F1 | Domenicali e Ben Sulayem scrivono al Governo per chiedere garanzie sui GP
Il presidente e CEO di F1 e il massimo esponente FIA hanno chiesto al Governo Italiano delle risposte: Domenicali vuole garanzie sul rispetto degli impegni presi con il rinnovo del GP d'Italia, mentre Ben Sulayem auspica che resti l'autonomia dello sport dalla politica con la "cacciata" di Sticchi Damiani e le nuove elezioni dell'ACI.
Tifosi sotto il podio di Monza
Foto di: Ferrari
L’Italia vuole mantenere i due Gran Premi di Formula 1? Il 2025 non è in discussione essendo Monza e Imola nel calendario, mentre il futuro può sembrare meno certo. La domanda, però, è lecita perché in parlamento è in approvazione il Decreto Emergenze che punta a considerare decaduto il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, perché il disegno di legge vuole estendere i limiti di mandato anche agli enti pubblici che sono federazione sportiva: l’ACI, infatti, rappresenta l’ASN italiana alla FIA.
Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI talia. applaude Charles Leclerc vittorioso a Monza
Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images
Nel Decreto Emergenze, in discussione nelle Commissioni Bilancio e Ambiente, si vuole rendere retroattiva la norma per far decadere Sticchi Damiani, al suo quarto mandato, mentre il vincolo è di non superare il terzo.
Il 12 febbraio l’Assemblea dell’ACI dovrà indire nuove elezioni del Presidente e poi ci saranno 45 giorni per la presentazione delle candidature. Il provvedimento ha messo in allarme sia Liberty Media, promotore della F1, che la FIA, la Federazione Internazionale.
Stefano Domenicali, CEO F1 con Mohammed Ben Sulayem, Presidente FIA
Foto di: Mark Sutton
Stefano Domenicali, presidente e CEO di F1, ha scritto una lettera a tre esponenti del Governo Meloni (Matteo Salvini, ministro dei trasporti e delle infrastrutture; Giancarlo Giorgetti, ministro dell’economia e delle finanze, e Andrea Abodi, ministro dello sport, per chiedere garanzie sugli impegni che sono stati presi e sottoscritti da Sticchi Damiani “…che ci ha sempre messo la faccia”.
Il timore è che il cambio di gestione possa portare a dei ritardi nell’avvio dei lavori che Monza ha sottoscritto e finanziato, ma in attesa di un nuovo presidente eletto, Sticchi Damiani non sarebbe abilitato che ad agire per l’ordinaria amministrazione. Giuste, quindi, le preoccupazioni di Domenicali: “Ho bisogno di garanzie che i lavori di Monza possano essere eseguiti nei tempi, rispettando le clausole del contratto”, ha detto a Motorsport.com.
Il rinnovo di Monza per sei anni è stato firmato il 27 novembre, un mese dopo la conferma di Sticchi Damiani, a conferma che il dirigente pugliese non è garanzia solo degli aspetti finanziari, ma anche per le capacità organizzative.
Si è mosso anche Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA, che ha scritto nei giorni scorsi una lettera direttamente al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché venga rispettata l’autonomia dello sport dalla politica.
I vertici del Motorsport mondiale si sono mossi e ora si attenderanno delle risposte dalla politica italiana. Da un punto di vista giuridico Sticchi Damiani, che potrebbe fare ricorso alla sua decadenza, pare abbia buone possibilità di spuntarla, ma solo dopo una lunga battaglia legale. Che ne sarà nel frattempo della gestione dell’Aci (tanto più che l’Ente da quest’anno è gravato di un “balzello” di 50 milioni di euro da versare all’erario secondo l’articolo 116 della Legge di Bilancio 2025) e dei due GP?
I cordoli tricolori di Monza per il GP d'Italia
Foto di: Erik Junius
I dubbi si allargano anche al WRC: il Rally d’Italia Sardegna non è in discussione quest’anno, ma dovrà essere rinnovato un accordo per il futuro e chi dovrà definire il contratto? Insomma, la politica è chiamata a dare delle risposte molto rapide: le opposizioni hanno presentato un emendamento a difesa della posizione di Sticchi Damiani, ma non ha i numeri per cambiare la situazione. La questione finirà nelle mani di Giorgia Meloni?
Nel frattempo, è lecito chiedersi chi potrebbe essere candidato alla successione di Sticchi Damiani? Si fanno i nomi di tre vicepresidenti: Giuseppina Fusco (AC Roma), Piergiorgio Re (AC Torino) e Ruggero Campi (AC Perugia). A questi tre si potrebbe aggiungere Geronimo La Russa (AC Milano) che la questione Monza la conosce nei dettagli.
L’ACI, in quanto federazione sportiva, ha bisogno di non entrare in una fase di conflittualità che potrebbe far esplodere un mare di guai se dovesse entrare in una fase di paralisi. La F1 può contare molte candidature di Paesi che ambiscono a entrare nel calendario: sarebbe paradossale che l’Italia fosse costretta a uscire dal Circus per le guerre interne. Si potrà trovare una soluzione condivisa?
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