F1 | Marko incorona Max: "Setup migliorato, ma solo lui poteva vincere così"
Il consulente della Red Bull ha analizzato la gara giapponese della Red Bull, divendendo la vittoria su due fronti: da una parte il fatto di essere riusciti a migliorare il setup della RB21 rispetto al venerdì aiutando Verstappen ad avvicinarsi al limite e, dall'altra, l'importanza di avere un pilota che possa fare la differenza come l'olandese.
Max Verstappen ha portato a casa la sua prima vittoria stagionale in un weekend speciale, quello in cui la RB21 si è presentata con un vestito speciale, una livrea bianca e rossa dedicata al motorista Honda in quello che sarà l’ultimo Gran Premio “di casa” insieme prima dell’addio a fine stagione.
Una livrea speciale per una performance speciale, perché durante questo weekend l’olandese è salito in cattedra facendo la differenza esattamente nei momenti critici, come al sabato, dove ha poi costruito di fatto la vittoria di oggi. La pole è stato infatti l’elemento fondamentale per mantenere la track position su un tracciato che ne fa un aspetto cruciale, dato che ci sono diverse curve veloci e una sola zona DRS.
L’aver potuto comandare la corsa dettando il ritmo voluto, nonostante la McLaren avesse dalla sua un passo potenzialmente migliore, mantenendo le due MCL39 costantemente in aria sporca e limitando le opportunità di avvicinarsi, ha rappresentato la chiave del successo a Suzuka, soprattutto se si aggiunge il fatto che la gomma dura non abbia dato problemi di degrado sul finale.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Solo la media ha mostrato qualche criticità sul finale del primo stint, quando Verstappen aveva tentato di rispondere a Norris e i suoi pneumatici si stavano surriscaldando, ma è stato proprio quella la fase in cui McLaren ha richiamato Oscar Piastri dando il via alla sequenza di pit stop.
L’aspetto cruciale è però stato quello di aver resistito ben 53 giri senza commettere alcun errore, senza alcuna sbavatura, il che può sembrare semplice nel momento in cui si guida la corsa, ma che diventa complicato quando alle tue spalle hai due rivali che potrebbero approfittarne rientrando in zona DRS. È proprio lì che non ti puoi permettere la minima sbavatura.
“No, solo lui [avrebbe potuto vincere così]. Incredibile, 53 giri senza errori e anche tatticamente, appena Norris è arrivato vicino alla zona DRS ha tolto due decimi. Incredibile”, ha raccontato Helmut Marko alla fine del GP quando li è stato chiesto se qualche altro pilota avrebbe potuto vincere questa gara.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
La McLaren realisticamente aveva una vettura più rapida oggi, ma il fatto di essere rimasti bloccati dietro così vicini in una gara dove vi è stato pochissimo degrado, uno degli elementi su cui la RB21 può ancora migliorare, non ha permesso di mostrare totalmente il potenziale di qualche decimo più rapido di quello che si è poi effettivamente visto.
Dall’altra parte, Red Bull ha giocato le proprie carte su una pista che, in realtà, sulla carta si addiceva molto alla RB21, sebbene i soliti problemi di inizio weekend per le discrepanze tra tracciato e simulatore l’avessero fatta partire con il piede sbagliato. Nella nottata tra venerdì e sabato, sfruttando quanto già imparato in pista, Red Bull è riuscita a trovare una direzione di assetto efficace, mentre poi Verstappen ha aggiunto quel qualcosa in più che sono i Campioni sanno dare.
“La macchina, fortunatamente, è migliorata sul fronte dell'assetto. E Max è stato incredibile: 53 giri senza errori e assolutamente al limite”, ha aggiunto Marko, che è sempre stato ottimista sulla possibilità che la Red Bull riesca a trovare quella chiave necessaria per sistemare la vettura e sbloccare quel potenziale che il team è certa che ci sia, ormai da un anno a questa parte, ma che raramente è riuscita a sbloccare dati i limiti della ridotta finestra di funzionamento.
“Mancano ancora 21 gare. Sarà una sfida combattuta, ma dobbiamo migliorare la nostra macchina, questo è chiaro”.
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