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F1 | Mekies esclusivo: "Con la PU abbiamo scalato una montagna. Max? Ecco dov'è straordinario"

Il team principal di Red Bull Racing si è raccontato a cuore aperto in esclusiva ai microfoni di Motorsport.com. Dal suo insediamento alla realizzazione di una power unit fatta in casa. Dal rapporto di compressione che fa discutere alla nuova coppia piloti 2026 con Verstappen e Hadjar.

Laurent Mekies, Red Bull Racing

Laurent Mekies, Red Bull Racing

Foto di: Michael Potts / LAT Images via Getty Images

A quasi cinquant’anni, Laurent Mekies si ritrova al centro della sfida più complessa della sua carriera. Dal paddock varcato nel 2002 da giovane ingegnere fino al ruolo di amministratore delegato e team principal della Red Bull Racing, il percorso è stato lungo: Minardi, Toro Rosso, FIA, Ferrari, ancora Faenza. Poi, nel luglio scorso, l’eredità più pesante: raccogliere il testimone di Christian Horner.

A Milton Keynes è arrivato in punta di piedi. “Nei primi giorni mi ripetevo continuamente: prenditi tempo prima di farti un’opinione. Non solo sulle persone, ma anche sul modo di lavorare. Sapevo che dopo qualche mese avrei avuto le idee più chiare. Ed è stato così”.

Sei arrivato al timone di Red Bull Racing a metà stagione 2025. Quanto di senti più ‘padrone’ della situazione oggi rispetto a sei mesi fa?
“Ogni giorno che passa ti senti un po' più padrone, semplicemente perché conosci meglio le persone, perché capisci un po' meglio le dinamiche. Come ho detto, mi ero imposto di capire a fondo la realtà Red Bull senza filtrarla attraverso le mie esperienze passate, provando ad aprire la visione il più possibile. E oggi posso dire che la squadra è stata fantastica, erano tutti passati da un cambiamento epocale (l’uscita di Horner) ma sono stato accolto in modo incredibile. Dopo qualche mese, ho capito che il mio compito non è certo quello di cambiare le fondamenta del team, bensì proteggere il suo DNA competitivo: qui si fa tutto ciò che serve per rendere più veloce la monoposto, il resto conta poco”.

Lo scorso anno hai vissuto molto presto la gioia di una vittoria. Quanto hai sentito tuoi quei successi ottenuti nella seconda parte di stagione?
“Non sono ‘miei’, ma questo a prescindere dal mio arrivo a stagione in corso. Siamo duemila persone. Red Bull ha vinto tanto, ma nel 2025 ha avuto un inizio di stagione difficile ed è dovuta passare attraverso un cambiamento profondo. Sarebbe stato facile dire: concentriamoci sul 2026. C’erano tutte le condizioni per voltare pagina e ripartire da un foglio bianco, nuovi regolamenti, il primo motore fatto in casa, un nuovo team principal e altri cambiamenti al vertice”.

Invece…
“Invece è stato fatto esattamente il contrario. Nessuno, ma proprio nessuno, voleva mollare. È lo spirito ‘racing’ di questo gruppo, tutti hanno dato il massimo e da Monza è iniziato un altro campionato, per questo dico, tornando alla domanda iniziale, che il mio ruolo è proteggere questi talenti e garantire loro il miglior ambiente di lavoro possibile”.

