F1 | Ferrari consistente: l'affidabilità c'è, può crescere la gestione della PU
Hamilton davanti a tutti dopo lo shakedown di Barcellona non è il motivo di vanto per la Scuderia, anche se è stata una buona iniezione di fiducia per una squadra che deve cancellare le delusioni del 2025. La SF-26 ha mostrato una grande affidabilità dei sistemi: ora è necessario trovare la migliore integrazione nella gestione dell'ibrido.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Ferrari
Due Ferrari al primo e al quarto posto dopo cinque giorni di shakedown a Barcellona con in mezzo la Mercedes di George Russell e la McLaren del campione del mondo Lando Norris. La squadra del Cavallino porta Lewis Hamilton, il pilota più discusso dell’inverno, in testa alla tabella dei tempi, senza aver cercato le prestazioni, ma semplicemente avendo montato un treno di gomme soft. E poi basta guardare il sorriso di Charles Leclerc che il quarto tempo lo aveva siglato in mattinata, quando la pista di Montmelò era meno prestazionale, per capire che a Maranello sperano davvero di aver voltato pagina.
Siamo solo alla fine di gennaio, ma sembra che sia trascorso un anno da quando la deludente SF-25 è andata in pensione. Siccome i tempi, non vanno considerati, ma presi con le molle, ci sono altri aspetti a dare fiducia ad un ambiente che deve ritrovare l’entusiasmo per guardare al campionato 2026.
La rossa ha bene impressionato perché la distanza percorsa è stata semplicemente impressionante: oltre 2 mila chilometri senza guai, 440 giri pari a oltre sei GP e mezzo, vale a dire un quarto della stagione di 24 gare. Se a questo aggiungiamo il bottino della power unit 067/6 che ha raccolto anche con Haas e Cadillac dati in 895 giri, pari a 13 GP e mezzo è evidente che la prima, grande, paura è stata scongiurata.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Ferrari
Chi aveva posto dei dubbi sull’affidabilità del motore ha dovuto ricredersi, perché solo la Mercedes è riuscita a fare meglio del Cavallino: la power unit curata da Enrico Gualtieri ha marciato sempre come un orologio svizzero...
“È stata una settimana davvero piacevole e produttiva – ha ammesso Hamilton -. È stato fatto un gran lavoro durante l’inverno, sia personalmente sia da parte di tutto il team, ed è positivo vedere questo impegno riflesso nel chilometraggio completato senza rilevanti intoppi. C’è ancora molto da imparare e tanto lavoro da fare, ma l’atmosfera all’interno della squadra è buona e vedo tutti molto concentrati”.
Ora inizia un lavoro molto importante con l’analisi dei dati e la verifica della correlazione con la galleria del vento e il simulatore. La SF-26, pur nella versione basica, ha dato la sensazione di essere una macchina sincera, alla quale i due piloti hanno avuto la possibilità di adattarsi abbastanza in fretta, nonostante il carico aerodinamico sia molto inferiore rispetto al 2025 e richieda una guida molto diversa al recente passato.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Ferrari
L’aspetto complesso di questo progetto tutto nuovo guidato da Loic Serra è la comprensione di come deve essere ripartita l’energia per tirare fuori dalla vettura tutto il potenziale che c’è. E la sensazione è che la Mercedes al momento disponga di una power unit con una gestione dell’endotermico e dell’elettrico più integrata con strategie più evolute di quanto non abbiano al momento a Maranello.
La dimostrazione? La McLaren apparsa al terzo giorno di test, subito alle prese con qualche problema che ha limitato la consistente presenza in pista, nel terzo giorno ha cominciato a provare le prime modifiche di assetto perché la gestione della power unit di Brixworth consente di velocizzare la conoscenza.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Ferrari
Molto importante, quindi, sarà il lavoro che deve essere fatto in questi giorni nel Reparto Corse: l’analisi dei dati e la comprensione della macchina dovrà intrecciarsi con le prime evoluzioni che si vedranno nei prossimi test. La Ferrari, alle spalle non ha un grande gruppo industriale che può mettere a disposizione del team l’enorme conoscenza acquisita nell’area dell’elettrico, per cui deve sviluppare le proprie strategie.
Il punto di partenza sembra buono e questo dà una grande carica alla Scuderia che ha eseguito alla perfezione il programma di lavoro che si era costruita. Anche chi vaticinava possibili ritardi sui piani ha dovuto ricredersi: a Maranello stanno procedendo secondo i passi previsti, mentre abbiamo potuto vedere altre squadre in palese difficoltà nell’entrare nella nuova era della F1 agile.
La Barcellona per lo più bagnata ha dato indicazioni utili alla scoperta dell’affidabilità dei sistemi, ma non delle prestazioni: vedremo in Bahrain come si delineeranno le gerarchie...
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