F1 | Piastri: "MCL40? Ci sono buone cose e altre che dobbiamo proprio cambiare"
Oscar Piastri fa il punto dopo i tre giorni di test a Barcellona. Tanto lavoro aerodinamico e sulla comprensione della power unit e dell'energia portata dal KERS. Alcune cose, però, dovranno essere già riviste.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: McLaren
Per vedere all'opera la McLaren MCL40 abbiamo dovuto attendere il terzo dei 5 giorni di Shakedown a Barcellona, perché la futura papaya - nei test tutta nera per l'occasione - ha avuto una gestazione più lunga rispetto ad altre già pronte nei giorni precedenti.
L'attesa è stata ripagata da tante soluzioni concettuali proposte dalla monoposto che dovrà difendere i due titoli iridati vinti dalla McLaren nel 2025. Una vettura affatto conservativa. Anzi, molto curata in ogni minimo dettaglio. Un buon modo di iniziare la stagione.
Com'è normale che fosse, anche il team diretto da Andrea Stella ha iniziato a prendere confidenza con le novità quali l'aerodinamica attiva e la nuova MGU-K da 350 kW, oltre alle Pirelli dalle nuove dimensioni e all'aerodinamica che lavora in modo diverso da quella vista sulle vetture a effetto suolo.
Oscar Piastri, tra i due piloti di Woking, è stato forse il meno ermetico quando si è trovato a parlare di come ha trovato la MCL40 in pista.
"Mi sembra di aver trovato un buon ritmo e di essere riuscito a iniziare a capire com’è davvero la macchina, il che è stato bello. Abbiamo già provato alcune cose per vedere come possiamo migliorarla e cose del genere. Ma sì, stiamo semplicemente provando, sai, a farla girare in diverse configurazioni e con impostazioni diverse per capire come si comporta in vista del weekend di gara. Nel complesso, penso sia stata una mattinata piuttosto positiva".
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: McLaren
Uno degli aspetti principali è la comprensione quanto più profonda possibile dell'utilizzo della nuova power unit. Ciò significa non solo il comportamento del V6, che nasce dall'architettura dei motori che hanno girato fino alla fine del 2025, quanto al KERS, che dovrà fare a meno della MGU-H e dare la spinta energetica ulteriore all'unità termica.
"C’è ancora sicuramente molto da imparare, soprattutto per quanto riguarda la power unit. Sai, capire come sfruttarla al massimo e come andare più forte possibile, in pratica. Quindi ci sono ancora molte cose da imparare da quel punto di vista. Però penso che abbiamo iniziato a capire alcuni dei problemi, alcune delle limitazioni, alcune delle cose che sono semplicemente diverse rispetto all’anno scorso, sia per la power unit sia per la macchina".
"Perché ovviamente la macchina in sé ha decisamente meno carico aerodinamico rispetto a quella che avevamo l’anno scorso. Quindi abituarsi a questo e alle sensazioni che ne derivano è stata la cosa principale su cui abbiamo iniziato a lavorare".
Riguardo le aspettative rispettate a Barcellona, Piastri si è detto soddisfatto. E' chiaro, però, che diverse cose dovranno essere valutate e, alcune di queste, cambiate per rendere la MCL40 migliore già per i test di Sakhir.
"Ci siamo preparati bene per girare a Barcellona. Non abbiamo avuto grosse sorprese riguardo a come guidare o dal punto di vista di come funziona la power unit e cose del genere. Credo che fosse importante valutare che tutto funzionasse secondo le aspettative, ma credo che il team sia stato in grado di fare tanta preparazione nel corso di questa settimana in vista dei prossimi test".
"Sono sicuro che dovremo rivedere delle cose che hanno funzionato come ci aspettavamo. Altre, invece, non lo hanno fatto. Altre ancora dobbiamo proprio cambiarle".
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