F1 | Antonelli: "Se saremo competitivi, come spero, vorrei vincere i primi GP"
Il bolognese è consapevole che il cambio delle regole può essere un'opportunità per emergere dopo un anno di apprendistato: "La potenza è impressionante: l’aumento della parte elettrica ha reso l'accelerazione più brusca, la senti molto di più. La batteria non dura moltissimo e si sente il minore carico aerodinamico. Ma ci divertiremo".
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W17
Foto di: Mercedes AMG
Per Kimi Antonelli la rivoluzione tecnica che ha cambiato la Formula 1 rappresenta una grande opportunità. La sua seconda stagione nel Mondiale si apre con premesse molto interessanti: gli obiettivi sono ambiziosi, ma poggiano su una buona base finora molto solida, e soprattutto, su una consapevolezza diversa rispetto a dodici mesi fa.
La pressione non è aumentata, al massimo si è trasformata. Ora per Kimi tutto è più familiare: il suo gruppo di lavoro, la vita nel paddock, le dinamiche della Formula 1. Il 2025 è stata una lunga lezione di apprendimento, probabilmente la più importante della sua giovane carriera, e tornerà utile sotto molto aspetti.
A diciannove anni Antonelli impressiona per calma e capacità analitica, è passato solo un anno dall’esordio di Melbourne, ma per lui è stato un periodo intensissimo, vissuto ad una velocità che non ha nulla a che vedere con il ritmo della vita ordinaria. Sono trascorsi vent’anni dall’ultima vittoria in Formula 1 di un pilota italiano, un digiuno troppo lungo che potrebbe finire presto, aprendo a una nuova storia molto più gratificante e prestigiosa.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W17
Foto di: Mercedes AMG
Le tue prime impressioni dopo i test di Barcellona. Come è andata?
“È stato un test molto positivo, abbiamo percorso tanti giri. La squadra ha fatto un grandissimo lavoro perché, sin dal filming day di Silverstone siamo riusciti a girare con continuità, ed anche a Barcellona non abbiamo avuto grossi problemi. Detto questo, è ovviamente difficile dire dove siamo rispetto agli avversari, non si conoscono i carichi di benzina, né le modalità di motore utilizzate, quindi è impossibile farsi un’idea chiara dei valori in campo. Posso però dire che le sensazioni che mi ha trasmesso la macchina sono state positive, e non vedo l'ora di essere in Bahrain”.
Cosa è cambiato in termini di guida?
“La potenza è impressionante, soprattutto perché l’aumento della parte elettrica ha reso l'accelerazione più brusca, la senti molto di più. La batteria non dura moltissimo proprio per la quantità di potenza che eroga e la capienza non è sufficiente per garantire la spinta per tutto il rettilineo. Così quando la potenza elettrica cala progressivamente, la macchina tende a plafonare o, in alcuni casi, anche a ridurre la velocità. Questo aspetto è inedito per tutti i piloti, ma credo che sarà più o meno accentuato a seconda delle tipologie dei circuiti. Dipende tutto dalla lunghezza dei rettilinei, in quelli corti utilizzi meno batteria e quindi arrivi ad approcciare la curva ad una velocità più bassa, mentre dove ci sono rettilinei molto lunghi si sfrutta tutta la batteria e arrivi molto più forte al punto di staccata. Di conseguenza, anche i riferimenti possono cambiare da curva a curva”.
Si sente il minor carico aerodinamico?
“Sì, soprattutto nelle curve veloci. In quelle lente il calo di downforce è compensato dalle dimensioni minori della monoposto e dal peso ridotto, alla fine ho avuto una sensazione migliore rispetto allo scorso anno, nonostante il carico sia minore. Il discorso cambia nelle curve veloci, lì la differenza si sente molto, ma siamo appena all'inizio del nuovo regolamento tecnico e mi aspetto una progressione importante in termini di performance già nel corso dell’anno. Ci sarà un'evoluzione significativa”.
Quanto è cambiata la frenata?
“Con meno carico è più facile bloccare le ruote anteriori. Ma c’è anche un tema legato all’aerodinamica attiva, in particolare all’ala anteriore. Bisogna stare attenti perché se il profilo non si chiude abbastanza velocemente, quando vai sul pedale del freno ti ritrovi con le gomme bloccate. A Barcellona abbiamo fatto delle prove per capire quanto velocemente si chiudesse l’ala anteriore, se sarà giudicata troppo lenta, gli ingegneri cercheranno di rendere la chiusura più veloce. L’obiettivo è avere una finestra un po' più ampia in fase di frenata, in modo da non essere così esposti al rischio di bloccaggio”.
Chi ti ha impressionato di più nei test di Barcellona?
“Red Bull. Mi riferisco soprattutto alla power unit, visto che si tratta del primo motore realizzato da quella struttura. Sono riusciti a percorre molti chilometri e anche la Racing Bulls ha girato con continuità; considerando che è la loro prima power unit, invece hanno fatto un grandissimo lavoro. Anche Ferrari è andata molto bene nei test, a livello di affidabilità hanno completato un bel numero di chilometri. McLaren ha avuto qualche problemino, però la monoposto sembra andare molto bene, e a livello aerodinamico sembra davvero ben fatta”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W17
Foto di: Mercedes AMG
Cosa sarà diverso per te nella stagione che sta per iniziare rispetto a quella d’esordio?
“Ho avuto un po' di tempo per riflettere sulla stagione passata ed è stata un’analisi che mi è servita molto. I motivi per cui alcune cose non sono andate bene e altre sì ora mi sono chiari. Mi sono fissato degli obiettivi per la stagione 2026, e rispetto a dodici mesi fa so cosa mi aspetta, conosco di più questo mondo e poi…sono veramente carico. Non vedo l'ora di tornare in pista in Bahrain ma poi, soprattutto, di essere in pista a Melbourne. Il nuovo regolamento ci offre una grandissima opportunità”.
Puoi dirci qualcosa sugli obiettivi che ti sei posto?
“Ogni volta che scendi in pista l’obiettivo è sempre lo stesso: essere il migliore, essere più veloce e questo include, ovviamente, vincere. Il nuovo ciclo tecnico non ha solo modificato le monoposto, ma anche la guida, e io la vedo come un’opportunità. Se saremo competitivi, come al momento sembra, l’obiettivo sarà vincere le mie prime gare in Formula 1 e magari lottare per il mondiale. Non sarà facile perché ho un compagno di squadra molto ostico, ma allo stesso tempo credo che faremo belle cose insieme”.
Rispetto a dodici mesi fa non devi più gestire gli impegni scolastici e hai preso casa. Anche questi sono cambiamenti importanti...
“Mi sono trasferito da un mese, sto imparando a fare il ‘casalingo’, dalle lavatrici alle pulizie! Diciamo che è stato un bel un bello step, ero abituato a vivere con i miei genitori e non dovevo fare nulla di tutto questo. Però da un lato mi piace, è casa mia, ci tengo che sia in ordine. Mia madre mi sta ancora aiutando, ma credo che tra un po'mi dirà… ora arrangiati! Quindi devo imparare in fretta”.
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