando gli esordi sul circuito di Fiorano di altri pluricampioni del mondo che ad un certo punto della loro carriera hanno fatto rotta su Maranello.
Qualche punto in comune c’è, l’accoglienza in grande stile, un ritorno mediatico importante (mostruoso quello di Hamilton) le discussioni sulle aspettative di tifosi ed addetti ai lavori. Ma le analogie non vanno molto oltre, perché la storia di Hamilton in Ferrari sarà diversa da quelle dei campioni del mondo che l’hanno preceduto.
C’è una variabile che rende il caso di Lewis non confrontabile con precedenti ‘big’ in rosso, ed è il fattore tempo. Hamilton non arriva a Maranello per aprire un ciclo, lo sa bene la Ferrari e ne è cosciente anche il fresco quarantenne.
Lewis Hamilton, nel Reparto Corse del Cavallino
Foto di: Ferrari
Il contratto biennale siglato dodici mesi fa scadrà a fine 2026, e c’è da scommettere che, qualora la stagione che si appresta ad iniziare dovesse celebrare qualcosa di storico, Hamilton potrebbe salutare tutti a fine anno. Sarebbe l’incastro perfetto per sigillare una carriera unica.
Dodici mesi fa, all’indomani dell’annuncio dell’accordo, seguirono subito molte speculazioni sul probabile seguito di tecnici Mercedes che Hamilton si sarebbe assicurato, ad iniziare dal suo storico ingegnere di pista, Peter ‘Bono’ Bonnington.
Con grande sollievo di Toto Wolff, Lewis è arrivato a Maranello da solo, recuperando soltanto il rapporto con la storica fisioterapista Angela Cullen. In realtà un pensiero su qualche suo ex collaboratore Mercedes Hamilton lo aveva fatto, ad iniziare da ‘Bono’, ma davanti alla prospettiva di dover chiedere a professionisti affermati di cambiare squadra, nazione e sportare famiglie per due sole stagioni, Lewis non se l’è sentita.
Il viaggio è tutto suo ed è a tempo determinato. Il ‘last dance’ non offrirà ad Hamilton il tempo di plasmare la ‘sua’ Ferrari, dovrà essere lui ad adattarsi il più velocemente possibile ad una squadra che ha iniziato a conoscere la scorsa settimana.
Ci saranno ovviamente tanti aspetti legati alle sue abitudini lavorative a cui il race-team della Scuderia cercherà di adattarsi, sicuramente sulle sue consuetudini nei weekend di gara Lewis non farà sconti, ma per il resto difficilmente si vedranno quei cambiamenti tipici di un nuovo ciclo destinato a durare a lungo.
In passato ci sono stati piloti che hanno detto la loro sull’organigramma della squadra, suggerendo soluzioni e additando presunti colpevoli, perché la prospettiva di collaborazione era nel lungo periodo. Questo aspetto (ad di là dei risultati della pista) con Hamilton non potrà comunque accadere.
Lewis Hamilton saluta i tifosi della Ferrari nel primo giorno di pilota del Cavallino
Foto di: Davide Cavazza
Lewis sa che le sue chance sono legate a questa Ferrari, allo staff tecnico che ha disegnato la monoposto che sarà svelata il prossimo 19 febbraio e che ha già iniziato il lavoro sul progetto 2026. La sua scommessa fatta a Natale 2023 (quando la Scuderia aveva concluso il mondiale dietro anche la ‘sua’ Mercedes) è diventata più solida nel corso del 2024 con la crescita evidente della squadra su molti fronti. Una traiettoria iniziata nel 2023 che prosegue su basi gettate ben prima dell’arrivo di Hamilton e che nel lungo periodo ha in Leclerc il suo punto fermo.
Lewis dovrà immergersi in questa Ferrari il più in fretta possibile, John Elkann gli ha offerto la possibilità di poter scrivere gli ultimi due capitoli della sua carriera vestito di rosso, e dati alla mano, la chance più ghiotta sembra essere proprio il 2025.
Tra un anno, alla vigilia di un ciclo tecnico rivoluzionario, di certezze ce ne saranno molte meno. Non è detto che dal mazzo Hamilton non peschi ancora la carta vincente come gli riuscì nel 2014, ma proprio come accadde undici anni fa, non ci sarà alcuna avvisaglia sui valori in campo prima di vedere le monoposto in pista. La puntata, nel 2026, sarà al buio e preannuncerà il sipario sulla carriera del pilota più vincente di sempre.
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