Max Verstappen, Laurent Mekies, Ben Hodgkinson, Red Bull Powertrains-Ford tour

Max Verstappen, Laurent Mekies, Ben Hodgkinson, Red Bull Powertrains-Ford tour

Foto di: Red Bull Racing

Passiamo alla vigilia del mondiale che scatterà tra pochi giorni. È difficile, se non impossibile, lanciarsi in pronostici, ma un obiettivo lo avete già raggiunto: l’esordio della vostra prima power unit ha superato tutte le aspettative. Erano previsioni troppo pessimiste?
“Non credo che l’aspettativa fosse sbagliata. Partiamo da un punto cruciale: nella sede dove è stata progettata e realizzata la nostra power unit, poco più di tre anni fa c’era un campo. Non è stata rilevata una precedente struttura, tutto è partito da zero, identificando e assumendo ben 700 persone. È stata allestita la sede, ed il gruppo di lavoro ha dovuto affiatarsi e operare insieme. Quando alle 9:00 di mattina del primo giorno dei test di Barcellona la monoposto è uscita dai box, credo sia stato un momento storico, Va riconosciuto a questo gruppo di lavoro una vera e propria impresa, posso testimoniare che tutti hanno dormito poco concedendosi pochi weekend liberi”.

C’è stata emozione nel box?
“Sì, ma un secondo dopo eravamo già concentrati sui riscontri e sulla strada che ci attende, che resta enorme. Siamo tutti consapevoli che pur potendo contare su un punto di partenza straordinario, ci dobbiamo confrontare con dei colossi del motorsport che possono contare su un’esperienza enorme. Abbiamo scalato la prima montagna, ma ne resta un’altra. Siamo qui a giocarcela, al momento un po' indietro rispetto agli altri tre top team, ma pronti a dare tutto per recuperare”.

Che ruolo ha Ford nel progetto?
“Ford è stato un partner importante fin dal primo giorno. La collaborazione si sta intensificando, hanno competenze nella produzione di componenti complessi molto difficile da trovare, per noi è davvero importante poter contare su una struttura in grado di realizzare le componenti più complesse del motore”.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images

C’è anche un contributo sulla parte ibrida?
“Sì, non solo endotermica. Aggiungo anche che essendo un gigante dell’Automotive, ci offre l’opportunità di poter bussare alla loro porta e chiedere la disponibilità di persone di grande esperienza su alcuni aspetti particolari della power unit. Chi oggi visita la sede di Milton Keynes vede diversi ingegneri che provengono da Ford, e ci rivolgiamo a loro ogni volta che sorge la necessità di trovare un profilo professionale difficile da reperire sul mercato. È un aspetto molto importante”.

Cosa ti è piaciuto finora di questa generazione di monoposto e della vostra in particolare?
“Da appassionato di motorsport non vedo l’ora di osservare l’evoluzione tecnica che vedremo in pista, sia sul lato power unit che sulla monoposto. Siamo alla vigilia di un ciclo di sviluppo più intensi di sempre. è questo l’aspetto che mi affascina di più. Al momento abbiamo visto anche delle criticità, soprattutto sul fronte della ricarica della power unit, ma la storia ci insegna che i team di Formula 1 hanno una capacità incredibile di affrontare e risolvere problematiche, ed è uno degli aspetti più affascinanti di questo sport”.

Quanto cresceranno le prestazioni durante l’anno?
“È difficile quantificare, ma credo che l’evoluzione dalla prima all’ultima gara della stagione sarà tre o quattro volte superiore a quella quello che abbiamo visto la scorsa stagione”.

La power unit della Red Bull

La power unit della Red Bull

Foto di: AG Photo

Max, però, non ha speso parole incoraggianti nel commentare queste monoposto. Credi che i piloti potranno ancora fare la differenza?
“Più di prima, per due motivi. Parto dal primo aspetto: le monoposto sono più lente in curva e più veloci sui rettilinei. Questo vuol dire che sull'arco di un giro un pilota trascorrerà più tempo nelle curve, ovvero dove si fa la differenza. Quindi, banalmente, il ‘grip limited time’ è più alto dell'anno scorso, e il talento del pilota ha più tempo per esprimersi. Punto due: le monoposto e la gestione dell’energia sono più complesse. In questo scenario chi è dentro la macchina può fare ancora di più la differenza rispetto all'anno scorso, ci sarà molto lavoro da fare per estrarre il massimo del potenziale. Non è detto che ad esaltare un pilota siano esattamente le stesse qualità del passato, ma torno al punto precedente, ovvero, siamo all’inizio di questo progetto e ho fiducia nella possibilità di riuscire a rompere le barriere tecnologiche che oggi sembrano insormontabili”.

