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F1 | Caso motori: si discutono le proposte per evitare i reclami al primo GP

Lo shakedown di Barcellona avrebbe confermato in pista la superiorità della power unit Mercedes. I costruttori stanno discutendo con la FIA quali interventi potrebbero essere possibile per trovare un compromesso che eviti un inizio di campionato con polemiche e reclami.

Mercedes W16, dettaglio tecnico

Mercedes W16, dettaglio tecnico

Foto di: Erik Junius

La questione motori resta un argomento spinoso prima dell’avvio della stagione 2026 a Melbourne. Nikolas Tombazis, responsabile tecnico della FIA per l’area monoposto, ha fatto capire che il caso legato al rapporto di compressione della power unit Mercedes che a caldo potrebbe arrivare a valori superiori al 16:1 fissato dalle norme dovrebbe essere definito prima che parta il nuovo ciclo regolamentare in Australia con il rischio che si cominci con dei reclami. 

"Non vogliamo assolutamente che il campionato inizi e le persone interpretino i regolamenti in modi leggermente diversi – ha spiegato Tombazis -. Credo sia giusto dire che ci sono aree in cui le regole non sono chiare a tutti. L’obiettivo principale è assicurarsi che la questione venga risolta in modo definitivo e assoluto prima della prima gara, in modo da non avere ulteriori discussioni. Vogliamo fare chiarezza seguendo tutti i processi di governance esistenti, poi se qualcuno vorrà protestare saranno affari suoi. Stiamo ancora lavorando su quale potrà essere la soluzione”. 

Lo shakedown di Barcellona, da prendere con le pinze perché ovviamente nessuno ha cercato le prestazioni, ha dato comunque delle indicazioni: escludendo Audi e Honda che hanno accusato dei problemi di gioventù, gli altri motoristi hanno collezionato chilometri importanti, scongiurando i timori che avevano caratterizzato l’avvio dell’era ibrida nel 2014: la Mercedes ha totalizzato con tre squadre 1.134 giri, la Ferrari è arrivata a 991 sempre con tre team e la Red Bull Powertrain Ford ha raccolto dati in 624 tornate con le due strutture cugine. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W17

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W17

Foto di: Mercedes AMG

La domanda che è lecito farsi è: quale vantaggio può nutrire la Stella con un rapporto di compressione del 6 cilindri endotermici che si spinge oltre il 16:1? Le indicazioni raccolte indicano quei due decimi che erano stati calcolati in modo puramente teorico.  

La FIA aveva dato l’ok alla soluzione Mercedes che alle verifiche a temperatura ambiente risponde ai vincoli normativi, ma Honda, Ferrari, Audi e pare anche RBPT, vogliono garanzie di legalità. Enrico Gualtieri, capo dei motoristi del Cavallino, era stato chiaro: “Stiamo ancora affrontando l'argomento insieme alla FIA. C’era stata una riunione tecnica e ne avremo un’altra nei prossimi giorni. Quindi l'argomento è ancora sul tavolo. Confidiamo fermamente che la questione venga gestita nel modo corretto, esaminando le procedure e la governance previste dal regolamento”. 

E allora ci si domanda quali possono essere gli interventi che potrebbero mettere tutti d’accordo. Inserire un sensore in camera di combustione sarebbe la cosa più facile, ma per introdurre questa “novità” serve l’unanimità delle squadre ed è facile pensare che non si trovi l’accordo.  

Qualcuno, in attesa di decisioni, avrebbe presentato alla FIA delle richieste sull’interpretazione di alcune zone grige del regolamento. L’opzione sarebbe di intervenire sul motore endotermico per ridurre il gap da Mercedes prima della verifica delle potenze fissata dall’ADUO al sesto GP in calendario. E magari la “rincorsa” dovrebbe essere concessa al di fuori dei vincoli di spesa. Pare che a Maranello non sarebbero contrari a questa possibilità, ma è difficile che ci possa essere un via libera. 

Un’opzione potrebbe essere “penalizzare” la portata energetica del carburante Petronas che fornisce Mercedes, in modo da tentare una parificazione prestazionale, ricorrendo a una soluzione che ricorda quella che aveva condizionato pesantemente la Ferrari nel 2019 introducendo un secondo flussometro FIA, in attesa che la Federazione Internazionale approvi con l’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) la possibilità di intervenire sulle power unit. Ma come si misurerebbe il teorico vantaggio della Stella non disponendo di dati certi? 

Sul tavolo ci potrebbe essere anche una terza via: chiedere a Brixworth un’autocertificazione nella quale si metta per iscritto che l’unità rispetta il regolamento in ogni condizione di utilizzo. 

Aspettiamo di capire quale sarà la decisione finale della FIA considerando che ci sono posizioni non conciliabili su una questione che rischia di spaccare il paddock ancora prima che si accendano i motori per la stagione 2026. Probabilmente si dovrà trovare una posizione di compromesso, ma difficilmente potrà soddisfare tutti... 

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