F1 | McLaren MCL40: piccoli guai hanno fatto perdere tanto tempo
Neil Houldey, direttore tecnico engineering della McLaren, fa il punto della situazione dopo lo Shakedown di Barcellona. Tanto lavoro sulla raccolta dati per la correlazione tra pista e simulatore, sull'aerodinamica. Ma qualche intoppo di troppo per piccoli problemi.
Lando Norris, Mclaren
Era una delle monoposto più attese, perché difendere due titoli iridati conquistati è sempre un'impresa non facile. Vincere è difficile, ripetersi lo è ancora di più e la McLaren, questo, lo sa bene. Anche per questo si è presentata allo Shakedown andato in scena a porte chiuse sul tracciato del Montmelò con una monoposto, la MCL40, che ha rubato subito l'occhio per alcune scelte ardite e già visibili ad occhio nudo.
McLaren ha approcciato il test di Barcellona come un vero e proprio shakedown. L'obiettivo dei primi due giorni è stato accumulare chilometri e raccogliere tanti dati, ma alcuni inconvenienti hanno rallentato il programma del team britannico.
Neil Houldey, direttore tecnico dell'engineering di McLaren, ha fatto il punto alla fine dei tre giorni di test a cui ha preso parte il team di Woking. "Nei primi due giorni ci siamo limitati a preparare la macchina, a renderla pronta. Quindi forse ci siamo sentiti un po’ in ritardo. Nel primo e nel secondo giorno non siamo riusciti a percorrere il chilometraggio che volevamo".
"Piccoli inconvenienti, problemi minori che però ci hanno tenuto fermi ai box parecchio tempo. Ma sì, nell’ultimo giorno siamo riusciti a far scendere in pista entrambi i piloti, entrambi hanno completato molti giri senza alcun problema. Quindi, dopo ore e ore di lavoro, giornate molto lunghe, ce ne andiamo soddisfatti del risultato".
I tanti giri fatti da quasi tutti i team hanno forse nascosto l'aspetto principale dello Shakedown catalano. Ossia quanto fossero nuove monoposto e power unit (soprattutto dal punto di vista dell'energia elettrica e del suo impiego nel corso del giro). Su questo, ma anche sulle novità tecnico-regolamentari si è soffermato il team diretto da Andrea Stella, con le prove e la messa a punto delle modalità delle ali a baso e alto carico, ma anche la "partial mode" dell'aerodinamica attiva da utilizzare quando la pista è umida e il direttore di gara consentirà di usufruirne.
Lando Norris, McLaren
Foto di: McLaren
"Abbiamo cercato di fare il più possibile al simulatore, ma non c’è niente come essere in pista e lavorare con Mercedes-Benz per trovare la soluzione migliore che ci dia il miglior risultato sul circuito", ha proseguito Houldey. "Quindi gran parte delle approvazioni si è concentrata lì. E poi, ovviamente, la modalità rettilineo o straight mode, la modalità curva. Anche qui si tratta di validare tutto: è tutto nuovo per noi, capire il modo migliore di utilizzarle è stata una parte importante di ciò che abbiamo cercato di fare questa settimana".
Tre giorni di test e così tanti chilometri fatti sono serviti alla raccolta dati. Questi saranno analizzati a Woking e anche inseriti al simulatore per ottimizzare la correlazione tra virtuale e la pista. Un esercizio necessario per il prosieguo dei test e della stagione, ma anche per i piloti, che potranno così preparare meglio i fine settimana di gara.
"C’è tantissimo materiale da riportare al simulatore. Possiamo migliorarne il realismo perché i piloti hanno ora guidato la macchina vera, quindi possiamo sviluppare il simulatore in modo più efficace.
Abbiamo svolto molto lavoro aerodinamico, stiamo facendo alcune verifiche dei flussi in questo momento, e questo sarà davvero utile per gli aerodinamici per continuare a sviluppare la vettura e capire dove si trovano le opportunità.
"Abbiamo scattato tantissime foto delle macchine degli altri. Anche questo è utile: vedere cosa hanno fatto gli altri ti dà qualche idea in più sulle direzioni di sviluppo future. Abbiamo davvero fatto il pieno di lavoro e abbiamo ancora tantissimo da fare nella prossima settimana, prima di presentarci in Bahrain con una vettura più veloce e più affidabile rispetto a quella che avevamo qui", ha concluso il direttore tecnico dell'engineering della McLaren.
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