F1 | Max è il Lider Maximo: la pole di Suzuka ha superato le simulazioni!
La 41esima partenza al palo di Verstappen è destinata a restare negli annali delle corse perché l'olandese ci ha messo molto del suo nel regalare alla Red Bull una pole position insperata a Suzuka. Il salto prestazionale fra i due run della Q3 è stato semplicemente mostruoso, trasformandosi in un'impresa storica...
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Prima delle qualifiche l’obiettivo della Red Bull era la seconda fila, l’avversario diretto George Russell, indicato come il l’avversario più temibile per puntare alla terza posizione. Dopo il sesto posto in Q1, Max ha raggiunto quello che era considerato l’obiettivo di giornata al termine della Q2 (1’27”502), terza posizione a tre decimi e mezzo da Norris (1’27”146).
Un gap troppo grande per sperare in qualcosa di più, per credere di poter dare fastidio al tandem ‘papaya’. Il primo segnale di qualcosa di grande è arrivato nel primo ‘run’ della Q3, concluso da Verstappen in seconda posizione limando ben due decimi e mezzo al suo tempo precedente (1’27”278) ma sempre a due decimi dal miglior tempo ottenuto da Piastri (1’27”052).
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Era atteso il ritorno al vertice di Norris, puntualmente arrivato con l’ultimo set di gomme soft grazie al primo giro sotto il minuto e ventisette secondi percorsi sul circuito di Suzuka: 1’26”995. A questo punto ha preso forma l’impresa, Verstappen si è lanciato con l’ultimo set di gomme soft limando 0”076 nel primo settore, 0”108 nel secondo e 0”110 nel terzo, risultato: 1’26”983, pole position.
Un tempo ritenuto impossibile nelle simulazioni fatte dalla Red Bull, ed il primo a rendersene conto è stato l’ingegnere Gianpiero Lambiase. “Questo è folle, Max, è folle!”. Verstappen ha esultato come non aveva fatto a Suzuka 2022, quando conquistò il suo secondo titolo mondiale, ed anche Christian Horner ha fatto fatica a trovare le parole: “Pure class, Max, pure class”.
Non è la prima volta che Verstappen si conferma in grado di andare oltre la monoposto che guida. Ci ha messo anni a mettere a tacere i suoi ultimi detrattori, e lo ha fatto a suon di imprese, come quella che ha regalato agli appassionati di motorsport oggi sul circuito di Suzuka.
In una Formula 1 digitale che vive di programmazione, la variabile umana che siede nella monoposto continua ad avere un peso, e nel caso di Verstappen è tale da fare la differenza tra una buona giornata ed una trionfale. Era accaduto lo scorso anno in Brasile così come oggi in Giappone. Ci sono giornate in cui il cronometro non consente sempre di mettere a fuoco il valore aggiunto di questo pilota, ma basta parlare con il personale della Red Bull per farsi un’idea.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: David Mareuil - Anadolu - Getty Images
“Sappiamo che Max è il migliore al mondo e guida da numero uno - ha commentato Horner – è stato uno dei giri migliori della sua carriera, nessun dubbio”. “Mi sono divertito molto – ha confessato Verstappen – sono stato molto impegnato in ogni curva, e in alcuni punti non ero certo di riuscire a tenere la macchina. È stato davvero bello e sì, per me ma anche per la squadra. Ho ottenuto altre pole position molto belle, ma quest’anno non abbiamo iniziato la stagione nel migliore dei modi, ed anche questo weekend non è stato certo in discesa. Diciamo che questa pole position è stata decisamente inaspettata, e questo la rende molto speciale”.
Tornato ai box, meccanici e ingegneri lo hanno accolto con abbracci e pacche sulle spalle. Il rispetto che Verstappen si è conquistato nelle dieci stagioni in Red Bull è totale, non solo ai piani alti (per Helmut Marko è di fatto un figlio) ma anche in coloro che lavorano nel team, in tutte le posizioni. È l’immagine di un leader, percepito da tutti per ciò che è, un grande valore aggiunto in grado di fare la differenza.
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