F1 | Leclerc: "Test positivi, oggi abbiamo iniziato anche a spingere ed è andata bene"
La Ferrari chiude tre giorni di test con buon chilometraggio e segnali incoraggianti sull’affidabilità, completando anche il programma fissato. Leclerc è soddisfatto: oggi ha iniziato a spingere per capire meglio la nuova vettura e la gestione dell’energia. I dati raccolti saranno fondamentali per la correlazione in vista del Bahrain.
Tre giorni di test per valutare l’affidabilità della vettura e iniziare a comprendere come sfruttarla al meglio anche nella gestione della Power Unit. L’obiettivo reale di questa prima uscita stagionale a Barcellona era accumulare il maggior numero possibile di giri e, al netto del tempo perso martedì per la pioggia, la Ferrari ha registrato un buon chilometraggio.
Anche nel turno di questa mattina Charles Leclerc ha completato circa ottanta giri prima di cedere il volante al compagno di squadra Lewis Hamilton, che ha portato avanti il lavoro nel pomeriggio senza incorrere in particolari problemi di affidabilità. Esattamente ciò che il Cavallino si aspettava da questi test.
Parlando del lavoro svolto oggi, il monegasco ha spiegato di aver iniziato a spingere un po’ di più rispetto ai giorni precedenti per valutare le reazioni della vettura, seguendo un approccio simile a quello adottato ieri dalla Mercedes nel suo ultimo giorno. Un passaggio fondamentale, perché aumentando la velocità in ingresso e in percorrenza di curva può cambiare anche il comportamento della monoposto, soprattutto nei tratti più rapidi.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Ferrari
“È andata bene anche stavolta. Abbiamo seguito il nostro programma, abbiamo fatto tutto ciò che volevamo fare e abbiamo anche spinto un po’ di più, il che è stato piacevole per capire un po’ il limite di questa macchina e conoscerla meglio. Quindi sì, sono contento perché ancora una volta abbiamo portato a termine il nostro programma e fatto tutto ciò che avevamo previsto”.
Nel complesso, Leclerc ha tracciato un bilancio positivo dei test, nonostante il tempo perso il primo giorno sul bagnato, quando la Rossa è stata l’unica, insieme alla Red Bull, a scendere in pista. Ciò non toglie che, in realtà, un po’ di esperienza sul bagnato possa tornare sempre utile, sia per capire come gestire la Power Unit in condizioni di bassa aderenza, sia per testare l’aerodinamica attiva parziale.
Inoltre, con le gomme da bagnato la vettura tende a risultare più alta da terra a causa del diverso disegno dello pneumatico. Pur non essendo il focus della giornata di martedì, raccogliere qualche dato anche su questo aspetto può rivelarsi utile nel lungo periodo, offrendo un primo riferimento da integrare poi anche al simulatore.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Ferrari
“È stato un test positivo. Ovviamente il primo giorno è stato complicato, perché guidare sul bagnato in quelle condizioni non era semplice, soprattutto con una macchina completamente nuova, un sistema completamente nuovo. Assicurarsi che tutto funzionasse correttamente in quelle condizioni era molto difficile, ma credo sia stata un’esperienza molto utile e preziosa in vista di eventuali sessioni sul bagnato durante un weekend di gara”, ha commentato Leclerc.
“Almeno avremo già quel riferimento, che è una cosa positiva. E gli ultimi due giorni sono stati buoni. Ancora una volta, tutti i test che volevamo fare, tutto ciò che avevamo in mente, lo abbiamo fatto. E ora l’ultimo pomeriggio con Lewis, in cui spero riusciremo a completare le ultime cose che volevamo provare, e poi inizieremo a concentrarci sul Bahrain”.
Concluse le prove di Barcellona, i piloti torneranno ora a Maranello non solo per preparare i test del Bahrain tra due settimane, ma anche per analizzare nel dettaglio quanto raccolto in Spagna. Inizierà così il lavoro più approfondito di comparazione, anche sul fronte aerodinamico e meccanico, tra i dati in pista e i modelli sviluppati al simulatore negli ultimi mesi.
La speranza, naturalmente, è che i dati combacino subito, ma le indicazioni raccolte sia qui in Spagna sia tra due settimane in Bahrain saranno utili per affinare il modello del simulatore, avviando anche lo studio degli assetti per estrarre qualcosa in più sul fronte delle performance. Il fatto stesso di potersi già concentrare su quest’area indica che, sul piano dell’affidabilità, i primi riscontri sono incoraggianti.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Formula 1
“La prossima settimana sarò a Maranello per tutta la settimana, lavorando ovviamente sull’analisi dei dati del test, molta simulazione e l’inizio della preparazione per il Bahrain. Faremo un paio di prove e, soprattutto, credo che la parte più importante sarà la correlazione: ora che abbiamo guidato la macchina reale, andremo al simulatore per confrontare e cercare di renderlo il più simile possibile a ciò che abbiamo sentito in pista, così da arrivare in Bahrain con un buon riferimento”.
C’è infatti ancora molto da imparare sul funzionamento di queste vetture e sul comportamento della nuova Power Unit: quando entra in fase di ricarica, come gestire al meglio l’energia, dove intervenire sulla frenata senza compromettere troppo l’ingresso in curva.
Non a caso, nei primi test qualche pilota ha riscontrato delle difficoltà in frenata, complice un MGU-K più aggressivo che ora tenta di recuperare più energia rispetto al passato. Sono tutte aree in cui i prossimi test saranno fondamentali per capire dove intervenire e come regolare al meglio il sistema, com’è naturale con un progetto così diverso dal precedente ciclo tecnico.
“ È un momento entusiasmante per la Formula 1, con così tanti cambiamenti che noi piloti dobbiamo adattarci, le squadre devono adattarsi e dobbiamo trovare il modo di massimizzare quello che ora è il nostro nuovo pacchetto. Soprattutto con questa gestione dell’energia, che è molto più importante rispetto al passato. Quindi sì, c’è entusiasmo, ma oltre a questo non molto altro: siamo ancora agli inizi. Non vedo l’ora di capire cosa impareremo in Bahrain e per ora restiamo concentrati su noi stessi".
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