F1 | Cadillac: la prima vettura si chiama MAC-26 in onore di Mario Andretti
Cadillac ha svelato il nome della sua prima monoposto, "MAC‑26", scelta per rendere omaggio a Mario Andretti che ancora oggi resta nel board del team. La sua eredità culturale guida un progetto che unisce tradizione e ambizione, con il nuovo team statunitense che sa di avere di fronte una lunga salita verso i vertici della Formula 1.
Mario Andretti ha avuto un ruolo decisivo nel percorso di avvicinamento di Cadillac alla Formula 1, diventandone una figura di riferimento al punto da essere nominato nel consiglio di amministrazione, pur senza deleghe esecutive. Una posizione simbolica, ma non marginale: la sua presenza ha contribuito a dare profondità e identità a un progetto che, fin dall’inizio, ha voluto affondare le radici nella tradizione americana delle corse.
La sua esperienza, il suo carisma e la sua storia personale hanno accompagnato le prime fasi della candidatura, fungendo da collante tra l’ambizione industriale di General Motors e la spinta sportiva della famiglia Andretti. Anche quando la struttura si è evoluta, passando sotto la guida di Dan Towriss e Graeme Lowdon, l’impronta di Mario è rimasta come un patrimonio culturale che continua a orientare il progetto.
È in questo contesto che nasce la scelta di dedicare a lui la prima monoposto della squadra, la MAC‑26, un omaggio diretto proprio a Mario Andretti. Per Cadillac significa riconoscere il valore di chi ha aperto la strada e, allo stesso tempo, ancorare il proprio debutto in Formula 1 a una figura che incarna l’essenza del motorsport americano.
Mario Andretti
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
La vettura 2026 è stata infatti battezzata MAC‑26, acronimo di Mario Andretti Cadillac. “Dare alla nostra prima monoposto il nome MAC‑26 riflette lo spirito che Mario ha portato in Formula 1 e la convinzione che un team americano meriti di essere su questo palcoscenico. La sua storia incarna il sogno americano e ispira il modo in cui costruiamo questa squadra ogni giorno”, ha dichiarato Dan Towriss, CEO di TWSG Motorsports e oggi alla guida del progetto.
Andretti ha spiegato di sentirsi onorato nel vedere il proprio nome legato all’arrivo di un nuovo team statunitense in Formula 1, categoria in cui conquistò il titolo nel 1978 con la Lotus. “Le corse sono state la gioia della mia vita. È il massimo dei complimenti che il Cadillac Formula 1 Team consideri quegli anni significativi e meritevoli di essere ricordati con questo onore”, ha raccontato Andretti.
“Apprezzo profondamente l’opportunità di mantenere un legame duraturo con la F1 e sono sinceramente grato a tutti coloro che continuano a riconoscere il mio ruolo nella storia del motorsport”.
Valtteri Bottas, Cadillac Racing
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
In un’intervista concessa a Motorsport.com all’inizio dell’anno, il Team Principal Graeme Lowdon aveva già sottolineato l’influenza di Andretti sul progetto, una figura che, pur avendo scelto di non ricoprire ruoli esecutivi già prima del cambio di proprietà e di guida, resta tuttora un punto di riferimento e un simbolo per la squadra.
Tra le frasi più celebri del campione c'è “Se tutto sembra sotto controllo, significa che non stai andando abbastanza veloce”, una frase che, secondo Lowdon, descrive perfettamente il ritmo frenetico con cui Cadillac ha dovuto costruire la propria struttura di Formula 1 su entrambe le sponde dell’Atlantico.
“È un vero campione. Mi piace molto parlare con lui. Ha l’energia e lo spirito competitivo di un campione. Ci sono state diverse sue frasi a cui ho fatto riferimento lungo il percorso. E credo che molti nel team abbiano fatto lo stesso. È uno che sa come si vince. E alla fine, questo è l’obiettivo di tutte le squadre”, ha detto Lowdon.
Un nome importante per un’impresa che lo è ancora di più: arrivare ai vertici della Formula 1 e avvicinarsi a quel sogno che Andretti realizzò quasi cinquant’anni fa significherà scalare una montagna, ma è proprio in questa sfida che Cadillac vuole misurare le proprie ambizioni.
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