F1 2026: come i cerchi tornano a essere elemento di prestazione
Gli 11 team di F1 hanno potuto disegnare cerchi adeguati alle esigenze delle rispettive monoposto e potranno influire non poco sulle prestazioni degli pneumatici gestendo il calore che deriva dai freni.
George Russell, Mercedes
Foto di: AG Photo
Dopo lo Shakedown di Barcellona e il primo test pre-stagionale di Formula 1 che si è tenuto la scorsa settimana a Sakhir, in Bahrain, uno dei temi che non è stato nemmeno sfiorato da addetti ai lavori e appassionati è quello delle gomme.
Da sempre gli pneumatici giocano un ruolo determinante nelle prestazioni delle monoposto e quest'anno, con l'introduzione del nuovo regolamento tecnico, la F1 è tornata a permettere ai team di realizzare i propri cerchioni. Dal 2022 al 2025, ovvero la prima era dei 18 pollici, sono stati standard per evitare che potessero rappresentare un tema prestazionale. Da quest'anno, invece, torneranno a giocare un ruolo fondamentale in coabitazione con le gomme Pirelli.
La Casa italiana, fornitrice unica di pneumatici per la Formula 1, ha realizzato una gamma di coperture più piccole e strette rispetto a quelle utilizzate sino ad Abu Dhabi 2025. Questo porterà inevitabilmente ad avere pressioni differenti al via e durante il loro esercizio durante gli stint di gara. Ma i team potranno gestirne le prestazioni proprio grazie la realizzazione e l'introduzione dei nuovi cerchi.
"Quest'anno vedremo probabilmente un aumento delle pressioni sugli pneumatici proprio per via delle dimensioni di questi. Sono più piccoli e hanno bisogno di più aria per funzionare", ha dichiarato Mario Isola in un'intervista esclusiva a Motorsport.com.
"E' tutto riferito a quanto il pneumatico si schiaccia. Devi mantenere lo schiacciamento entro un certo livello. Lo puoi fare con la rigidezza della costruzione e quanta aria ci metti dentro. Secondo i dati forniti dai team abbiamo fatto i calcoli. Noi forniamo pressioni minime al via, ma anche le pressioni stabilizzate negli stint di gara, ma c'è un altro elemento da tenere in considerazione: i cerchi".
I copricerchi nel filming day Audi
Foto di: Audi
I cerchi, dunque, tornano a essere un elemento prestazionale grazie al trasferimento di calore tra i freni e i cerchi stessi. Questo consentirà di lavorare su temperature e pressioni delle gomme, aiutando non poco il warm up dello pneumatico su piste fredde, ma anche per raffreddare lo stesso su piste più severe dal punto di vista di carichi e asfalto.
"I cerchi non sono più quelli standard che abbiamo avuto fino allo scorso anno. I team hanno potuto disegnare i propri e sappiamo dal passato quanto il trasferimento di calore tra freno e cerchio sia stato importante, soprattutto quando erano di 13 pollici, per far lavorare i pneumatici alla temperatura e alla pressione che volevano i team. In alcuni casi portare calore al pneumatico aiutava il warmup su piste fredde o a bassa severità, In altri casi raffreddare il pneumatico portava un vantaggio di usare pressioni più basse.
"Alla fine dell'era dei cerchi 13 pollici avevamo trovato squadre che addirittura erano riuscite ad avere pressioni stabilizzate più basse di quelle che avevano alla partenza proprio per il lavoro di gestione del calore che avevano fatto attraverso i cerchi e al trasferimento di calore tra freno e cerchio".
Attualmente quanto i cerchi possano rappresentare un fattore non è ancora chiaro. I team non hanno ancora sfruttato appieno la potenza delle rispettive monoposto e i dati non sono reali. Sebbene lo spazio tra freno e cerchio sia maggiore con l'adozione di quelli a 18 pollici, i team dovrebbero riuscire a gestire il passaggio di calore, rendendoli vere e proprie armi prestazionali.
"Questo elemento è ancora sconosciuto. Ora lo spazio tra freno e cerchio è maggiore rispetto a quello che avevamo con i cerchi da 13 pollici, ma ci sarà comunque un lavoro dei team per gestire questo calore, perché si trasforma in prestazione, lì si può trovare davvero prestazione. Terremo monitorato questo aspetto", ha concluso Isola.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments