F1 | Simulazione MegaRide: a Spa quest'anno si sacrifica il secondo settore guidato
La pista belga che, è la più lunga del calendario, richiede un carico aerodinamico medio basso e con le monoposto agili è preferibile privilegiare i tratti veloci. Le gomme sono sottoposte a carichi laterali molto forti per cui la Pirelli ha scelto le mescole di mezzo della gamma (C2, C3 e C4).
Grafico MegaRide, GP del Belgio
Foto di: MegaRide
Tra i boschi delle Ardenne la Formula 1 torna su uno dei suoi palcoscenici più spettacolari e selettivi. Spa-Francorchamps ospita questa settimana il Gran Premio del Belgio, penultimo appuntamento prima della pausa estiva e banco di prova capace, come pochi altri, di mettere alla in evidenza velocità, tecnica e coraggio.
Silverstone ha rilanciato la Ferrari
Nell’ultimo Gran Premio ha vinto a sorpresa la Ferrari, che ha piazzato Leclerc sul gradino più alto del podio e Hamilton in terza posizione, sfavorito da un pit stop in regime di safety car.
Secondo gradino per George Russell che, nonostante una gara anonima, è riuscito a massimizzare tutte le opportunità offerte dalla corsa: il problema tecnico subito dal compagno di squadra Antonelli, che non ha concluso in zona punti, e il ritiro di Verstappen nelle tornate finali, hanno tolto dalla gara due importanti protagonisti.
Proprio il ritiro di Max ha acceso nuove polemiche. Lo stop è arrivato in seguito a un cedimento all’ala posteriore rotante della Red Bull, che aveva mostrato i propri limiti tecnici anche in Austria. La Federazione Internazionale, appellandosi alla sicurezza, sta avviando controlli proprio sulle soluzioni adottate, finora, soltanto da Red Bull e Ferrari, scatenando vivaci reazioni da parte dei tecnici di Maranello.
Grafico MegaRide, GP del Belgio
Richiesto un carico medio-basso
Il circuito di Spa-Francorchamps, incastonato tra le foreste delle Ardenne, è una delle piste più iconiche e tecnicamente sfidanti dell’intero Mondiale di Formula 1. È il tracciato più lungo del campionato ed è caratterizzato da lunghissimi rettilinei alternati a curvoni ad alta percorrenza.
Il setup ottimale richiede un carico medio-basso per sfruttare al massimo i lunghissimi rettilinei, come quello del Kemmel, e non risultare troppo vulnerabili ai sorpassi durante la gara, sacrificando così il secondo settore, che richiederebbe un carico maggiore per ottimizzare i velocissimi curvoni.
La forte variazione altimetrica Eau Rouge–Raidillon, affrontata ad alta velocità, produce un marcato incremento del carico verticale sulla vettura, dovuto alla combinazione tra accelerazione inerziale e deportanza aerodinamica. Il setup deve quindi garantire un adeguato controllo dei movimenti verticali della vettura, attraverso rigidezza delle sospensioni, smorzamento e altezza da terra, evitando che il fondo arrivi a contatto con l’asfalto.
Considerando gli elevati livelli di energia trasmessi agli pneumatici dalle alte velocità, dai carichi verticali e dalle sollecitazioni laterali, Pirelli ha selezionato per il weekend le tre mescole centrali della gamma 2026: C2, C3 e C4. La scelta mira a bilanciare prestazione sul giro, resistenza al degrado e varietà strategica.
Grafico MegaRide, GP del Belgio
Stress termico alto per i carichi laterali
Le analisi degli ingegneri di MegaRide evidenziano l’elevato stress termico agente sugli pneumatici, generato soprattutto dagli elevati carichi laterali delle curve veloci del tracciato.
Particolarmente critiche sono le curve 2, 3 e 4, Eau Rouge–Raidillon: tre curve concatenate in salita, che si affrontano in pieno e sottopongono il pilota e gli pneumatici a carichi laterali e verticali altissimi, con picchi anche di 5 g.
Da gestire anche il settore centrale, quello più tecnico e ricco di curve veloci, che sollecitano a lungo gli pneumatici con elevati carichi laterali. Pouhon, curve 10 e 11, è il punto critico di questo settore.
Attenzione anche ai carichi longitudinali, meno preponderanti ma comunque presenti, come nell’ultima chicane prima del rettilineo di arrivo, la Bus Stop. Qui la trazione è fondamentale per ottenere un’uscita ottimale e sfruttare al massimo il rettilineo del traguardo.
L’usura attesa, come a Silverstone, è molto elevata, sia per gli elevati carichi laterali sia per la notevole abrasione dell’asfalto. Leggermente più sollecitati gli pneumatici di sinistra, a causa del maggior numero di curve a destra.
I sorpassi non sono un problema
Anche qui il tema dell’usura e della gestione delle coperture sarà importante: su un circuito così lungo, sbagliare il timing di un pit stop potrebbe causare grandi perdite di tempo.
Non mancano, però, le possibilità di sorpasso, soprattutto grazie ai lunghissimi rettilinei presenti e a una gestione dell’energia che potrebbe portare, come già visto in altre gare, a sorpassi anche in punti impensabili.
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