F1 | Rischio pioggia: salta il Parco Chiuso con modifiche ad altezze e incidenze ali
La FIA ha approvato una norma del Regolamento Sportivo che abolisce parzialmente il Parco Chiuso se il direttore di gara dovesse dichiarare il "Rain Hazard" due ore prima di Sprint Qualifying o delle Qualifiche. La decisione verrebbe presa se Meeo France dovesse indicare il 40% di rischio pioggia. Ma le modifiche possibili sono limitate...
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Formula 1
Finalmente. La rivoluzione della Formula 1 ha introdotto novità discutibili, ma anche una decisione saggia. Fra le modifiche del Regolamento Sportivo 2026 c’è la possibilità di disciplinare il Parco Chiuso nel caso le previsioni meteo siano di pioggia fra la qualifica e la gara.
Sappiamo che era vietato intervenire sulle monoposto fra la sessione cronometrata e il Gran Premio, se non accettando di partire dalla pit lane. In caso di rischio pioggia abbiamo visto le squadre tirare i dati nella speranza di azzeccare la scelta confidando sulle previsioni di Meteo France, il servizio scelto dalla Federazione Internazionale.
Dopo anni di discussioni, si è arrivati a una modica delle norme che regolano il Parco Chiuso: in caso di “Rain Hazard” la FIA ha deciso che due ore prima del via della Sprint Qualifying o delle Qualifiche del Gran Premio sarà possibile dichiarare il famigerato “Rischio Pioggia” se Meteo France darà un bollettino meteo con una probabilità di pioggia superiore al 40% in qualsiasi fase della garetta o del GP.
Lewis Hamilton, Ferrari SF-26
Foto di: Ferrari
A seguito della dichiarazione del Direttore di gara le squadre avranno la facoltà per intervenire sugli assetti per adattare le monoposto deliberate per l’asciutto alle possibili condizioni da bagnato, senza correre il rischio di dover abbandonare la posizione in griglia di partenza, per scattare dalla Pit lane.
Il vincolo della Parco Chiuso era stato deciso per evitare che i team potessero realizzare delle macchine da qualifica, con parti pensate per l’estremizzazione delle prestazioni nel giro secco. Si trattava di una pratica molto diffusa (si montavano motori con una vita di 300 km), poi cancellata a causa dell’escalation dei costi.
E proprio per evitare che si possa tornare alle degenerazioni di un tempo, le squadre hanno ricevuto dal dipartimento tecnico della FIA un documento (FIA-F1-DOC-080) nel quale si specificano i componenti che possono essere modificati nel dubbio pioggia.
A quanto risulta a Motorsport.com si tratterebbe solo delle altezze da terra e dell’incidenza delle ali. Provvedimenti che non hanno un costo, ma possono migliorare significativamente la sicurezza.
Ricordiamo che con le nuove monoposto agili dotate di fondo piatto molto esteso si potrebbe ripresentare il rischio di aqua-planing, vale a dire quando il fondo inizia a “galleggiare” sulla acqua copiosa e le ruote anteriori possono sollevarsi leggermente perdendo il grip con l’asfalto e la direzionalità della vettura.
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