La FIA è sotto pressione per alcune aree grigie del regolamento. È uno squilibrio di forze tra Federazione e team?
“Non voglio semplificare troppo, ma parlando di regolamenti, più sono restrittivi e più vengono esposti al rischio di zone grigie. Può sembrare banale, ma se scegli un regolamento più aperto, riduci le possibilità di discussioni. Ovviamente non è una ricetta magica, perché ci sono delle controindicazioni. La prima è l’escalation dei costi, ed oggi vorrebbe dire mettere tanta pressione sul budget cap. L'altro rischio che comporta un regolamento meno restrittivo è quello di ritrovarsi con una griglia di partenza molto più ampia in termini di margini. Se si concede più libertà, ci sarà chi sfrutterà meglio quelle aree, e la differenza tra il più e il meno bravo, potenzialmente sarà più grande. Tornando all’altra parte della domanda, non sono convinto che sia una questione di numeri di ingegneri tra FIA e squadre, ma proprio di regolamento. Resto sempre dell’idea che sia importante vietare solo ciò che si è in grado di controllare”.

Che idea ti sei fatto della saga sul ‘rapporto di compressione’?
“Chiediamo chiarezza. Diteci ciò che possiamo fare, poi del resto ci importa poco: è fondamentare avere le idee chiare su cosa si può fare, poi credo che ogni concorrente debba poter arrivare al risultato seguendo il percorso che crede migliore. Questo vale non solo sulla power unit, ma su tutto”.

Max Verstappen, Red Bull Racing, Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Max Verstappen, Red Bull Racing, Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

Da quando sei al timone di Red Bull hai avuto modo di lavorare con Max Verstappen. Che impressione hai avuto?
“Fantastico. Max è il motorsport a 360 gradi, non c'è un solo dettaglio che analizzi. Quello che fa quando è al volante è sotto gli occhi di tutti, ma dall’interno è possibile ammirare una straordinaria sensibilità tecnica e la sua comprensione globale di questo sport, nata, immagino, dall’essere stato immerso in questo mondo da sempre. Ha una visione senza limiti, il suo ruolo non si limita alla guida, è un vero e proprio trascinatore di tutte le persone che lavorano sul progetto, ha un ruolo cruciale nel sistema. È coinvolto in ogni aspetto, quando prendiamo dei rischi, quando ci sono dei fallimenti, in tutte le decisioni. In un cambiamento regolamentare così radicale, è un valore aggiunto enorme”.

Appoggi anche il suo desiderio di impegnarsi in altri scenari come il programma GT3?
“Assolutamente si, ho visto quanta gente ha apprezzato la sua voglia di mettersi in gioco anche in altri contesti, e da appassionato non posso che capirlo. Nel tempo libero ognuno di noi si dedica a qualcosa che lo appassiona, e Max vuole essere in pista, è innamorato di questo sport”.

Quest’anno, tra le novità di casa Red Bull, c’è anche l’arrivo di Isack Hadjar, pilota che hai avuto modo di conoscere lo scorso anno in Racing Bulls. Dopo tanti innesti falliti, credi che abbia le qualità e la personalità per calarsi nel difficile ruolo di compagno di Verstappen?
“Finora ha fatto tutto nel modo corretto, confermando il giusto approccio in termini di impegno e personalità. Si è trasferito subito in Inghilterra, ogni due giorni è nella sede di Milton Keynes e sta vivendo a stretto contatto con la squadra. Tra i due test di Sakhir è tornato sul simulatore, non sta lasciando nulla al caso. Alla vigilia della partenza per Melbourne lo vedo molto bene, sorridente e tranquillo, poi starà a noi creare intorno a lui il giusto ambiente quando arriveranno pressione e aspettative, ma ha personalità e preparazione per fare un buon lavoro”.

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

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