F1 | Red Bull: miracolo Max, ma è migliorata anche la RB21
Verstappen ha dato una prova del suo essere fuoriclasse in Giappone, ma sarebbe ingeneroso non registrare anche la crescita della RB21 dopo che è stata rivoluzionato il setup che era stato sbagliato al simulatore. Il team di Milton Keynes ha scaricato l'ala posteriore, mentre le McLaren sono rimaste con maggiore incidenza.
Red Bull RB21, Suzuka, dettaglio tecnico
Foto di: Giorgio Piola
Max Verstappen è un mostro. Si inventa la pole position in Giappone e mette le basi a una strepitosa vittoria che è la quarta di fila a Suzuka. L’olandese è solo ad un punto da Lando Norris nel mondiale piloti dopo tre gare, segno che il quattro volte campione del mondo è una spina nel fianco delle McLaren. Nessuno si permette di discutere il valore dell’olandese, un pilota che ha acquisito tanta autorevolezza con prestazioni “impossibili”, tanto da riuscire a nascondere il valore della macchina.
Se dovessimo giudicare la Red Bull dal fresco compagno di squadra, Yuki Tsunoda, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Il giapponese si era candidato a un podio al debutto con la RB21 ed è finito fuori dai punti, fallendo l’obiettivo per cui è stato nominato dopo soli due GP al posto di Liam Lawson (deludente anche sulla Racing Bulls). Yuki al simulatore aveva provato la macchina "sbagliata", facile da guidare ma anche poco prestazionale. Nel team di Milton Keynes hanno ribaltato nella notte prima delle qualifiche tutte le regolazioni e Verstappen ha estratto, da una monoposto finalmente "giusta" ma difficile, la magia per siglare la pole per 12 millesimi di secondo. Non sorprenda, quindi, se Tsunoda si sia perso, perché per le mani aveva una F1 diversa da quella che aveva conosciuto.
È evidente che nel team di Horner e Marko si lavora per una vettura sola, perché Super Maxè l'unico che riesce a tirare fuori tutto il potenziale da una macchina che, per essere competitiva, deve essere nelle mani di un fuoriclasse.
Dunque, fatta la premessa su Max, è giusto domandarsi quanto valga davvero la RB21 che ha vinto il primo GP alla terza uscita. La Red Bull si è presentata in Giappone avendo sbagliato i “compiti a casa”: il lavoro di delibera della monoposto al simulatore è stato sbagliato, perché era inspiegabile come mai le modifiche portate a Suzuka non funzionassero, mentre in galleria del vento avevano dato risultati incoraggianti per ridurre il distacco dalla McLaren.
Red Bull RB21: ecco il cofano motore con le branchie chiuse a Suzuka
Foto di: Giorgio Piola
Lo staff di Pierre Waché ha avuto il coraggio di ribaltare l’assetto della vettura sia dal punto di vista meccanico (è stato rivoluzionato il bilanciamento dei pesi) che aerodinamico. La Red Bull, infatti, ha scaricato l’ala posteriore dopo aver introdotto un nuovo cofano motore disegnato per migliorare l’efficienza aerodinamica. Sono sparite completamente le branchie per lo sfogo del calore ai lati del bazooka, mentre in coda la carrozzeria si è stretta intorno al supporto dell’ala posteriore, cercando di ridurre la resistenza all’avanzamento, facendo lavorare meglio i profili posteriori.
I tecnici al venerdì hanno capito che l’ala portata era troppo carica e, dopo un’accurata verifica al simulatore nella notte fra venerdì e sabato, hanno deciso di sceglierne una versione più scarica alla ricerca delle velocità massime, potendo contare su un buon carico aerodinamico, perché le McLaren avevano scelto invece una configurazione più sicura, ritenendo che le MCL39 avrebbero comunque monopolizzato la prima fila con Lando Norris e Oscar Piastri.
Red Bull RB21: gli sfoghi del calore prodotto dalla power unit Honda nei primi due GP
Foto di: Giorgio Piola
Il capolavoro inventato da Max in Q3, invece, ha scombussolato i piani di Andrea Stella. Se Verstappen fosse andato al comando, come è accaduto, sarebbe stato complicato sorpassare per le vetture papaya per due valide ragioni: primo, non c’era degrado di gomma, nonostante domenica ci fossero temperature più fresche di 10 gradi dopo la pioggia del mattino e un asfalto green; secondo, con un solo punto di attacco con il DRS, servivano 0”7-0”8 di differenza prestazionale per tentare un sorpasso (fonte Andrea Stella) e le McLaren non avevano quel margine per riuscirci. Ragione per cui non è stato dato un ordine di squadra per consentire a Piastri di provare un attacco su Verstappen.
La McLaren MCL39 ha scelto un'ala posteriore più carica della Red Bull
Foto di: Mohd Rasfan - AFP - Getty Images
È chiaro che c’è stata una concatenazione di eventi che ha permesso all’olandese di vincere il 64esimo GP, ma non è emerso quanto in effettio stia crescendo la Red Bull. La nostra sensazione è che a Milton Keynes abbiano trovato la strada dello sviluppo, cosa che finora non è riuscita alla Ferrari. E il campionato sta prendendo una dimensione facilmente leggibile dei reali valori in campo…
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