F1 | Verstappen ciclopico, la McLaren si è arresa pur essendo più competitiva
Il GP del Giappone la squadra leader dei due mondiali lo ha perso al sabato con la pole di Max in qualifica. Norris e Piastri non avevano un margine di sette-otto decimi necessari a fare un sorpasso all'olandese a Suzuka con una pista che non ha dimostrato usura delle gomme per creare un gap prestazionale.
Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Ora Verstappen spaventa la McLaren. Dopo essersi confermata la macchina da battere nelle prime tre gare stagionali, il team Papaya si ritrova leader nelle classifiche mondiali ma con un margine di un singolo punto tra Norris e Max. Dopo il capolavoro consegnato sabato in qualifica, Verstappen ha concesso un bis pennellando alla perfezione anche i 53 di gara che gli sono valsi la prima vittoria del 2025. Max ci ha messo molto del suo, nessuno si è sottratto alla celebrazione della sua performance, ma per riuscire nell’impresa di battere il tandem McLaren tutto si è dovuto incastrare alla perfezione.
In partenza Verstappen è stato impeccabile, ma nell’arco di pochi giri si è capito che le due papaya in termini di ritmo ne avevano di più. Non tanto, però, da riuscire a provare anche un solo singolo attacco alla leadership. “Avevamo un ritmo che ci ha consentito di tenere Lando fuori dalla zona DRS – ha spiegato Christian Horner – Max è stato molto veloce in curva 11 e all’uscita dell’ultima chicane, due punti chiave per tenere la McLaren a distanza di sicurezza”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mario Renzi - Formula 1 - Getty Images
“Era qualcosa che sapevamo fin dall'inizio – ha confermato anche Andrea Stella - su questa pista servono 7-8 decimi di vantaggio in termini di prestazioni per poter sorpassare. Normalmente questo gap può arrivare ad un certo punto della corsa se fai un buon lavoro con la gestione delle gomme, ma con il nuovo asfalto di Suzuka non possiamo più considerarlo un circuito ad alto degrado”.
In effetti la gara si è confermata molto atipica sul fronte pneumatici. Nessun allarme, nessun team radio di invito alla cautela, anzi, gli ingegneri hanno dovuto ribadire ai piloti che potevano spingere senza pensare al degrado. Con il set di medie montato al via Antonelli ha percorso ben 31 giri, e praticamente tutte le monopsto hanno superato la distanza prevista prima del via. L’unica eccezione è stata Russell, tornato ai box per passare alle hard dopo 19 tornate (per motivi strategici e non di performance) e proprio George ha fornito indicazioni al resto del gruppo.
Lando Norris davanti a Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Peter Fox - Getty Images
Era abbastanza chiaro che l’undercut non avrebbe offerto possibilità di sorpasso, visto che il guadagno era di circa un secondo, ma in casa McLaren avendo due monoposto dietro il leader hanno pensato anche alla possibilità ‘overcut’. Un po' a sorpresa, dopo il pitstop di Piastri (giro 20) Norris ha seguito Verstappen in pitlane la tornata successiva, smentendo chi aveva previsto un run più lungo di Lando. “Abbiamo visto con Russell che le hard andavano subito in temperatura – ha spiegato dopo la gara Stella – a quel punto non aveva senso puntare sull’overcut, ci sarebbe solo costato tempo”.
Il pitstop simultaneo è stato il momento i cui Lando e Max sono stati più vicini, complice anche una sosta non molto veloce della Red Bull. “Avevamo un turn over di due membri della squadra addetta alle soste – ha spiegato Horner – e non è mai facile sostituire queste figure senza pagare qualcosa”. Mantenuta la leadership, Verstappen ha chiuso la pratica. “Non c’è stata nessuna variabile – ha ammesso Stella – le gomme sono state efficienti fino alla fine, abbiamo visto i giri più veloci nelle ultime tornate”.
Nell’ultimo stint con gomme hard Piastri è sembrato avere più ritmo di Norris, suggerendo lo scenario di un possibile scambio di posizioni per permettere ad Oscar di insidiare Verstappen. “Lando stava facendo un po' di elastico – ha poi spiegato Stella - cercando di raffreddare un po' le gomme per poi spingere nei giri successivi. Ha provato ad avvicinarsi a Max con il massimo slancio, ma era difficile. Ripeto, senza 7 o 8 decimi di vantaggio qui non si passa”. Ovvero, secondo Stella neanche Piastri avrebbe avuto chance.
La gara, di fatto, si è decisa nelle qualifiche di sabato, laddove Verstappen ha determinato l’esito del weekend. “Sono sicuro che i nostri due piloti sono stati i primi a capire che i loro giri di qualifica non sono stati i migliori della loro carriera”, ha commentato Stella, parole molto diverse da quelle utilizzare da Horner per spiegare la pole di Max: “Perfetto al millimetro!”.
La Red Bull non si nasconde, sa che in questo momento la McLaren può contare su una monoposto più performante, ma il cantiere è aperto, ed i primi risultati sono stati quelli di concedere a Verstappen una vettura con la quale Max può pensare di costruire imprese. Non sarà possibile ovunque, i pochi millesimi che sabato hanno fatto la differenza non saranno sempre a suo favore, ma i ‘papaya’ sanno di dover far tutto alla perfezione per poter allungare la striscia dei loro successi di tappa. Se poi la RB21 sarà in grado di equiparare la performance della MCL39, allora per la McLaren la paura del dopo Suzuka potrebbe diventare panico.
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