F1 | Mercedes-McLaren, stessa PU ma risultati diversi: ecco quali sono le differenze
I due team condividono la stessa power unit, ma i risultati nelle qualifiche di Melbourne sono stati assai diversi. Andrea Stella spiega le differenze che intercorrono tra McLaren e Mercedes tra software, grip in curva e deportanza.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
La domanda è banale: se la superiorità confermata nelle qualifiche di Melbourne dalla Mercedes è dovuta soprattutto alla power unit, perché le due McLaren sono in terza fila dietro una Red Bull e una Mercedes? Lando Norris e Oscar Piastri dispongono dello stesso motore utilizzato da George Russell (come previsto, d’altronde, dal regolamento, che non permette l’omologazione di due specifiche differenti di power unit) ma la gestione e lo sfruttamento via-software sono un lavoro che ogni squadra gestisce in modo autonomo.
È un’opportunità che il regolamento concede ad ogni team, ma soprattutto nella fase iniziale di un ciclo tecnico, è innegabile che il gruppo di lavoro che ha realizzato la power unit abbia una conoscenza più approfondita del progetto, a tutto vantaggio del suo utilizzo nel modo più efficiente. Nelle qualifiche disputate oggi ad Albert Park, Piastri ha accusato da Russell 0”239 nel primo settore, 0”371 nel secondo e 0”252 nel terzo. I grafici telemetrici confermano un vantaggio da parre di Russell in tutti i tratti rettilinei, soprattutto nella seconda parte degli allunghi. C’è chi ha ipotizzato anche una scelta migliori dei rapporti della trasmissione, ma Andrea Stella ha descritto più nel dettaglio l’analisi fatta nel briefing McLaren.
“Come potete immaginare è stato uno dei punti chiave del nostro debriefing post-qualifica. Dobbiamo capire come sfruttare al meglio queste power unit perché, come possiamo vedere, questo sposta parecchio tempo sul giro. Sotto certi aspetti, lasciatemi dire, è una buona notizia, perché è emerso che molto margine a disposizione se si sfruttano correttamente il sistema di controllo e la programmazione. Quindi c'è molto tempo sul giro a disposizione”.
George Russell, Mercedes
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Stella ha sottolineato che si tratta pur sempre della prima qualifica in assoluto disputata con questi motori. “È stato un passaggio importante per farci un’idea: finalmente abbiamo girato tutti nelle stesse condizioni, e questo ci ha permesso di capire diversi aspetti. Da questo punto di vista, essere un team cliente non ti mette certamente in una posizione di vantaggio, ma non c’è nulla che abbia a che fare con l’hardware, bensì con il modo migliore per sfruttarlo. Stiamo entrando in una nuova era della Formula 1 in cui tanti fattori diventano essenziali, ad esempio come si usa l'energia nel rettilineo precedente, per avere il massimo sfruttamento nel rettilineo successivo, e di questi fattori ce ne sono diversi. Siamo davanti ad un nuovo linguaggio e anche un nuovo modo di pensare”.
Quanto affermato da Stella è sotto gli occhi di tutti. Nel rilevamento della velocità sulla linea del traguardo Russell è risultato solo quindicesimo, ma nel rettilineo dopo curva 2 la sua velocità è stata di gran lunga la migliore. “Dobbiamo imparare alcune cose sulla power unit – ha ammesso Stella - ma è anche vero che la Mercedes non è solo veloce in rettilineo. Ci sono alcune curve in cui possiamo competere con loro, ma in altre sono più veloci. Quindi credo che al momento Mercedes stia facendo un lavoro migliore nello sfruttare la power unit, ma anche in termini di grip generale in curva”.
“Immagino che questo abbia a che fare in particolare con il livello di deportanza – ha concluso il team principal - quindi per la McLaren ci sono due obiettivi chiari. Uno è lavorare insieme ai nostri partner HPP per ottenere maggiori prestazioni dalla power unit, ma allo stesso tempo dobbiamo migliorare le prestazioni aerodinamiche della vettura perché dobbiamo andare più veloci anche in curva. Quello che stiamo vedendo è che ogni volta in cui miglioriamo il rendimento della power unit, in qualche modo tutto funziona meglio, anche in curva”.
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