F1 | Norris duro: "Regole sbagliate. Siamo passati dalle migliori vetture di sempre alle peggiori"
Il britannico della McLaren non ha nascosto tutto il suo disappunto per un regolamento che non lo convince dal punto di vista del piacere di guida, data la necessità di tenere sempre sotto controllo cosa accade sulla vettura, al punto da deconcentrarsi. I piloti sono d'accordo che le regole non funzionino, ma tutto è in mano ai costruttori.
Dalla sessione di qualifiche di Melbourne ci sono due elementi che Lando Norris fatica a mandare giù: il distacco di oltre otto decimi dalla Mercedes, dotata della medesima Power Unit, e delle macchine che sembrano avergli tolto il piacere di guidare una Formula 1. Un tema su cui già molti suoi colleghi si erano espressi nelle scorse settimane e su cui ora, anche l’inglese, è intervenuto a gamba tesa.
La scelta di ripartire equamente la potenza tra motore termico ed elettrico ha messo la Formula 1 di fronte a una sfida enorme, soprattutto perché a supporto di una rivoluzione così marcata mancano alcuni elementi che sarebbero stati fondamentali: l’MGU‑H, che avrebbe garantito una gestione più efficiente dell’energia, e una batteria più capiente, che però avrebbe fatto lievitare quel peso minimo che la FIA, al contrario, ha cercato di ridurre.
Su questo fronte, Melbourne è probabilmente una delle piste peggiori per inaugurare la nuova era tecnica della Formula 1: un tracciato ricco di tratti veloci e con poche curve utili alla ricarica mette infatti in evidenza quei limiti in modo ancora più marcato. Non sorprende, quindi, che oggi i piloti siano tornati a esprimere posizioni piuttosto forti sul tema, tra cui anche Norris.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
“Penso che tutti sappiano quali siano i problemi. È semplicemente il fatto che è un compromesso al 50-50 e non funziona. La modalità rettilineo significa che ti porti dietro un sacco di altri problemi. Deceleri così tanto prima delle curve che devi sollevare ovunque per assicurarti che la batteria sia al massimo”, ha detto il pilota della McLaren.
In effetti, qui a Melbourne si è visto molto lift and coast prima delle staccate: a quelle velocità così elevate, il tempo sul giro è determinato più dalla resistenza aerodinamica che dalla potenza pura. Per questo può diventare addirittura vantaggioso perdere qualche km/h alla fine dei rettilinei per ricaricare la batteria da utilizzare nei tratti successivi. Capire come sfruttare al meglio tutta questa energia diventa quindi la sfida più complessa.
“Ma se hai troppa energia nella batteria, sei fregato lo stesso. È complicato, ma è quello che abbiamo. Non è una bella sensazione per un pilota, ma sono sicuro che George starà sorridendo, quindi alla fine non importa più di tanto. Devi solo massimizzare quello che gli stai per dare”.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
E questo, in fondo, è il punto cruciale. Il sistema di gestione dell’energia impara da ciò che fa il pilota, mentre il pilota deve a sua volta interpretare ciò che sta facendo il sistema. Si crea così un circolo vizioso, ed è proprio per questo che Norris non ha visto il detrito lasciato in pista da Andrea Kimi Antonelli durante la Q3: lo ha colpito perché era… concentrato sul volante.
“Passo tanto tempo a guardare il mio volante. È per questo che non vedo i detriti: devo guardare la velocità che avrò alla fine del rettilineo e capire se devo frenare 30 metri prima o 10 metri dopo. È anche questo il problema. Devi guardare il volante ogni tre secondi per capire cosa succederà, altrimenti finisci fuori pista”, ha detto Lando, che ha poi dato un giudizio netto su questa nuova F1 facendo un paragone con l'anno passato, per quanto sia vero che, in realtà, i piloti non hanno mai davvero gradito la rigidità delle vetture a effetto suolo.
“Siamo passati dalle migliori vetture mai costruite in F1, le più piacevoli da guidare, probabilmente alle peggiori. Fa schifo, ma devi conviverci e, come ho detto, massimizzare ciò che ti viene dato. È diverso. Non è certo come l’anno scorso. Non è tipo: sì, spingi di più in questa curva, perché a volte se spingi di più perdi la batteria e vai semplicemente più piano. Devi capire come fare le cose”.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Alla vigilia del weekend, i vertici della Formula 1 avevano sottolineato come fosse stato prematuro da parte dei piloti esprimere giudizi così affrettati su queste nuove monoposto. In parte è vero: con il tempo le squadre inizieranno a padroneggiare le tecniche di gestione dell’energia e già nel corso di questa stagione potremmo assistere a un progresso significativo. Ma è altrettanto chiaro che certi limiti, figli della mancanza di quegli elementi che potrebbero supportare un MGU‑K così potente, continueranno spesso a emergere.
“Il punto è che, come piloti, cerchiamo di avere a cuore l’interesse dello sport. Credo che abbiamo l’interesse dello sport in mente più di altri. Vogliamo anche il meglio per lo sport. Allo stesso tempo, non cerchiamo di fare cose che lo rendano più divertente per noi”.
“Cerchiamo di farlo in modo che le macchine siano più fighe, più belle da vedere, più emozionanti, tutte queste cose. Le regole sono state cambiate perché è quello che vogliono i costruttori. Ma se hai probabilmente 18 altri piloti che si lamentano… anzi, se hai 20 altri piloti che si lamentano, non so cosa sia davvero meglio o no per lo sport”.
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