F1 | Ceccarelli: "Le rotture dell'ala mobile non condizioneranno Max, ma l'olandese si guarda intorno"
Secondo Riccardo Ceccarelli, mental coach di Formula Medicine, l'olandese non avrà riflessi negativi sulle prestazioni dai recenti cedimenti meccanici, ma Verstappen vuole una vettura per lottare al vertice e non vuole diventare un comprimario. Cerca garanzie in Red Bull, altrimenti sarà sul nercato.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Paul Foster
Con che spirito Max Verstappen andrà a Spa-Francorchamps, la pista che più ama che è anche il suo tracciato di casa? L’olandese è reduce da due bruttissimi incidenti causati da cedimenti meccanici. Tanto nelle qualifiche in Austria, quanto nelle fasi finali della gara di Silverstone, il quattro volte campione del mondo è finito fuori pista per la mancata chiusura dell’ala mobile posteriore.
Un pilota può cancellare più facilmente dalla memoria un proprio errore di guida o una rottura della macchna? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Ceccarelli, mental coach e titolare di Formula Medicine”.
“Si tratta di due brutti episodi, ma non penso che Max entrerà in pista a Spa-Francochamps con questo pensiero. Avrà preteso delle garanzie dalla Red Bull che questi incidenti non possano ripetersi, per cui in Belgio avrà la mente pulita. Certo, se ci pensiamo bene, a parte la parentesi iniziale in Toro Rosso, questo è il primo anno in cui l’olandese non ha neanche la minima chance di vincere un GP con la Red Bull”.
“L'anno scorso c’era stata la rincorsa al mondiale che poi è stato vinto di appena due punti da Lando Norris. E, per quanto potesse sembrare una rimonta impossibile, Verstappen ci ha provato, trovando delle motivazioni extra per essere lì davanti. L’abbiamo visto sorridente anche quando ha perso, ma per Max non essere protagonista è frustrante. Al di là degli aspetti dell'affidabilità meccanica, secondo me sta cadendo un po' la fiducia. Se non ci sarà un trend in salita, in miglioramento, ci sarà un calo di credibilità nel team”.
I due incidenti per la mancata chiusura corretta dell’ala mobile, quindi, sono solo delle aggravanti di una situazione difficile...
“Max avrà voluto delle garanzie a costo di tornare ad un’ala più tradizionale. Ma uno come lui che vuole essere vincente si starà guardando intorno. Magari è disposto ad aspettare una reazione della squadra, ma se non ci sarà farà le sue scelte”.
Dettaglio tecnico Red Bull RB22
Foto di: AG Photo
La porta della Mercedes sembra essersi definitivamente chiusa, visto che George Russell resterà a Brackley e anche Mark Webber, manager di Oscar Piastri, ha detto che l’australiano rimarrà ancora alla McLaren...
“È possibile che Verstappen stia facendo una guerriglia interna alla Red Bull per provocare una reazione. Sulla carta sembra un mercato chiuso, ma non credo che uno dei grandi protagonisti del mondiale possa restare fuori dal gioco che conta per troppo tempo. O arriva la ripresa di Milton Keynes o vedremo dei cambiamenti importanti, al di là dei vincoli contrattuali. In F1 ci sono sempre state delle spinte e delle pulsioni forti, anche dal punto di vista di interessi mediatici, di sponsor, e spesso e volentieri si trovano delle soluzioni che poi accontentano tutti”.
La Red Bull oggi è il quarto top team: c’è stato un calo di competitività frutto di uno smembramento delle figure più importanti della squadra: il prossimo in uscita sarà Paul Moneghan, storico capo degli ingegneri di pista a cui farà seguito anche Giampiero Lambiase...
“Vedremo apparire delle voci di mercato per creare pressione, perché l’entourage non resterà a guardare: Verstappen non credo che accetti due anni di anonimato in attesa che scada il contratto. La Red Bull, nonostante il depauperamento delle forze, ci ha abituati a pronte reazioni. Max sentirà la perdita di Lambiase: i due hanno un rapporto di complicità. Lambiase è una persona molto calma e riflessiva, ma sa tenere testa anche a Max. E per un pilota della personalità forte come l'olandese è molto importante avere un ingegnere che ti sa gestire”.
Mark Mateschitz
Foto di: Kym Illman / Getty Images
È da capire se Verstappen stia lavorando all'interno di Milton Keynes anche per provocare un cambiamento nel team. Pare che Mateschitz jr voglia avere un ruolo più decisionale nella squadra...
“È sotto gli occhi di tutti che dopo la morte di Dietrich Mateschitz sia un team in continuo assestamento. Ci sono continue scosse telluriche dal punto di vista tecnico ma anche manageriale: sono andati via Adrian Newey, Christian Horner ed Helmut Marko per citare i più importanti. Sappiamo che quando in un team ci sono molti cambiamenti arriva l'instabilità. E in quella fase di transizione generalmente non arrivano mai grandi risultati”.
“Quando si ricostruisce una squadra in F1 bisogna parlare di un programma triennale. A Milton Keynes sono stati bravi a dotarsi di un motore competitivo già al debutto mostrando la loro capacità di affrontare le nuove sfide, ma la sensazione è che le prestazioni positive recenti siano più il frutto del talento di Max più che del potenziale del team. Sarà interessante capire cosa vorrà fare Verstappen: non lo vedo in... parcheggio per troppo tempo”.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments